ANNO XVI Agosto 2022.  Direttore Umberto Calabrese

Il comitato Taranto LIDER, Libere Iniziative per la Diversificazione Economica e la Riconversione, da anni promuove iniziative culturali, artistiche, concerti di beneficenza, manifestazioni, convegni, letture ed improvvisazioni teatrali;

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Estate, tempo di svago, di relax, ma anche, perché no, per qualche buona lettura, soprattutto se relegata, durante il resto dell’anno, a pratica notturna, costretta a stiparsi nei pochi minuti che separano il momento toilette dal sonno più profondo.

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«La grande superstizione politica del pas­sato era il diritto divino dei re. La grande superstizione politica del presente è il di­ritto divino dei parlamenti». Herbert Spencer, definito “il massimo filosofo moderno” ma presto dimenticato da socialisti e liberali – un oblio che dura tutt’oggi –, fu nemico impla­­ca­bile di ogni superstizione politica. L’uomo contro lo Stato (1884), forse il più noto dei suoi saggi politici, è un testo di batta­glia, che si situa al di fuori della “Fi­lo­sofia sintetica” sulla quale Spencer la­vorò per tutta la vita.

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Esce per Rubbettino il volume 'La fine del comunismo in Europa. Regimi e dissidenze, 1956-1989' curato da Tito Forcellese, Giovanni Franchi e Antonio Macchia.

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Quest’espressione iperbolica è quello che uno strizzacervelli dice all’autore del libro: “dottore mi si è precarizzata la vita” che riceve l’ovvia risposta del cliente: “mica sono un killer!”. Appunto, per questo è dal psicologo del lavoro. Un personal trainer della mente che fa raccontare tutti i fatti che riguardano l’esperienza del protagonista tra Bari e Taranto, mettendo a nudo personaggi attuali della politica e le loro meschinità.

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Martedì, 12 Luglio 2016 16:46

Le valigie di Auschwitz di Daniela Palumbo

è un libro realisticamente feroce, come feroce è stata la follia umana nel perseguitare e sterminare sei milioni di ebrei.

Un romanzo uscito nel 2011 (Premio “Il Battello a Vapore”) e ripubblicato dopo cinque anni, col progetto: Libri ad Alta leggibilità, ovvero con caratteri tipografici che favoriscono la leggibilità anche a bambini con DSA e con BES.

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IL CIELO TRA LE SBARRE è un libro poetico, incantato e misterioso. 
Il plot. Felice è un pastore, figlio di pastori e dell’intera comunità, perché punto dall’argia (come la famosa taranta nel Salento), vince la battaglia tra la vita e la morte grazie alla musica, ai canti, ai travestimenti e alle preghiere dell’intero paese (Sardo?!). 


Poco più che ventenne, in una delle sue transumanze, uccide un giovane che tenta di sottrargli alcuni agnelli, ed è condannato a quindici anni. Felice non sopporta il regime carcerario fatto di celle, sbarre, ore d’aria, cortili angusti, lui abituato al vento, al cielo infinito, alle lunghe marce, sicchè tenta il suicidio; poi, si ritrova in biblioteca e con un libro tra le mani di un veterinario che preconizza un carcere aperto; da quel momento Felice scrive una serie di richieste di trasferimento per una prigione senza sbarre. Alla fine è accontentato e inviato a scontare la pena su un’isola-carcere. Anche qui mentre cura le bestie a disposizione dei detenuti, gli monta un altro raptus omicida, quando un secondino gli sottrae degli agnellini. Ma è graziato e sconta solo qualche giorno di isolamento, e da questo momento parte il vero percorso di recupero fatto di non violenza, di rispetto dell’altro e di autocontrollo.


Un libro semplice nella trama, scritto dalla parte di “Caino”, non a caso pubblicato con il patrocinio dell’Associazione “Antigone” che si batte per i diritti e le garanzie nel sistema penale. Un romanzo comunque che farà discutere, non a caso la Raffaello l’ha inserito nella collana “Insieme”. Gli aspetti qualificanti sono certamente l’assenza nella narrazione: di momenti bruschi o eccessivamente violenti, la leggerezza nel trattare il sovraffollamento delle celle o la pratica dell’isolamento, la dialettica tra carcerati; tanti problemi rappresentati senza mai cadere nell’aperta denuncia, facendo prevalere la tecnica della “stilizzazione”.
Se dunque nel romanzo sono affrontati temi scottanti, per i quali il compianto Marco Pannella ha dedicato metà del suo impegno civile, c’è un secondo aspetto che rende il libro prezioso, ovvero la rappresentazione dell’incanto, delle situazioni in cui l’immaginazione trova terreno fertile, il riferimento ad una civiltà atavica fatta di riti e credenze collettive, la dimensione agreste-pastorale fatta di solitudine, simbiosi col mondo della natura e degli animali. 
Un libro bino, dunque, per molti tratti engagé, ma anche etnografico, magicamente violento, come violenta è la primitività “alogica” dell’uomo, legata allo spirito di conservazione e come magica è la cultura popolare, in cui l’Altrove, come visione del mondo, che non è “altro” dalla realtà, ma realtà essa stessa (come avverte Edgar Morin).
Un libro confezionato da un’ottima scrittrice che conosce tempi, modi, stili per parlare a farsi ascoltare anche dai preadolescenti “educati” a non essere frettolosi.

