ANNO XX Febbraio 2026.  Direttore Umberto Calabrese

Collocate il romanzo nel pieno del ‘700 italiano: una prosa elegante, rivestita nella forma di quel tempo, tanto che se leggeste un’autobiografia di Giacomo Casanova – che pure è co-protagonista del romanzo - non trovereste alcuna differenza. Un’abilità originale dell’autore, pur con tutti i limiti dell’approssimazione, per far sentire il lettore a suo agio, calato nel tempo, tra parrucche voluminose e palandrane, nobili in crisi e armatori, patrioti americani e quanto di più possiate considerare, insieme a servi e lacchè, per la rappresentazione di un vero e proprio giallo.  

La protagonista, ovvero l’io parlante di questa storia, l’Agata Christie è Clotilde una sedicenne appena orfana di madre che segue il padre in un questo viaggio primaverile di "affari", ospiti di una nobile casa nei dintorni di Trieste, per giorni cinque. Non mettetevi a contare i giorni, solo per il primo ci vogliono sessantotto pagine. Quante ne occorrono, spesso, in molti libri online.

 Lo dico per mettere in guardia il lettore. Per essere un ebook è un vero romanzo, con tutte le sue pause di riflessione sul senso della vita, gli stili di vita dell'epoca, i racconti di gesta più o meno eroiche, la stessa ambientazione e la descrizione dei protagonisti durante le varie fasi della giornata, dal pranzo alla passeggiata del pomeriggio, che fa conoscere giardini e viali tortuosi, tutto prende spazio letterario e poi c’è un primo delitto, appena giunti, da cui prende il via tutta la storia. Seguendo la curiosità di una ragazza che occupa così il suo tempo mentre il padre è indaffarato in riunioni segrete con altri. 

Come tutti i racconti dove c’è un indagine, occorre pazientare e osservare il crescendo. Come in tutti i gialli che si rispettano, a partire dalle indagini di Sherlock Holmes, il brodo si cuoce a fuoco lento, per poi consumarsi e mostrare tutti i singoli ingredienti e alla fine, quasi naturalmente c’è il colpo di scena, anzi più di uno. 

Come in tutti i romanzi storici ci sono, e l’autore ci ha già abituato, con il suo primo romanzo che abbiamo presentato, “l’imboscato”, le note storiche. Intanto per quanto riguarda Giacomo Casanova, le memorie scritte da lui medesimo che abbiamo trattato nellasoffitta dei libri; l’autore ci informa ancora che ha seguito le opere del Guerci “ Le monarchie assolute: Il Settecento", Franco Valsecchi, "l’Italia nel seicento e nel settecento".

Pietro De Santis, ci conferma un'attitudine alla cura del particolare, come queste giornate d’aprile, con le splendide aperture del cielo e improvvisi acquazzoni, cosi come i tempi e le relazioni sono costruiti senza mai scadere nell’ovvio e nel banale. Come tutti i gialli il libro prende, coinvolge, fino alla fine e il fatto che sia una ragazza a parlare addolcisce di garbata innocenza anche situazioni scabrose. Bene, calatevi tra le righe, siamo verso la fine di quel secolo che vide molte di queste teste imparruccate cadere, ma questa è una altra storia, qui ci sono intanto delitti e misteri da svelare in una casa nobiliare in declino. E tutto questo? In cinque giorni di aprile. 

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Leggere il romanzo «L’imboscato” di Pietro De Santis fa venire in mente il pendolo, non per dimostrare la rotazione della terra secondo Foucault, ma per far capire il senso stesso della lettura che, proprio come l’oscillazione del pendolo,  porta in avanti e indietro nel tempo, da una scena all’altra. Una dinamica costante, con tanto di luogo e data, per precisare, dettagliare e approfondire.

L’altro aspetto, legato alla scrittura, è la prosa coinvolgente che in ogni momento, con ogni personaggio, sia la famosa Eva Braun amante di Hitler o l’agente russo Karpin, amplia il quadro, dipingendo una teatralità scenica in cui il lettore s’immerge. Del resto è storia e non semplice cronaca, è indagine, ricerca affidata nel presente, ma siamo pur sempre nel 1999, secolo ricco di storia da raccontare,  a Marco e Livia due ragazzi che s’imbattono in un ottantenne, clente delle visite domiciliare dei badanti della Chiesa, che è però un eroe di guerra del periodo nazista.

Chi è l’imboscato?E’ proprio Hitler nel suo bunker.  Gli ultimi giorni del dittatore sono stati già raccontati con dovizia, ricordiamo il film «Der Untergang»  del 2004 diretto da Oliver Hirschbiegel, che abbiamo visto nel titolo come «La caduta - Gli ultimi giorni di Hitler».  Un film che è ispirato da due libri: «La disfatta», scritto da Joachim Fest storico del Terzo Reich ed autore di biografie su Hitler, e «Fino all'ultima ora», diario di Traudl Junge segretaria del Fuhrer.  Lo stesso De Santis nelle note si sente debitore del biografo tedesco Fest.

Nel libro abbiamo lo stesso crescendo wagneriano nello scandire del tempo.

Siamo nel 1944.Tutto ruota attorno a quell’ultimo, incredibile, anno della caduta del nazismo. Siamo alle ultime battute del conflitto, dopo 5 anni,  gli alleati hanno già deciso l’esito finale e progressivamente assediano Hitler nel suo bunker. Tutti i personaggi, spie, amanti bisessuali, militari degradati, medici in rovina, gerarchi oramai ridotti a tappezzeria smunta si muovono ognuno nella sua scena mentre il tempo scorre, scandito dall’ineluttabilità del racconto del veterano di guerra. Tutto ruota attorno alla fine del dittatore. E ‘ davvero morto, come hanno fatto credere i russi, che furono i primi ad arrivare? Sono davvero resti hitleriani o di un malcapitato sosia? Se volete fare una ricerca in rete, troverete anche destinazioni in Patagonia.  Il racconto si fa più spesso, quando la scena è aperta, diventa più discorsivo, tra anziano e ragazzi, quando il tema è controverso. E' un espediente letterario far entrare i ragazzi nel racconto, talvolta, come se fossero voci fuori campo. 

Il libro di De Santis, che parte da una accurata ricerca storia, offre una sua originale interpretazione collegando i personaggi, quelli storici e quelli inventati, sullo scacchiere della storia, sull’are dei sentimenti, con la ruota della vita che gira attorno al desiderio dei più fedeli servitori del dittatore, le crisi esistenziali di Eva, il patriottismo disfatto, le pedine che si muovono in cerchio convergendo verso l’esito finale. Il libro conserva il crescendo romanzesco, si legge, si arriva alla fine anche con il giusto ritmo che aumenta, come nell’apoteosi finale delle Valchirie, o come sarebbe  nel «Volo della Fenice», che è poi il secret projects che l’anziano tedesco svela ai due ragazzi romani.

 L’autore

 Pietro De Santis è nato nel 1960 a Roma, città nella quale vive ed esercita, da oltre vent’anni, la professione di avvocato. Scrittore di romanzi storici, ha pubblicato Cinque giorni in aprile, un giallo che si svolge nel Settecento italiano, avente per sfondo importanti avvenimenti dell'epoca e tra i protagonisti Giacomo Casanova. 

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