ANNO XV Ottobre 2021.  Direttore Umberto Calabrese

Lunedì 31 Luglio, ore 19.00 SILVANO TREVISANI presenta, in anteprima, il romanzo “Ombre sulla città perduta”  |  Ed. Radici future, 2017 - Modera: Josè Minervini  |  Letture: Mario Calzolaro

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Fra uomini e donne appena toccati dagli eventi storici del ‘900 in uno scorrere lento degli avvenimenti, tra schemi sociali e pregiudizi, una donna, Gelsomina, tra tenerezza e soprusi riesce con la forza dell’amore a riscattare se stessa e una verità artefatta, in un mondo ad esclusivo appannaggio degli uomini.

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Nuovo appuntamento della rassegna letteraria al circolo Arci di Crispiano: la scrittrice barese presenterà il suo romanzo 'Le parole interrotte'. Dialogherà con lei il giornalista Vincenzo Parabita

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Giovedì 1° dicembre la Libreria Ubik, in Via Di Palma #69 a Taranto, ospita un nuovo appuntamento del ciclo “Cosa c’è di Diverso?”, promosso dall’Associazione Hermes Academy Onlus e del Comitato Territoriale Arcigay Taranto in occasione della Giornata Internazionale della Lotta all’AIDS.

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Siamo molto felici di ospitare nella nostra libreria la presentazione del nuovo libro di Claudia De Lillo. Ci sarebbe piaciuto avere Elasti quando uscì “Dire, fare, baciare” (Feltrinelli, 2014) ma allora eravamo libraie solo itineranti e una presentazione in giro per l’Italia sarebbe stata sicuramente divertente ma molto, molto difficile da organizzare.

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Il Festival itinerante "Kaos" edizione 2016 sta per partire e presto si saprà dove si svolgerà quest'anno. In tre giornate avranno luogo incontri, interviste e ovviamente premiazione delle diverse categorie (narrativa, poesia e racconti).

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Cristovao Tezza, ''La caduta delle consonanti intervocaliche'' (FAZI, pp. 236 - 17,50 euro - Traduzione Daniele Petruccioli).

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L’anello di congiunzione dell’emozione che si prova nella lettura di un libro, con il proprio inconscio è legato al grado di vicinanza che i protagonisti del romanzo mostrano durante l’evolversi della storia. Quelli del libro di Amalia Santangeli, nel suo: “Scomparsa nel nulla” sono tutti schierati come sul proscenio di un palco teatrale, li immaginate cosi e quando la storia si fa più cruda e sofferente, vengono colpiti da una luce e parlano direttamente al pubblico. Come, esempio più banale, nei confessionali del Grande Fratello.

E’un modo di raccontare avvolgente che non stanca perché la scena muta, va avanti e indietro, molto avanti e poi ritorna a raccontare pezzi di strada sorvolata in fretta.

 In tal modo il lettore è sempre attento.

Chi scompare nel nulla? La stessa autrice insiste sia all’inizio che alla fine su questo tema della perdita, e su come si elabora questo che è un vero e proprio lutto. Ma c’è anche una protagonista che scompare e gli unici che la vedono e la seguono sono i lettori. Barbara assume su di sé tutta la responsabilità del viaggio per tornare indietro, ma il suo personaggio, lo vediamo crescere sin dall’inizio con il suo essere donna, con la sua determinazione alla lealtà e alla devozione, ma anche con il suo modo di pensare che, nel tipico schema femminile, cura i particolari, si guarda intorno, considera tutte le opportunità, di fronte all’universo maschile che invece corre sempre dritto fino a sbattere.

Il libro promette di essere un thriller per il tipo di vicenda, e invece diventa altro. Apparentemente una storia romantica, in realtà è poi un romanzo intimista. Per certi aspetti si cala nella cronaca dei tempi, ma non è storico. Del resto qui siamo nella pura fantasia. Difficile dare una definizione, eppure piace. Perché è lo stile che intriga nel mentre la storia evolve. Abbiamo già conosciuto l’autrice in “Scrivere è un po' come amare” un libro che coniugava Amore e scrittura con qualche riferimento autobiografico e «Incontro» un libro di poesie. Stavolta è un vero e proprio romanzo. 

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Collocate il romanzo nel pieno del ‘700 italiano: una prosa elegante, rivestita nella forma di quel tempo, tanto che se leggeste un’autobiografia di Giacomo Casanova – che pure è co-protagonista del romanzo - non trovereste alcuna differenza. Un’abilità originale dell’autore, pur con tutti i limiti dell’approssimazione, per far sentire il lettore a suo agio, calato nel tempo, tra parrucche voluminose e palandrane, nobili in crisi e armatori, patrioti americani e quanto di più possiate considerare, insieme a servi e lacchè, per la rappresentazione di un vero e proprio giallo.  

