“L’Italia implementa a pieno il sistema a punti previsto dal Regolamento procedure applicabili alla politica comune della pesca, mentre altri Paesi solo parzialmente o non lo fanno affatto. Questo determina una concorrenza sleale tra i pescatori europei che è inaccettabile.
Si terrà lunedì 20 gennaio al Parlamento europeo a Bruxelles (Sala PHS 1C47) la tavola rotonda "La giusta rotta" sugli scenari normativi per il settore pesca. Obiettivo dell’incontro sarà discutere la proposta di regolamento della Commissione europea sui controlli nel settore della pesca, il cui iter parlamentare entrerà nel vivo da febbraio.
"Il collega del Parlamento europeo, nonché ex governatore ed ex ministro, Raffaele Fitto, ha votato contro la risoluzione di Strasburgo che ha dato il via libera al Green deal della Commissione Ue, all’interno del quale vi è anche il Fondo per la transizione equa che contiene risorse importanti per l’Italia, per la Puglia e per Taranto.
“Nel 2015, è stato accertato che c’è un rischio sanitario non accettabile per cittadini residenti nel quartiere Tamburi di Taranto a causa della produzione di acciaio dell’ormai ex Ilva, che in quell’anno aveva toccato i 4,7 milioni di tonnellate.
“Con il nuovo anno sono cambiate le regole europee sulla pesca: il taglio del 10% delle giornate in mare dei pescatori a strascico a partire dal primo gennaio 2020 rischia di ridurre del 40% la produzione ittica nazionale a tutto vantaggio dell'export, soprattutto extra Ue.
“Il Green New Deal presentato da Ursula von der Leyen presenta molte buone proposte ma ci sono anche ombre sulla reale fattibilità di questi ambiziosi programmi.
“Il paradosso dei paradossi dell’ex Ilva è che, nonostante i tagli annunciati, sta facendo affari milionari grazie al sistema ETS, le quote di emissione che ogni anno l'Unione europea, attraverso gli Stati membri, concede all'industria pesante, acciaierie comprese.
“La Commissione europea non può derubricare a caso nazionale la vicenda dell’ex Ilva. Dopo le minacce di ArcelorMittal, anche il gruppo indiano Tata Steel taglierà 3 mila posti di lavoro in tutta Europa a causa della diminuzione della domanda e dell’aumento dei costi.
"Le immagini di Matera, delle zone del Metapontino e delle altre zone della Puglia e della Basilicata colpite dal maltempo sono impressionanti.
"I vari Calenda, Salvini e sedicenti sindacati la smettano di fare i portavoce di Arcelor Mittal. Prima vengono i tarantini. Lo scudo penale è solo una scusa, dietro il quale si nascondono i rischi di chi sta giocando con la salute e la vita dei cittadini e dei lavoratori.