Un tema appena sfiorato, in un recente dibattito, sul ruolo del Parlamento nella società odierna sino a paventare l’eventualità, indicata da Casaleggio junior, che possa essere considerato superfluo e da sostituire con una forma di consenso diretto e continuo con la gente, ha provocato, come naturale che sia, una forte contrarietà non solo nell’area politica ma anche tra i politologhi e gli ambienti culturali.
Da anni considerate emblema dello spreco e dell'inutilità, dal 2016 languono in un limbo di incertezza. Ma Salvini ora le vuole riportare esattamente nella condizione in cui erano. E con uno scopo preciso
Molto potremmo discutere di quanto sia rimasto nella storia del pensiero politico delle similitudini tra democrazia e giustizia, oligarchia e intelligenza, monarchia e saggezza. Non è però la storia del pensiero politico che affrontiamo qui.
Saper vedere e interpretare correttamente i segni dei tempi non è facile. È anzi una dote rara. Ma si può e si deve tentare di farlo perché la nostra esistenza si colloca nel tempo. Nella storia. Un cammino in cui siamo coinvolti come singoli e come collettività.
“Apprendo che i capigruppo di maggioranza, in una nota diramata alla stampa, hanno deciso che io sono fuori dalla stessa.
Politica e verità possono andare a braccetto? Sono facce della stessa medaglia? L’esperienza politica riguarda solo necessariamente una fase della propria vita? Sì e no.
Chi scrive, n. 1.06.1948, parla ai nati dopo il 19.07.1992, quando morì Paolo Borsellino: restiamo insieme! Io sono un perduto dalla politica militante. Voi siete i perduti dalla politica che mette insieme le persone per fare gli interessi della maggioranza, almeno.
Gesù, ti ringrazio della pubblicazione (ieri) della sentenza del 20 aprile sui rapporti tra i vertici del ROS e Marcello Dell’Utri.
Il fil rouge della comunità è stato alla base degli incontri con Roberto Ricchini, già allenatore della Nazionale femminile di basket e pluriscudettato con il Cras basket Taranto, e con Dino Amenduni di Proforma che hanno animato la seconda giornata della “Quattro giorni d’estate” organizzata dall’associazione “Le città che vogliamo”.
“La democrazia attraversa una delle fasi piú contraddittorie della sua storia. Non c’è mai stato un numero cosí alto di paesi con un regime democratico e non è mai stato cosí basso il numero dei paesi non democratici. Mai come oggi la voce di chi chiede piú libertà nelle diverse regioni del mondo è stata cosí ascoltata e diffusa, soprattutto grazie alla rete”.