Riceviamo e pubblichiamo - Ministro della Salute, Giulia Grillo, non esiste democrazia, senza la giustizia. Senza giustizia, neppure la libertà è garantita.
Ministro Luigi Di Maio, sul manifesto di sei metri per tre (che inviamo in allegato), affisso al quartiere Tamburi di Taranto, spicca la più infame tra le ingiustizie che la provincia tarantina è costretta a subire da troppi decenni in numero francamente insopportabile.
Da lunedì 6 agosto, e per 14 giorni, nuovi manifesti di metri 6x3 saranno visibili in due punti della città. Due manifesti per denunciare la situazione ambientale e sanitaria tarantina posta ancora una volta in secondo piano rispetto alle “urgenze economiche della nazione”.
Riceviamo e pubblichiamo questa lettera aperta rivolta al sindaco di Taranto Rinaldo Melucci dell’associazione Genitori Tarantini
Riceviamo e pubblichiamo lettera aperta dei Genitori Tarantini rivolta al cardinale Bagnasco per le sue esternazioni sull’Ilva di Genova (video giù)
Non possiamo pubblicare tanti articoli, diciamo che il tempo è finito, come dice un comunicato che pubblichiamo, ma questo Governo ha come portavoce Salvini, che parla dalla bouvette (prima lo faceva dai terrazzi) e su Ilva, un video che gira su Fb e che mettiamo giu, dice chiaramente che la soluzione è l'ambientalizzazione e non la chiusura.
Riceviamo e pubblichiamo integralmente lettera aperta dell’associazione Genitori Tarantini rivolta alla proprietà Ilva e ai sindacati. "Cara AmInvestoCo, cari Sindacati, siamo i bambini di Taranto e vorremmo vivere. Questa richiesta vi sembrerà assurda, ma è la verità.
Riceviamo e pubblichiamo - Editore, Direttore responsabile, Caporedattore e Redazione tutta de “L’Eco di Bergamo”riteniamo l’articolo da voi titolato “Se chiude l’Ilva paghiamo tutti”, pubblicato in data 19 maggio 2018, offensivo per l’intera comunità pugliese.
Riceviamo e pubblichiamo dai Genitori Tarantini - “Signori Deputati, Signori Senatori del Movimento 5 Stelle,è dal lontano 1965 che l’Ilva (allora Italsider) produce in terra jonica.
Riceviamo e pubblichiamo - Accogliendo l’invito dell’Associazione “Familiari delle vittime della casa dello studente”