Quando girando per l’Italia incontriamo alberi potati da operai delle ditte che hanno avuto dai comuni l’incarico di operare “in conto legna”, ci troviamo di fronte a vergognosi massacri, contrari a ogni buona regola, dannosissimi per la pianta e per la vita che poteva ospitare, antiestetici e frutto di una sola finalità: accaparrarsi quanta più legna possibile, per produrre pellet o per tamponare la fame insaziabile delle esecrabili centrali a biomasse.