La protagonista, ovvero l’io parlante di questa storia, l’Agata Christie è Clotilde una sedicenne appena orfana di madre che segue il padre in un questo viaggio primaverile di "affari", ospiti di una nobile casa nei dintorni di Trieste, per giorni cinque. Non mettetevi a contare i giorni, solo per il primo ci vogliono sessantotto pagine. Quante ne occorrono, spesso, in molti libri online.

 Lo dico per mettere in guardia il lettore. Per essere un ebook è un vero romanzo, con tutte le sue pause di riflessione sul senso della vita, gli stili di vita dell'epoca, i racconti di gesta più o meno eroiche, la stessa ambientazione e la descrizione dei protagonisti durante le varie fasi della giornata, dal pranzo alla passeggiata del pomeriggio, che fa conoscere giardini e viali tortuosi, tutto prende spazio letterario e poi c’è un primo delitto, appena giunti, da cui prende il via tutta la storia. Seguendo la curiosità di una ragazza che occupa così il suo tempo mentre il padre è indaffarato in riunioni segrete con altri. 

Come tutti i racconti dove c’è un indagine, occorre pazientare e osservare il crescendo. Come in tutti i gialli che si rispettano, a partire dalle indagini di Sherlock Holmes, il brodo si cuoce a fuoco lento, per poi consumarsi e mostrare tutti i singoli ingredienti e alla fine, quasi naturalmente c’è il colpo di scena, anzi più di uno. 

Come in tutti i romanzi storici ci sono, e l’autore ci ha già abituato, con il suo primo romanzo che abbiamo presentato, “l’imboscato”, le note storiche. Intanto per quanto riguarda Giacomo Casanova, le memorie scritte da lui medesimo che abbiamo trattato nellasoffitta dei libri; l’autore ci informa ancora che ha seguito le opere del Guerci “ Le monarchie assolute: Il Settecento", Franco Valsecchi, "l’Italia nel seicento e nel settecento".

Pietro De Santis, ci conferma un'attitudine alla cura del particolare, come queste giornate d’aprile, con le splendide aperture del cielo e improvvisi acquazzoni, cosi come i tempi e le relazioni sono costruiti senza mai scadere nell’ovvio e nel banale. Come tutti i gialli il libro prende, coinvolge, fino alla fine e il fatto che sia una ragazza a parlare addolcisce di garbata innocenza anche situazioni scabrose. Bene, calatevi tra le righe, siamo verso la fine di quel secolo che vide molte di queste teste imparruccate cadere, ma questa è una altra storia, qui ci sono intanto delitti e misteri da svelare in una casa nobiliare in declino. E tutto questo? In cinque giorni di aprile. 

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L'autore di Interferenze, ci delizia con questo racconto lungo. Mistral è un pretesto narrativo che nasce da un paradosso, un culto, forse eccessivo, per una prestigiosa auto d'epoca, che diventa rifugio di un ricco avvocato che sfugge al dolore e alla sofferenza di una compagna spenta, da sei mesi in una vita vegetale in rianimazione. E sfugge cercando di scrivere la biografia dei quarantatré anni di vita della sua Maserati andando a ritroso fra i suoi vecchi proprietari. 

Dicevamo pretesto narrativo, o se volete espediente, perché un qualsiasi racconto, al di là di tutto, l'unico scopo che si prefigge è stimolare la lettura. e quindi al di là di qualsiasi trama che, in questo caso, può sembrare persino esagerata, la sua eccentricità, diventa per noi tanto normale che seguiamo il protagonista in questo parziale giro del mondo, pieno di insidie e avventure. 

Certo che mentalmente chiunque pensi al proprio libretto di circolazioni, se trattasi di auto comprata usata, e si domandi chi fossero i proprietari precedenti, verrebbe da fare una piccola storia. Anche perché, siamo sinceri, la storia la fanno gli uomini, anche quelli piccoli, e anche dietro una macchina autorevole e prestigiosa, ci sono pezzi di umanità. La scrittura è arte, e diventa tale, se un fatto normale, anche semplice diventa fluido racconto e sfocia nella poesia.

Questo è il bello dello scrivere, e dobbiamo essere grati a quanti si sforzano di praticare quest'arte. "Mistral" è un racconto lungo, perfetto per essere online, si legge in una mattinata al mare, e quando ci si rimette in auto, viene voglia di personalizzare anche la nostra "bimba" come suggerisce l'autore, e andiamo in viaggio con lui, con la fantasia che è già magia, il primo condimento, più dolce, della nostra vita. 

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