Cosimo Rodia

https://www.facebook.com/CosimoRodia/

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L’AQUILA - Lo scrittore aquilano Goffredo Palmerini sarà ospite d’onore del “Galatone Arte 2016” e del Premio letterario internazionale "Città del Galateo", che si svolgeranno con una ricca agenda di eventi dal 7 al 9 luglio a Galatone (Lecce), nello splendido Palazzo Marchesale della città salentina. Gli eventi sono organizzati dall’Associazione Culturale VerbumlandiArt, sotto la presidenza di Regina Resta, in collaborazione con la Municipalità di Galatone e con il patrocinio della Provincia di Lecce e Regione Puglia. Tra gli ospiti d’onore spicca il nome del prof. Hafez Haidar, candidato al Premio Nobel per la Pace, docente all’Università di Pavia e scrittore. Venerdì 8 luglio, alle ore 18, con il prof. Haidar, converseranno sul tema «La pace attraverso il dialogo: l’era della discussione», affrontando i vari aspetti del dialogo interculturale e interreligioso, la scrittrice Rosa Nicoletta Tomasone, il giornalista Beniamino Pascale, il giornalista e scrittore Goffredo Palmerini. L’incontro sarà presentato e moderato da Cesare Vernaleone, giornalista e conduttore televisivo. La serata, dopo un concerto, si concluderà con la consegna di una Targa alla Carriera ed alla Cultura a Goffredo Palmerini, Rosaria Ricchiuto, Rosa Nicoletta Tomasone, Enrico Longo, Wojtek Pankiewicz e Beniamino Pascale. Due anni fa, a Lecce, era stato conferito a Palmerini anche il Premio per i Diritti umani “Nelson Mandela”, nell’ambito della XV edizione di “Salento Porta d’Oriente”, affermato evento culturale promosso dall’Associazione “Italia in Arte” di Brindisi. L’AQUILA - Lo scrittore aquilano Goffredo Palmerini sarà ospite d’onore del “Galatone Arte 2016” e del Premio letterario internazionale "Città del Galateo", che si svolgeranno con una ricca agenda di eventi dal 7 al 9 luglio a Galatone (Lecce), nello splendido Palazzo Marchesale della città salentina. Gli eventi sono organizzati dall’Associazione Culturale VerbumlandiArt, sotto la presidenza di Regina Resta, in collaborazione con la Municipalità di Galatone e con il patrocinio della Provincia di Lecce e Regione Puglia. Tra gli ospiti d’onore spicca il nome del prof. Hafez Haidar, candidato al Premio Nobel per la Pace, docente all’Università di Pavia e scrittore. Venerdì 8 luglio, alle ore 18, con il prof. Haidar, converseranno sul tema «La pace attraverso il dialogo: l’era della discussione», affrontando i vari aspetti del dialogo interculturale e interreligioso, la scrittrice Rosa Nicoletta Tomasone, il giornalista Beniamino Pascale, il giornalista e scrittore Goffredo Palmerini. L’incontro sarà presentato e moderato da Cesare Vernaleone, giornalista e conduttore televisivo. La serata, dopo un concerto, si concluderà con la consegna di una Targa alla Carriera ed alla Cultura a Goffredo Palmerini, Rosaria Ricchiuto, Rosa Nicoletta Tomasone, Enrico Longo, Wojtek Pankiewicz e Beniamino Pascale. Due anni fa, a Lecce, era stato conferito a Palmerini anche il Premio per i Diritti umani “Nelson Mandela”, nell’ambito della XV edizione di “Salento Porta d’Oriente”, affermato evento culturale promosso dall’Associazione “Italia in Arte” di Brindisi.

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L’anello di congiunzione dell’emozione che si prova nella lettura di un libro, con il proprio inconscio è legato al grado di vicinanza che i protagonisti del romanzo mostrano durante l’evolversi della storia. Quelli del libro di Amalia Santangeli, nel suo: “Scomparsa nel nulla” sono tutti schierati come sul proscenio di un palco teatrale, li immaginate cosi e quando la storia si fa più cruda e sofferente, vengono colpiti da una luce e parlano direttamente al pubblico. Come, esempio più banale, nei confessionali del Grande Fratello.

