ANNO XV Ottobre 2021.  Direttore Umberto Calabrese

La trattativa tra M5s e Pd per tentare di formare un nuovo governo è nel vivo. L'assemblea dei gruppi M5S ha dato mandato per acclamazione al capo politico Luigi Di Maio e ai capigruppo Stefano Patuanelli e Francesco D'Uva ad incontrare la delegazione del Pd. Poco dopo la replica del PD: "Dalle proposte e dai principi da noi illustrati al Capo dello Stato e dalle parole e dai punti programmatici esposti da Di Maio, emerge un quadro su cui si può sicuramente iniziare a lavorare" ha affermato il segretario Dem Zingaretti.

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Concede altri cinque giorni ai partiti Sergio Mattarella per trovare una maggioranza.

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La rassegna stampa delle aperture dei principali quotidiani in edicola, il giorno dopo le dimissioni di Conte e l'apertura di una nuova fase politica per l'Italia

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Il coordinamento di presidenza di Forza Italia, in relazione all’ipotesi di un listone di centrodestra apparsa su alcuni quotidiani, si dichiara radicalmente contrario a questa ipotesi. Forza Italia, pur auspicando un accordo di coalizione con gli altri partiti di centrodestra, non è disposta a rinunciare alla propria storia, al proprio simbolo e alle proprie liste in vista delle prossime elezioni politiche. Si legge in una nota del coordinamento di Fi.

 
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In attesa della prima conta, prevista per le 18 quando l'Aula del Senato dovrà confermare la decisione presa a maggioranza dalla Capigruppo di votare il 20 agosto la mozione di sfiducia della Lega al premier Giuseppe Conte, non è ancora chiaro dove porterà la crisi aperta da Matteo Salvini

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Lunedì, 12 Agosto 2019 17:17

Calenda: "Il Pd è finito"

"Il Pd è finito". Lo ammette Carlo Calenda ai microfoni di 'Circo Massimo', su Radio Capital. "Così com'è, è finito sicuramente. Dopodiché può decidere di andare oltre se stesso, rilanciarsi, ricostruirsi in qualcosa di diverso" ragiona l'europarlamentare, che poi delimita i confini della scissione nel partito. "Ci sono due Pd: uno ha i gruppi parlamentari e un altro ha il partito. Nell'ultima direzione ho proposto di creare una segreteria politica in cui la gente si guarda in faccia e prende una decisione comune. I primi a non volerlo sono stati i renziani. Renzi non si siede con nessuno, non prende la telefonata di nessuno e non discute con nessuno. Questa è la verità" attacca l'ex ministro.

 
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Se la Conferenza dei capigruppo non arriverà a una decisione condivisa e unanime sui tempi del voto alle mozioni di sfiducia per il premier Giuseppe Conte e il ministro Matteo Salvini, la parola allora spetterà all'Aula. Questo l'avvertimento della presidente del Senato Elisabetta Casellati.

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"Nelle prossime ore vedrò Berlusconi e la Meloni alla luce del sole". "Parleremo sia di elezioni regionali che di quelle Politiche" e "proporrò un patto, l’Italia del sì contro l’Italia del no". Ad affermarlo in un'intervista a 'Il Giornale' è il vicepresidente del Consiglio e leader della Lega, Matteo Salvini che quindi non esclude Berlusconi e Forza Italia: "io non escludo nessuno, questo non è il momento di escludere ma di includere il più possibile. Penso anche ai governatori e ai tanti grillini positivi che abbiamo conosciuto. Non tutti i Cinque stelle sono come Fico o Di Battista".

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"La situazione politica è surreale. C’è una maggioranza naturale già formata, quella tra FdI e Lega, potenzialmente coesa, potenzialmente vincente e invece sento tanti rumors, tanta voglia di fare giochi di palazzo. Vedo questi abboccamenti tra Pd e Cinquestelle. Sento che c’è un’ipotesi di maggioranza. Il Pd chiede di far votare prima la sfiducia a Salvini e poi quella a Conte. Altra cosa surreale. Come l’idea che circola di un governo Conte con ministri non politici. Spero che sia fantapolitica, ma in passato ne abbiamo viste tane. Sarebbe una sorta di patto del Nazareno allargato al Movimento 5 Stelle. D’altra parte quando hanno eletto la Von der Leyen un accenno c’era già stato". Lo dice in una intervista al Quotidiano nazionale il presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni.

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Un partito del 'no' per arginare la voglia di urne di Matteo Salvini. A rompere gli argini nella giornata di ieri è stato Beppe Grillo, sceso nuovamente in campo dopo aver scelto le retrovie Cinquestelle per un appello lanciato alle forze politiche sul Blog: "Altro che elezioni, salviamo il Paese", la proposta del fondatore pentastellato che, promette, si "eleverà" per salvare l’Italia "dai nuovi barbari". D'altra parte, ha spiegato, "non si può lasciare il Paese in mano a della gente del genere solo perché crede che senza di loro non sopravviveremmo. Un complesso di Edipo in avvitamento che è soltanto un’illusione". Un appello accolto (e rilanciato) con entusiasmo dal capo politico Cinquestelle Luigi Di Maio, che ieri du Facebook commentava: "Beppe è con noi ed è sempre stato con noi! Il vero cambiamento è il taglio dei parlamentari. Le vere elezioni si fanno con 345 poltrone in meno. Serve cambiare. E subito!".

 
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