Il capo del Comitato Militare dell'Alleanza precisa: "Questo approccio va oltre il nostro solito modo di pensare e di comportarci".
Il presidente americano a Londra: "La guerra finirà quando crolleranno i prezzi del petrolio". Lavrov: "Trump è insoddisfatto perché vuole soluzioni rapide". Starmer al tycoon: "La nostra partnership ha formato il mondo, uniti in guerra e in pace".
Lo ha dichiarato Peskov, ammettendo lo stato di stallo delle trattative per una tregua in Ucraina ed è tornato ad accusare Kiev e i Paesi europei di ostacolarne il raggiungimento.
La Polonia ha invocato l'articolo 4 della Nato in seguito all'incursione di alcuni droni, presumibilmente russi, nel suo spazio aereo.
Il presidente russo ha proposto Mosca come sede per un 'faccia a faccia' ma Zelensky ha detto no. Ipotesi Budapest come location per un vertice a tre.
La presidente del Consiglio ha spiegato che anche Madrid ha firmato il documento finale che impegna i 32 alleati a spendere, entro il 2023, il 5% del Pil in difesa.
Il capo della Casa Bianca valuta l'esito del vertice "un grande successo" e in conferenza stampa striglia Madrid: "È l'unico Paese che non paga". Il socialista Sanchez si difende: "L'impegno del 2,1% è sufficiente, rispetteremo le capacità militari richieste".
Questo il messaggio consegnato dalla premier in un'intervista al Financial Time sulla scia del summit appena concluso a Parigi della coalizione dei Paesi europei volenterosi per una risoluzione del conflitto in Ucraina.