ANNO XV Settembre 2021.  Direttore Umberto Calabrese

Cuneo – Quaranta chilometri di percorso ciclabile da Cherasco a Ceva ed altri nove chilometri come tratta di  collegamento da Bastia Mondovì a Mondovì. E’ la parte integrante di un progetto più ampio da 35 milioni di euro che interesserà tutto il percorso Alba-Ceva-Ormea  all’interno dell’itinerario ciclabile denominato “Via del mare”.

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Cuneo Si chiama “Via del mare” ed è il progetto di pista ciclabile delle Langhe per recuperare a scopi turistici l’ex sedime ferroviario della Bra-Ceva. La Regione Piemonte lo ha inserito tra i 32 studi di fattibilità appena approvati, finanziandolo con 49.700 euro. E’ il primo passo concreto per ottenere dall’Europa le risorse necessarie alla realizzazione dell’opera (circa 1,6 milioni di euro).

Il progetto prevede di recuperare il percorso dell’ex ferrovia Bra-Ceva per farne una lunga pista ciclabile da Pollenzo fino a Ceva e poi ancora oltre, per collegarsi alla già esistente pista Imperia-Sanremo con diverse diramazioni, tra cui la Mondovì-Bastia. La pista ciclabile ha ottenuto il consenso di 40 Comuni della Granda, oltre ad enti e associazioni ed il sostegno della Regione Piemonte. La Provincia, tramite il consigliere provinciale delegato al Turismo Rocco Pulitanò, è l’ente coordinatore del progetto che si avvale anche del sostegno del’europarlamentare Alberto Cirio e del presidente del Calso, l’acquedotto delle Langhe sud Occidentali, Marco Botto.

L’ipotesi progettuale, già definita dall’Ufficio Tecnico della Provincia fin dal 2008, è stata integrata con l’inserimento della tratta Ceva-confine Piemonte, confermando il percorso del Tanaro come dorsale ciclabile tra Alba, Cherasco, Ceva e Ormea. Il documento cuneese è stato  inserito nel più ampio “Progetto di rete ciclabile di interesse regionale”. dai sindaci per condurre le trattative con Fs, proprietarie del sedime. Mancano, però, i soldi per un investimento da un milione e 600 mila euro. Così i 14 Comuni dell’ex ferrovia hanno un «piano B»: proporre alle Fs un comodato d’uso gratuito, per ottenere in concessione, almeno 50 anni, il sedime.

“Se ne parla dal 1994 – ha detto Pulitanò – e in un anno siamo riusciti a mettere insieme i Comuni su questo progetto che vuole promuovere e valorizzare il territorio a livello turistico. Sono contento del risultato non solo per questo studio di fattibilità, ma anche per quello delle altre ciclovie, riconosciute come un elemento di sviluppo economico e turistico insieme”.

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