ANNO XV Ottobre 2021.  Direttore Umberto Calabrese

Martedì, 12 Luglio 2016 17:51

Ore contate per Nerone, arriva flash storm

L’anticiclone Nerone raggiungerà nelle prossime ore il suo apice di caldo e afa. A Roma oggi si toccheranno anche i 36°, ancora caldo anche domani al Sud e sulle isole maggiori sia pure meno opprimente.

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Martedì, 28 Giugno 2016 16:19

Il clima del pianeta nelle polveri fossili

Le previsioni del clima futuro sono anche questione di sfere Grazie a un nuovo metodo di analisi delle particelle conservate nei ghiacci dell’Antartide i ricercatori di Statale e Bicocca hanno ottenuto stime più precise per interpretare meglio l’effetto delle polveri naturali sull’effetto serra e sul riscaldamento globale.  

 

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Scientific Reports del gruppo Nature. Milano, 16 giugno 2016 ‐ Grazie ad una innovativa tecnica di misurazione e a una “storica” carota di ghiaccio estratta negli anni 70 dalle profondità dell’Antartide orientale – mai studiata finora ‐  un gruppo di ricercatori di Statale e Bicocca ha potuto studiare le proprietà delle microparticelle delle polveri minerali intrappolate negli strati di ghiaccio, ricavandone informazioni sul loro impatto sul clima del Pianeta. Il risultato è stato davvero rilevante: l’effetto della non‐sfericità delle particelle influisce sulla radiazione trasmessa alsuolo attraverso l’atmosfera con variazioni fino al 30 per cento.

 

Essendo tale parametro direttamente legato al forcing radiativo, ovvero alla quantità di energia trasmessa a terra dalle microparticelle sospese, questa metodologia innovativa fornirà, una volta applicata in modo intensivo alle carote di ghiaccio polari, una più corretta stima del loro contributo alle variazioni del clima terrestre. Allo studio, i cui risultati sono appena stati pubblicati sulla rivista Scientific Reports del gruppo Nature (Shape and size constraints on dust optical properties from the Dome C ice core, DOI: 10.1038/srep28162) ha lavorato una squadra di ricercatori composta dal professor Valter Maggi, dalla dottoressa Barbara Delmonte, dell’Università di Milano‐Bicocca, e dal dottor Marco Potenza dell’Università degli Studi di Milano, che ha sviluppato anche la tecnologia utilizzata per l’indagine: la SPES (Single Particle Extinction and Scattering), che ha consentito di analizzare migliaia di microparticelle in pochi minuti. «Non siamo i primi a dire che la forma di queste particelle è importante – hanno osservato Maggi, Potenza e Delmonte – ma siamo stati i primi a misurarla direttamente nelle polveri “fossili” e  a valutare il loro impatto sul clima. Le polveri tendono ad avere un effetto climatico di raffreddamento anziché di riscaldamento e, se riusciamo a capire meglio il ruolo delle polveri nell’evoluzione climatica del passato, potremo prevedere con maggior precisione i cambiamenti climatici del futuro». Presso il laboratorio EuroCold Lab, grazie alla stretta collaborazione fra l’Università degli Studi di Milano‐Bicocca e l’Università degli Studi di Milano la tecnica SPES è stata applicata con l’obiettivo di misurare le proprietà delle microparticelle “intrappolate” negli strati di ghiaccio. Dopo oltre due anni di lavoro per mettere a punto le tecniche di indagine, anche attraverso accurate simulazioni numeriche, i ricercatori hanno ricavato le proprietà ottiche di centinaia di migliaia di particelle in diversi periodi climatici che coprono gli ultimi 25 mila anni.   Tutto questo è stato possibile grazie alla carota di ghiaccio di Dome C, lunga circa 950 metri, estratta dalle profondità dell’Antartide orientale fra il 1977 e il 1978 e maistudiata in precedenza: glistudiosi Ufficio Stampa Università Statale di Milano Anna Cavagna ‐ Glenda Mereghetti tel. 02.5031.2983 – 2025 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. ne hanno analizzato numerosi spezzoni dalla lunghezza di mezzo metro e dal diametro di 10 centimetri, sezionandoli per ottenere campioni di pochi grammi.  

 

Le particelle, infatti, vengono conservate negli strati di ghiaccio che, depositati anno dopo anno, raccontano la storia di ciò che si trovava nell’atmosfera nei millenni passati. Questo ha permesso di ricostruire come le polveri minerali naturali influenzassero il clima del Pianeta prima che gli esseri umani con l’industrializzazione ne modificassero il comportamento. L’ultimo rapporto dell’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change, Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico) aveva evidenziato nel 2013 come uno dei fattori di maggiore incertezza nella stima dell’effetto delle polveri sul clima – al di là della loro variabilità spazio‐temporale – fosse dato dalle proprietà ottiche delle particelle sospese in aria. Queste ultime sono legate alle dimensioni, alla forma, alla rugosità superficiale e alla mineralogia delle microparticelle stesse. Fino ad ora, solo le dimensioni erano conosciute, mentre la loro forma era genericamente accostata a quella sferica. Il metodo SPES (Single Particle Extinction and Scattering) ha permesso disuperare l’approssimazione sferica grazie alla velocità nelle misurazioni e alla misura di due parametri per volta, invece di uno solo, per ciascuna particella: extinction, l’estinzione, cioè la quantità di luce solare rimossa dalla particella, e scattering, ovvero la luce diffusa. È la prima volta che questo metodo innovativo viene applicato agli studi sul clima. Le carote di ghiaccio estratte dalla calotta dell’Antartide orientale contengono la più lunga e continua documentazione delle variazioni atmosferiche avvenute nel recente passato geologico e grazie alla perforazione “EPICA – Dome C” è noto che negli ultimi 800 mila anni la temperatura della Terra è ciclicamente variata, oscillando tra condizioni glaciali più fredde e fasi interglaciali più calde.

