Basta, entriamo. Non per provocazione, per necessità, per responsabilità". Così dal profilo twitter, la Sea Watch 3 ha annunciato l'intenzione di entrare nelle acque territoriali italiane.
Sulla Sea Watch lo “sforzo solidarietà” con la ridistribuzione dei migranti a bordo tra gli Stati membri Ue “può essere messo in atto solo se e quando lo sbarco sarà permesso”. Lo ribadisce la portavoce della Commissione, Natasha Bertaud.
Basta, entriamo. Non per provocazione, per necessità, per responsabilità". Così dal profilo twitter, la Sea Watch 3 ha annunciato l'intenzione di entrare nelle acque territoriali italiane.
"Per me la Sea Watch può rimanere lì fino a Natale e Capodanno". Così il ministro dell’interno Matteo Salvini, durante la conferenza stampa tenuta al Viminale, ha risposto indirettamente al nuovo appello lanciato dai 42 migranti a bordo della nave bloccata al confine con le acque territoriali, a 16 miglia circa dall'isola di Lampedusa. Intanto, secondo quanto si apprende da fonti del Viminale, è stato respinto il ricorso presentato da alcuni migranti a bordo dell'imbarcazione alla Corte europea dei diritti umani, per chiedere un intervento per ottenere l'autorizzazione allo sbarco in Italia.
L'Alto commissariato per i diritti umani ha scritto una lettera al governo italiano in cui critica le direttive emanate dal ministero dell'Interno per vietare l'accesso delle navi Ong ai porti italiani e chiede di interrompere l'iter del decreto sicurezza bis perché "viola i diritti dei migranti"
Di seguito il testo della lettera aperta che il consigliere regionale Gianni Liviano, in seguito alla vicenda Sea Watch, ha scritto al ministro degli Interni Matteo Salvini e che è stata sottoscritta da oltre 250 tra esponenti politici, professionisti, rappresentanti della società civile e del mondo sindacale, cittadini.