ANNO XVI Dicembre 2022.  Direttore Umberto Calabrese

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Il 6 ottobre apre in via Farini il Punto Arcobaleno, uno spazio di ascolto e sostegno per le persone Lgbti e le famiglie

Published in Reggio Emilia

Cronaca di un pomeriggio. Alle sette siamo scesi da casa e dopo pochi isolati siamo arrivati in Via Di Palma. Abitare al borgo ti dà questo vantaggio, rispetto a chi viene dalle periferie di una città tra le più estese. Era previsto il passaggio del corteo del Pride Puglia 2016 in quel punto intorno alle sette e trenta. Una puntata al Coin che chiude (ma chiude davvero?) e fa saldissimi per perdere tempo e poi eccolo il corteo colorato. Qualche passante, pochissimi in verità, storce il muso, altri guardano con malcelata indifferenza che fa dire a una bambina ben educata: “che schifo!”.  Per fortuna i più sono accorti come il mio medico di base che,  incontrato lungo il percorso, mi dice: “sempre diritti civili sono”.  Al di là di ogni ragionevole dubbio.

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Ecco le immagini di una manifestazione giovane, allegra, colorata, anzi con tutti i colori dell’iride per mostrare le grandi risorse del riconoscimento della diversità come valore e non come discrimine. Avevo sentito parlare di carri allegorici e forse è mancata qualcosa nell’organizzazione, ma tenuto conto che tutto è organizzato dal basso con qualche sponsor non crea problema: la festa è riuscita. Non sono in grado di stabilire quante persone c’erano in un pomeriggio afoso oramai di piena estate, ma stavolta la cronaca punta su altro, sulla sostanza di una manifestazione che è stata un atto d’amore per Taranto. E la città ha risposto – abbiamo visto le bandiere della Cgil, quella dei verdi e poi tanti vessilli, striscioni, volti dipinti di un mondo che mostra orgoglio di essere diverso ma restare umani. Ecco il messaggio che dovrebbe vedere qui politici che non vedo, quelli che manifestano di solito per i diritti civili; sì c’erano i rifondaroli comunisti – l’avevano annunciato – forse i pantestallati – avevano detto: "no bandiere per non strumentalizzare" – e quindi li pensiamo nell’onda che passa. Chi predica bene e poi si chiude nel suo orticello cosa pensa di raccogliere? Questa manifestazione aveva come tema anche diritto alla salute, qualche incoerenza tra sigle partecipanti – a detta di alcuni – ma gli altri assenti?

 Luigi Pignatelli parla del palazzo degli uffici, mentre si passa l’ultimo tratto di Via D’Aquino – emblema del Borgo ferito, dall’insipienza e dalla mancanza di cura. Siamo al giro di boa di un decennale con lo stesso pediatra al governo e quel palazzo è simbolo di tutto, anzi potrebbe esserne logotipo.  Ma non insistiamo su questo, lo stesso Pignatelli è bonariamente stoppato dalla trans che guida la manifestazione che insiste su questa risposta della città, commercianti che escono e fanno foto; del resto le foto che metto mostrano il corteo festoso e sono un documento. La festa si è chiusa sulla rotonda del lungomare dove è stato allestito un palco e un grande schermo per vedere la lunga partita-sofferenza degli azzurri. 

Per concludere potremmo dire che Taranto è stata per la Puglia -, c’erano baresi, foggiani, brindisini e leccesi - centro e riferimento per un pomeriggio di festa, una festa diversa che parla d’amore e tocca il cuore. Chi non si senta contaminato da questo orgoglio è problema suo, anch’egli libero d’essere diverso. 

 

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Published in Taranto

Riceviamo e pubblichiamo integralmente nota dell’associazione Hermes Academy di Taranto

Sabato 2 luglio si terrà, per la prima volta a Taranto, il Puglia Pride, organizzato dal Coordinamento Puglia Pride (che vede tra le associazioni tarantine fondatrici Hermes Academy Onlus, Arcigay Taranto e TGenus), con il supporto dell’Ufficio Provinciale della Consigliera di Parità, CGIL, UIL, il patrocinio morale di Regione Puglia, Comune di Taranto, Comune di Bari e la collaborazione di Arci Puglia e tantissime associazioni.

La partenza è prevista dal Parco Archeologico delle Mura Greche (lato piazza Federico Fellini) alle ore 17.30.

Il tema cardine ruota attorno al trinomio salute, ambiente e lavoro.

Famiglia Margini, associazione culturale lombardo-veneta da sempre attiva in tutto il mondo nella lotta contro ogni forma di discriminazione e in difesa dei diritti civili, parteciperà all’evento sfilando con i volontari della Hermes Academy Onlus (con la quale ha collaborato ne “Il giro dell’Ilva in Burqa” nel 2013 e in “NonPerdono” nel 2016), le Super Burka Girl e con un gruppo di artisti riuniti. Tra questi, Noel Gazzano, artista e antropologa italo-americana, leccese d’adozione, nota anche per la recente performance di protesta che l’ha vista percorrere cento chilometri da percorrere a piedi, da Brindisi a Taranto, spingendo una barella con semi e piantine di canapa, per dire “no alla Puglia dei veleni”.

Un carro di Burka arcobaleno sfilerà per le strade di Taranto. Un cencio che riveste tutto il corpo dona la libertà di viaggiare all’infinito dentro se stessi. Il carro degli artisti sarà condotto da Vincenzo Fornaro, noto per il suo lavoro di fitodepurazione dei terreni mediante la canapa, e da Daniela Spera, chimico e attivista, fondatrice di LegamJonici, tecnico di parte nell’incidente probatorio contro l’Ilva. Il coraggioso Gay Pride vuole squarciare con un arcobaleno il velo di smog che copre Taranto e far sentire il battito della terra capace di scuotere il cemento e le lamiere.

Le idee delle performance che propongo nascono dall’esigenza di rispondere ad uno stato di malessere, personale o sociale, per porvi, in arte, una soluzione positiva. – dichiara Grace Zanotto, fondatrice di Famiglia Margini – Come quando, in Matrimonio in burka di Aci e Galatea, il sindaco di AciCastello mi sposò con una donna in burka, risolvendo inghippi legali e mitologici allo stesso tempo. Taranto è la perla dello Ionio, la città a mio avviso, più bella delle terre di Puglia. Come una sposa bambina, Taranto è stata violentata dal credo dell’industria siderurgica e coperta con un velo di smog e cemento. Dopo la performance “Il giro dell’Ilva in Burka”, dove indossai il SuperDoctorburka*Palestine red Crescent Society e mi avvalsi della collaborazione del poeta e attore Luigi Pignatelli, è arrivato il “NonPerdono”, un film co-diretto con Roberto Marsella. Una dimensione ibrida tra video art e reportage, metafora della cura di una ferita ancora aperta, il Non Perdono, interpretato da Luigi Pignatelli, difensore del popolo e dei diritti umani che da generazioni sono stati cancellati sotto il benestare delle istituzioni, pone l’accento sulla perpetua convivenza fra la bellezza del territorio, ricco di sedimentazioni culturali ed architettoniche, con il dramma quotidiano di un presente derubato. La sfida per i diritti si riaccende con un nuovo lavoro.”

 

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