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Martedì, 30 Maggio 2017 00:00

Bankitalia e Consob e Visco, consigli nostri

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Consigli ad Ignazio Visco, che sta preparando la relazione che leggerà il 31 maggio a Bankitalia.

Oso alzare delle proposte, forte dei 69 anni che farò il giorno dopo, e sono agevolato dalle considerazioni del nostro miglior giornalista economico, Massimo Giannini: L’assedio della politica su Bankitalia e Consob nella guerra delle nomine in gioco c’è il mercato, pubblicato a pag. 2-3 dell’inserto A&F di la Repubblica, 29.05.17.

Il nome di Massimo Giannini rinvia a quello del giornalista qualunquista di 69 anni fa: anticipò il movimento di Grillo, che oggi dice di “Sì al sistema elettorale tedesco urne a settembre” [la Repubblica in prima pagina].

Quel M.G. è giusto l’opposto del nostro corrente.

È molto utile lo specchietto a fondo pagina, sotto l’articolo, perché riferisce tutti i predecessori di Visco, che nomino a ritroso: Mario Draghi [29.12.2005-31.10.2011], che ci sta tutelando alla Banca centrale europea, Antonio Fazio [4.05.1993-20.12.2005], Carlo Azeglio Ciampi [8.10.1979-20.04.1993], poi splendido politico e presidente della Repubblica, Paolo Baffi [19.08.1975-7.08.1979], eroico difensore dai politici, Guido Carli [18.08.1960-18.08.1975], profeta laico, Donato Menichella [7.08.1948-17.08.1960], Luigi Einaudi [5.01.1945-11.05.1948], primo presidente della Repubblica, Vincenzo Azzolini [10.01.1931-4.06.1944], Bonaldo Stringher [1.01.1900-24.12.1930].

La primissima richiesta è quella non lasciarsi schiacciare dal peso della gloria dei governatori suoi predecessori.

Poi, chiedo a Visco di promuovere la riforma della legge sulle obbligazioni subordinate, nata con premier Silvio Berlusconi, perché non sono ancora finiti i suoi disastri dopo 10 anni, anche con i 345 miliardi di crediti deteriorati nelle banche.

Chiedo di promuovere la riforma del sistema di esazione fiscale perché il nostro debito pubblico, secondo al mondo, ha radici più antiche di 60 anni, con l’origine nella dichiarazione dei redditi che non si chiude anno per anno con un accordo tombale tra il cittadino e lo Stato esattore.

Quarantadue anni fa, Guido Carli profetizzò che la nostra economia nazionale sarebbe finita in un blocco di lacci e lacciuoli. I politici non hanno ancora fatto la legge sui partiti con la definizione del delitto politico. La navigazione in Europa diventerà difficilissima. Dunque, vigili e denunci senza badare alle nomine!  

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