 

Nell’ultimo massimo glaciale, culminato 21 mila anni fa quando l’anidride carbonica era ai livelli minimi, il carico di polveri nell’atmosfera era notevolmente superiore rispetto ad ora e in Antartide il flusso di deposizione delle polveri era circa 30 volte più alto rispetto a quello dell’attuale periodo interglaciale, l’Olocene. La valutazione tramite modelli climatici dell’effetto delle diverse forme delle particelle minerali osservate è stato effettuato in collaborazione con il gruppo di ricerca guidato dalla professoressa Natalie Mahowald della statunitense Cornell University, con cui lavora il dottor Samuel Albani, laureato all’Università di Milano‐Bicocca.

fonte università di Milano

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“Nel turismo non si possono affrontare i problemi solo in fase di emergenza, occorre farlo per tempo, lontano dai momenti caldi. I brutti episodi e il dibattito degli ultimi giorni offrono l’occasione per una ulteriore riflessione sul modello di turismo che vogliamo per il Salento e per la Puglia; sulla opportunità di una nuova fase di programmazione organica, per incidere su quei processi che, se non sono ben governati, rischiano pericolose degenerazioni”.

 

Lo scrive in una nota il senatore Dario Stefàno.

 

“In questi anni - continua Stefàno – tanti operatori e istituzioni in straordinaria sinergia hanno fatto grandi sforzi e investito molto per dare una prospettiva solida e credibile al nostro territorio in termini di accoglienza e di offerta turistica, mettendo a sistema le culture dei luoghi con le bellezze naturali e artistiche. Abbiamo unito la tradizione all’innovazione, abbiamo riscoperto i borghi antichi dell’entroterra, valorizzato un paesaggio prezioso, scommesso sull’enogastronomia e sulla ruralità per costruire un'offerta che sapesse arricchire quel patrimonio inestimabile fatto di spiagge cristalline, sole e mare”.

 

“I continui cambiamenti nell’approccio alla vacanza e nelle abitudini, gli ultimi spiacevoli episodi, che peraltro confermano alcuni brutti segnali dell'ultimo biennio, ci offrono un’ennesima sfida: essere ancora più bravi a gestire e organizzare le risorse e i flussi in continuo aumento, per non sciupare quel brand Puglia che negli ultimi dieci anni ha affascinato e attratto l'immaginario collettivo. Anche per questo, alcune località, come ad esempio Gallipoli, che paradossalmente soffrono del proprio successo e della propria popolarità, vengono letteralmente invase da migliaia di turisti, soprattutto molto giovani, che arrivano in città solo per divertirsi, spesso senza avere nemmeno un posto dove dormire, accampandosi in spiaggia o per strada. Questo non fa altro che mettere in evidenza limiti e insufficienze sul fronte strutturale, della sicurezza, dell’ordine pubblico, della pulizia e del decoro. Noi però non possiamo cedere al ricatto del divertimentificio e dello svago a tutti i costi ed a ogni orario. In tal senso, la prima cosa da fare è analizzare le anomalie di fenomeno, senza alcune sottovalutazione: dobbiamo affrontarlo subito e con tutte le forze a disposizione”.

“È necessario contrastare questa propensione al business sfrenato e al consumo di massa – sottolinea ancora Stefàno - frenare il diffondersi di questa idea della nostra terra quale mecca del divertimento intensivo senza identità e valori e senza regole.  Noi siamo il Salento, siamo la Puglia. Abbiamo tutto ciò che serve per essere un’oasi felice, abbiamo fatto dell’accoglienza la nostra mission e dobbiamo solo essere in grado di ripartire dalla nostra cultura e dalle nostre peculiarità. E’ l’unico modo per scongiurare deviazioni, per non essere derubati della nostra anima e per non tradire le aspettative dei turisti, omologandoci a modelli di altre realtà che però non possiedono le nostre risorse”.

“Non dobbiamo vivere queste invasioni come una condanna – conclude Stefàno - dobbiamo farci solo trovare pronti. Come? Mettendo in campo una capacità organizzativa e di programmazione, di monitoraggio e controllo superiore. Dobbiamo fare scelte chiare. ecco perché condivido totalmente le sollecitazioni del prefetto di Lecce dr Claudio Palomba. Ci siamo: è senza dubbio questo il momento per fermarsi a riflettere, rivedere, correggere e migliorare un modello che ci ha accompagnati sin qui e che ora va aggiornato affinché non perda di identità e sia ancora più capace di assecondare le nuove ere del turismo".

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