ANNO XVI Ottobre 2022.  Direttore Umberto Calabrese

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Martedì, 25 Ottobre 2016 16:13

Taranto - #maqualegender di #ArcigayDonne

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“Anche io aderisco alla campagna #maqualegender di #ArcigayDonne, ideata dall’amica attivista queer Carmen Ferrara. Contro gli allarmismi genderisti di Forza Nuova schiuma da barba e rasoio oppure rossetto, bambole, aspirapolvere o chi più ne ha più ne metta.”

È la didascalia all’immagine di profilo condivisa dall’attore e poeta Luigi Pignatelli, presidente della cellula provinciale Arcigay, nell’ambito della campagna #maqualegender, partita il 20 ottobre e lanciata da Carmen Ferrara – attivista lgbtqi, studentessa di scienze politiche nel capoluogo campano – in risposta ad una locandina di Forza Nuova Foggia che, postata lo scorso anno sulla specifica pagina fb, è tornata nuovamente a circolare sul web.

gender

A seguire, l’articolo di Francesco Lepore, pubblicato su “Pride” il 23 ottobre.

Social, al via la campagna #maqualegender

[…] Si tratta dell’immagine d’una ragazza intenta a radersi, il cui significato è reso dalla scritta in caratteri cubitali rossi: “Vogliono insegnare questo ai tuoi figli. Ti diciamo come opporti”. Il relativo post, datato 9 settembre 2015, ne specificava così il motivo: «Abbiamo a disposizione il modulo per far si che i genitori pretendano il consenso per forma scritta nel caso che nella propria scuola si tratti della teoria gender, richiedicelo o tramite questa bacheca o tramite messaggio privato, nonché al nostro indirizzo mail […], diffondi questo post, non voltarti dall’altra parte».

Al centro della mobilitazione di Forza Nuova (e di movimenti cattolici come Pro Vita, Le sentinelle in piedi, Generazione Famiglia) la gender theory quale materia d’insegnamento ai minori con pericolose conseguenze: dall’istigazione all’omosessualità all’invito alla masturbazione, dalla visione di film pornografici all’obbligo di rapporti sessuali con bambini dello stesso sesso. Rischi così inesistenti, al pari della stessa ideologia invocata, da indurre qualche giorno dopo la ministra dell’Istruzione Stefania Giannini a parlare di «colossale truffa».

A distanza d’un anno le cose non sono affatto migliorate, anzi aggravate. Lo stesso Papa Francesco ha ultimamente contribuito a surriscaldare gli animi, paragonando la teoria gender a «una terza guerra mondiale». E così Carmen Ferrara ha pensato di ricorrere all’ironia quale metodo per spegnere il pericoloso clima di parossismo e allarmismo, il cui unico effetto è quello di alimentare una mai spenta omofobia. Tre giorni fa ha pubblicato su fb una foto del suo viso con schiuma da barba e ha annunciato agli amici: «Vi dò un consiglio da legGender: non usate le lamette rosa o viola con la doppia lama! Un vero uomo Gender adopera soltanto Bic usa e getta e schiuma Proraso e se non vi tagliate, siete Gender a metà».

Ne abbiamo parlato con lei a Paestum in casa della compagna di lotte Ottavia Voza.

Carmen, che cosa ha suscitato in te la vista della locandina di Forza Nuova?

L’immagine di un volto femminile con della schiuma da barba e un rasoio mi sembrava congruente con la mia posizione atta a destrutturare gli stereotipi di genere. Allora ho riproposto la foto con l’hashtag #maqualegender».

Dopo l’annuncio sulla tua pagina fb che cosa è successo?

Subito alcune attiviste di Arcigay Donne, tra cui la mia compagna Ottavia, mi hanno proposto di lanciare una campagna e nel giro di poche ore l’iniziativa è divenuta spontaneamente virale.

Chi vi ha principalmente aderito?

La partecipazione è avvenuta soprattutto da parte di donne. La motivazione credo si possa rilevare in quella matrice misogina che vede il perpetuarsi della violenza di genere e rende molte donne vittime di ruoli e stereotipi. Si tramanda così una cultura patriarcale che non ci aiuta a renderci libere, liberi e liber*.

Perché hai scelto facebook per una tale iniziativa?

I social network rappresentano una piattaforma su cui oggi la cultura si crea e si diffonde. Per cui credo molto nell’importanza di campagne mediatiche e nella condivisione di parole di libertà. Io vivo nel Mezzogiorno e sento forte addosso lo stigma, che rende tutte le persone associate a una figura femminile (donne cisgender, donne trans, donne lesbiche, donne etero, uomini omosessuali) vittime di violenza.

Ma alla campagna stanno aderendo anche tanti uomini, che si fotografano con labbra truccate. Come valuti la cosa?

Positivamente. Ad essere vittime degli stereotipi e della violenza di genere siamo tutti. Credo perciò che l’adesione prevalentemente femminile sia dettata da un bisogno ingente delle donne. Ma il seguito maschile fa capire che esse non son sole. Poi ci sono gli asterischi come me. Quell* che non si ritrovano in un sistema binario e mandano in crisi chi ha una visione maschio/femmina.

Uno dei meccanismi di #maqualegender è la designazione d’una persona, che riprenda il tuo post e rimandi ad altri. Perché?

L’idea del “nominare” altre persone sorge dal desiderio di divulgare su quanti più diari/bacheche l’iniziativa.

Gender è la parola più ricorrente sulla tua pagina fb. Qual è il motivo?

Sono solita riprendere questo termine e inserirlo ovunque (il mio stesso nome alternativo su facebook è Io sono legGender), perché credo che il modo per contrastare l’odio gratuito verso il fantomatico gender sia ridicolizzare tutte le accuse rivolteci.

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