ANNO XV Luglio 2021.  Direttore Umberto Calabrese

Roma - Un meccanismo che permette alle cellule tumorali di "ingannare" il sistema immunitario impedendogli di attaccare e quindi distruggere le cellule anomale. Lo ha scoperto uno studio dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, condotto insieme al dipartimento di medicina sperimentale dell'Universita' degli studi di Genova e pubblicato sul Journal of Allergy and Clinical Immunology.

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“Si intervenga tempestivamente dotando il Moscati di nuovi acceleratori lineari”

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“L’acceleratore lineare del reparto Radioterapia oncologica dell’ospedale Moscati ieri sera non funzionava e ai pazienti in attesa è stato detto: tutti a casa. No, così non va, così non può più continuare ad andare”.

Non le manda certamente a dire, Gianni Liviano, consigliere regionale tarantino non nuovo a sortite del genere. “Sono stato contattato da una persona che, suo malgrado, è costretta a sottoporsi a sedute di radioterapia per curare la sua malattia. Ebbene, questa persona (non l’unica perchè già da giorni sono stato investito dello stesso problema da numerosi concittadini con familiari che sono costretti a sottoporsi a radioterapia), che ha competenze specifiche nel settore, mi ha riferito che la vetustà delle macchine è tale che spesso e volentieri devono essere fermate per la manutenzione per garantirne il perfetto funzionamento. Manutenzioni che diventano sempre piu’ frequenti. Nell’ultimo anno, sempre secondo quanto mi ha riferito questo nostro concittadino, al Moscati si è verificato un fermo macchine superiore del 20% rispetto all’anno precedente”.

Una situazione paradossale, sottolinea Liviano, tanto piu’ in una realtà, come quella tarantina, dove la richiesta di cure oncologiche “è sempre piu’ alta perche sempre piu’ drammaticamente l’inquinamento ambientale sta presentando il suo pesante conto”.

Diventa quindi sempre piu’ necessario aggiornare le macchine di radioterapia “fermo restando che, comunque, e questo intendo sottolinearlo con forza giusto per non creare inutili allarmismi, la qualità dei trattamenti erogati resta di alta qualità proprio perchè viene fatta la manutenzione. Anche perchè, laddove le macchine non sono piu’ adeguate ai trattamenti da fare, - sottolinea ancora Liviano - il personale del centro dispone immediatamente l’invio dei pazienti in altre strutture”.

Ma c’è un altro aspetto del problema, l’esatto rovescio della medaglia, e cioè che, con le frequenti fermate per manutenzione, si allungano inevitabilmente i tempi per le liste di attesa “dovuto anche al numero di macchine insufficienti rispetto a quella che è la domanda (Taranto è l’unica provincia della Puglia che ha una macchina ogni trecentomila abitanti mentre tutte le altre province ne hanno una ogni duecentomila). E’ dal 2011, per quelle che sono le notizie in mie possesso - aggiunge Liviano - che si chiede l’installazione di un nuovo acceleratore lineare ma con la scusa del San Raffaele, prima, e del San Cataldo, poi, di macchine non se ne sono viste. C’è un progetto della Regione Puglia per l’allocazione sul territorio di nuove macchine di radioterapia ma ciò comporta tempi lunghi mentre la situazione tarantina richiede tempi piu’ stretti perchè, per montare una macchina, occorrono dai sei ai nove mesi”.

Non solo, perchè alla problematica della manutenzione delle macchine si aggiunge quella della graduatoria del personale precario. “Diversi tecnici che erano preparati - prosegue Liviano - non sono stati rinnovati nel loro incarico e in loro sostituzione l’Asl, devo riconoscere che lo ha fatto tempestivamente, ha inviato nuovi tecnici che, però, prima di due-tre mesi non possono essere operativi sulle macchine. Anche questo non migliora la situazione. E’ vero che la Asl ha dovuto agire secondo legge non rinnovando i contratti al personale precario ma, dall’altra parte, ci sono i pazienti che hanno diritto a curarsi. Per questo torno a chiedere con forza che da parte del Governo intervenga una proroga per Taranto in maniera tale da poter assumere nuovo personale”.