E’un modo di raccontare avvolgente che non stanca perché la scena muta, va avanti e indietro, molto avanti e poi ritorna a raccontare pezzi di strada sorvolata in fretta.

 In tal modo il lettore è sempre attento.

Chi scompare nel nulla? La stessa autrice insiste sia all’inizio che alla fine su questo tema della perdita, e su come si elabora questo che è un vero e proprio lutto. Ma c’è anche una protagonista che scompare e gli unici che la vedono e la seguono sono i lettori. Barbara assume su di sé tutta la responsabilità del viaggio per tornare indietro, ma il suo personaggio, lo vediamo crescere sin dall’inizio con il suo essere donna, con la sua determinazione alla lealtà e alla devozione, ma anche con il suo modo di pensare che, nel tipico schema femminile, cura i particolari, si guarda intorno, considera tutte le opportunità, di fronte all’universo maschile che invece corre sempre dritto fino a sbattere.

Il libro promette di essere un thriller per il tipo di vicenda, e invece diventa altro. Apparentemente una storia romantica, in realtà è poi un romanzo intimista. Per certi aspetti si cala nella cronaca dei tempi, ma non è storico. Del resto qui siamo nella pura fantasia. Difficile dare una definizione, eppure piace. Perché è lo stile che intriga nel mentre la storia evolve. Abbiamo già conosciuto l’autrice in “Scrivere è un po' come amare” un libro che coniugava Amore e scrittura con qualche riferimento autobiografico e «Incontro» un libro di poesie. Stavolta è un vero e proprio romanzo. 

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Collocate il romanzo nel pieno del ‘700 italiano: una prosa elegante, rivestita nella forma di quel tempo, tanto che se leggeste un’autobiografia di Giacomo Casanova – che pure è co-protagonista del romanzo - non trovereste alcuna differenza. Un’abilità originale dell’autore, pur con tutti i limiti dell’approssimazione, per far sentire il lettore a suo agio, calato nel tempo, tra parrucche voluminose e palandrane, nobili in crisi e armatori, patrioti americani e quanto di più possiate considerare, insieme a servi e lacchè, per la rappresentazione di un vero e proprio giallo.  

La protagonista, ovvero l’io parlante di questa storia, l’Agata Christie è Clotilde una sedicenne appena orfana di madre che segue il padre in un questo viaggio primaverile di "affari", ospiti di una nobile casa nei dintorni di Trieste, per giorni cinque. Non mettetevi a contare i giorni, solo per il primo ci vogliono sessantotto pagine. Quante ne occorrono, spesso, in molti libri online.

 Lo dico per mettere in guardia il lettore. Per essere un ebook è un vero romanzo, con tutte le sue pause di riflessione sul senso della vita, gli stili di vita dell'epoca, i racconti di gesta più o meno eroiche, la stessa ambientazione e la descrizione dei protagonisti durante le varie fasi della giornata, dal pranzo alla passeggiata del pomeriggio, che fa conoscere giardini e viali tortuosi, tutto prende spazio letterario e poi c’è un primo delitto, appena giunti, da cui prende il via tutta la storia. Seguendo la curiosità di una ragazza che occupa così il suo tempo mentre il padre è indaffarato in riunioni segrete con altri. 

Come tutti i racconti dove c’è un indagine, occorre pazientare e osservare il crescendo. Come in tutti i gialli che si rispettano, a partire dalle indagini di Sherlock Holmes, il brodo si cuoce a fuoco lento, per poi consumarsi e mostrare tutti i singoli ingredienti e alla fine, quasi naturalmente c’è il colpo di scena, anzi più di uno. 

Come in tutti i romanzi storici ci sono, e l’autore ci ha già abituato, con il suo primo romanzo che abbiamo presentato, “l’imboscato”, le note storiche. Intanto per quanto riguarda Giacomo Casanova, le memorie scritte da lui medesimo che abbiamo trattato nellasoffitta dei libri; l’autore ci informa ancora che ha seguito le opere del Guerci “ Le monarchie assolute: Il Settecento", Franco Valsecchi, "l’Italia nel seicento e nel settecento".

Pietro De Santis, ci conferma un'attitudine alla cura del particolare, come queste giornate d’aprile, con le splendide aperture del cielo e improvvisi acquazzoni, cosi come i tempi e le relazioni sono costruiti senza mai scadere nell’ovvio e nel banale. Come tutti i gialli il libro prende, coinvolge, fino alla fine e il fatto che sia una ragazza a parlare addolcisce di garbata innocenza anche situazioni scabrose. Bene, calatevi tra le righe, siamo verso la fine di quel secolo che vide molte di queste teste imparruccate cadere, ma questa è una altra storia, qui ci sono intanto delitti e misteri da svelare in una casa nobiliare in declino. E tutto questo? In cinque giorni di aprile. 

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