“Si vuole far passare il presidente della regione Puglia Michele Emiliano come un’irresponsabile perché chiede una cosa elementare: la modifica del piano ambientale Ilva garantendo quello che in altri paesi europei è dovuto e normale, ovvero il rispetto delle normative ambientali della salute e l’eliminazione della norma che garantisce l’immunità penale e civile in caso di violazione della legislazione sanitaria e ambientale”.
Riceviamo e pubblichiamo - Come Verdi Taranto intendiamo dare il nostro contributo in merito al “primo questionario” di partecipazione pubblica (del quale abbiamo dato notizia nell’articolo di presentazione pubblicato lunedì scorso ndr)
“L’emergenza energetica dovuta all'esplosione dell’impianto di Gas in Austria costituisce un drammatico evento che mostra la fragilità dell’approvvigionamento energetico in Italia e quanto sia necessario che il nostro Paese si liberi dall'energie fossili”.
Riceviamo e pubblichiamo - I Verdi sono impegnati da qualche mese a livello nazionale (ma in provincia di Taranto da molto prima) nella creazione di un polo progressista, che possa risultare vincente nella prossima competizione elettorale.
“Vorrei domandare a tutti i ministri che in queste ore stanno intervento sulla vicenda Ilva, da Poletti a Calenda fino a Galletti: ma voi fareste vivere i vostri figli nel quartiere Tamburi di Taranto?
"Per decenni le cittadine e i cittadini tarantini hanno subito le conseguenze dei veleni dell'Ilva con una mortalità specialmente tra i bambini inaccettabili +21% e +54% di aumento malattie tumorali secondo i dati dell'istituto superiore sanità.
Oggi ad inquinare più del solito la città di Taranto ed i suoi abitanti ci ha pensato l’ENI. Un semplice temporale, che ha comportato l’interruzione di energia elettrica in Raffineria, ha comportato l’evacuazione del personale e messo in allarme un’intera comunità.
In una nota Ansa viene richiamata una inchiesta fatta dall’associazione Paecelink consistente in alcune rilevazioni dell’acqua di mare prospicente il porto di Taranto.
Riceviamo e pubblichiamo - Registriamo un immotivato moto di sollievo da parte di molti per le parole del ministro Calenda: «L'azienda ha confermato oltre alle 10mila assunzioni, i livelli salariali attuali quindi il tavolo può ripartire».
"A Taranto sull'Ilva le prescrizioni ambientali dell'AIA non sono state rispettate e questo significa che la salute dei tarantini in questi anni e' stata esposta ad ulteriori ed inaccettabili rischi.