Una situazione, quella della Radioterapia oncologica, che va ad aggiungersi alle numerose criticità del sistema sanitario pugliese. Criticità che per la maggior parte dei casi il suo conto salato lo presenta proprio alla città di Taranto e al suo territorio. Basti pensare al recente piano di riordino ospedaliero che poco ha tenuto in conto le emergenze della nostra area o alla decisione di chiudere il Pronto soccorso del Moscati. Al rispetto della legge - conclude Gianni Liviano - deve comunque rispondere il rispetto per le persone che hanno necessità di cure e di cure importanti. Su questi temi continueremeno a mantenere alta la guardia. La stessa cosa chiedo di fare ai consiglieri regionali espressione del territorio tarantino”.  

  

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Un atto d`amore per Taranto, un libro che, a detto di un amico oncologo, può essere di aiuto a molti, perché chi è colpito dal male del secolo può trovare nel libro indicazioni su cosa fare quando gli eventi sembrano precipitare.

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Martedì 1 settembre alle 11.30 presso il reparto di Pediatria Oncologica dell’Ospedale “Panico” di Tricase ci sarà la cerimonia di ufficializzazione del contributo di 20.000 euro da parte di ALR -Associazione Lorenzo Risolo e destinato ad un potenziamento in termini di assistenza e aggiornamento del comparto medico-infermieristico.

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MESAGNE (Brindisi) - Appena pubblicato su International Journal of Environmental Research and Public Health uno studio epidemiologico riepilogativo dei nuovi ricoveri annui per melanoma maligno, studio che vede la partecipazione della Dott.ssa Antonella Romanini dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Pisa che è tra i più autorevoli clinici del settore in Europa.

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Tre temi cruciali per la salute del territorio nella Summer School Euro Mediterranea 2015 in Biostatistica ed Epidemiologia. 

  1. Giulio TARRO, virologo, infettivologo e global scholar & scientist; Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
  2. Stefano LAGRAVINESE , Ricercatore, Formatore CRA; Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.;
  3. Prisco PISCITELLI, Epidemiologo e Ricercatore di IOS ed ISBEM; Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
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Cura "Di Bella". Altro ricorso d'urgenza accolto

Il Tribunale di Brindisi ordina alla ASL BR di somministrare gratuitamente in favore di un'ammalata i farmaci del multitrattamento Di Bella

Un'altra importante decisione che segna un ulteriore punto a favore sulla validità terapeutica del MDB, meglio noto come "Cura Di Bella" che ormai da oltre due decenni divide comunità scientifica e giurisprudenza.Ancora una volta è il giudice del Lavoro del Tribunale di Brindisi che con un'ordinanza dello scorso 20 luglio, ha accolto il ricorso d'urgenza iscritto al ruolo generale n. 2765 - 1/2015 presentato da un'ammalata che ha ordinato all'ASL di Brindisi di somministrare gratuitamente i farmaci del multitrattamento Di Bella in virtù del principio costituzionale del "diritto alla salute" Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti",.

 

Il magistrato - evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti" - con condivisibile motivazione ha ricordato, infatti, che v'è giurisprudenza che "ha adottato un orientamento estensivo secondo il quale, stante l’immediata efficacia precettiva dell’art. 32 della Costituzione, il Giudice può porre a carico del Servizio Sanitario Nazionale l’onere economico necessario a permettere la somministrazione di farmaci facenti parte del MDB se questi, nel concreto, risultino terapeuticamente efficaci e insostituibili stante l’inutilità del trattamento farmacologico autorizzato e garantito dal CUP.

Orbene, aderendo a tale ultimo orientamento, il giudice ritiene che possa porsi a carico del Servizio Sanitario Nazionale l’onere economico necessario a permettere la somministrazione di farmaci destinati al trattamento delle situazioni patologiche di urgenza, delle malattie ad alto rischio, delle gravi condizioni o sindromi morbose che esigono terapie di lunga durata, nonché alle cure necessarie per assicurare la sopravvivenza nelle malattie croniche e che si dimostrino indispensabili ed insostituibili".

 

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