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Domenica, 01 Dicembre 2019 11:21

Pier Ferdinando Casini è tornato a Roma con i due deputati italo venezuelani Mariela Magallanes e Americo De Grazia, costretti dal maggio scorso a vivere nell' Ambasciata italiana di Caracas

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Un infinito ringraziamento a Pier Ferdinando Casini per aver ottenuto di poter liberamente portare in Italia i nostri deputati Italo Venezuelani rifugiati da 8 mesi in Ambasciata d'Italia. Ed esprimo solidarietà a Marinela Magallanes ed Amerigo De Grazia costretti all'esilio da una dittatura, costretti a lasciare la famiglia, gli affetti verso l'ignoto duro esilio rei di aver lottato onorando il mandato elettivo per la Democrazia e Libertà del Venezuela.

La felicità che in queste ore si sta riversando con messaggi, post, da ogni parte del Venezuela e del mondo, di ringraziamento a Pier Ferdinando Casini da parte di noi italiani del Venezuela e di Venezuelani estesi a Placido Vigo capo della nostra missione diplomatica in Venezuela per questo successo umanitario è enorme come la tristezza che scuote i nostri cuori, nel veder dover andare in esilio due eroici deputati eletti democraticamente, nel parlamento del Venezuela perseguitati, a cui sono stati arbitrariamente tolte le immunita parlamentari e costretti a rifuggiarsi nel maggio scorso nell'Ambasciata d'Italia.

Si perché da oggi, nella terra dei Patri per Mariela Magallanes e Americo De Grazia, inizia il duro esilio. Il loro partito Causa Radicale (spagnolo: La Causa Radical, LCR) è un partito politico venezuelano volto alla classe operaia di ispirazione radicale e sindacalista, un partito di sinistra come lo sono quasi tutti i partiti dell'opposizione venezuelana, definita di estrema destra o fascista dal Regime di Hugo Chavez e ora di Nicolas Maduro, e tristemente anche dai media italiani. Il loro partito La Causa Radicale ieri sera a diramato via twitter una dichiarazione: In cui si denuncia che il trasferimento dei deputati sul suolo europeo è un abrogazione ingiusta e criminale. Ringraziamento alle Autorità italiane che hanno accolto e protetto i nostri deputati, e ribadiamo la nostra lotta per la liberazione del Venezuela e il ritorno della democrazia. (Alla fine del testo troverete il twitter).

Sposata con un cittadino italiano, Marinela  Magallanes aveva tentato di lasciare il Paese ma era stata respinta al controllo passaporti con la scusa che il suo documento non era in regola e le era stato sequestrato. Ha capito che rischiava di essere arrestata. Anche perché, nel frattempo, il Tribunale Supremo di Giustizia le aveva revocato l'immunità, così come ad altri sei deputati di origine italiana. La parlamentare, l'8 maggio, ha quindi deciso di rifugiarsi dentro la nostra ambasciata. Stessa cosa ha fatto, il giorno dopo, Americo De Grazia, figlio di un nostro connazionale. Da quel giorno è iniziata una battaglia che non ha prodotto alcun risultato. Fino a ieri. 

Il senatore Ferdinando Casini è riuscito a ottenere per entrambi un salvacondotto del Tribunale Superiore di Giustizia che ha consentito alla coppia di deputati di lasciare il Venezuela. Un bel risultato. "Un piccolo ma importante contributo per la riapertura del dialogo", aggiunge il presidente onorario della Internazionale democratica centrista.

Il senatore Pier Ferdinando Casini, da giorni in visita in Venezuela, ha continuato i contatti politici a 360 gradi incontrando nel palazzo di Miraflores Nicolás Maduro. L'incontro, giunto dopo quelli con il presidente ad interim venezuelano Juan Guaidó,con numerosi altri esponenti dell'opposizione radicale e moderata, fra cui Maria Corina Machadoe con personalità della chiesa cattolica,in primis il Cardinale Jorge Liberato Urosa Savino. L'incontro con Maduroè durato un'ora e mezza. Erano presenti il ministro degli Esteri Jorge Arreaza, quello della Comunicazione, Jorge Rodriguez, e l'incaricato d'affari a Caracas, Placido Vigo.

Casini nei due incontri con noi italiani del Venezuela ci aveva detto: “È necessario riprendere un filo politico, io l’ho detto a tutti, l’ho detto a Juan Guaidó, l’ho detto al ministro degli esteri venezuelano, Jorge Arreaza, l’ho detto a quelli che ricercano il dialogo perché ciascuno ha la sua idea, io ho la mia…. ma non è che ci salviamo l’anima dicendo come sarebbero belle le cose da fare, se poi non riusciamo a realizzarle” ed aveva agginto “Noi stiamo lavorando - spiega - stiamo lavorando per delle questioni serie, stiamo lavorando con tutti, opposizione e governo, perché voi sapete che abbiamo della gente in prigione, abbiamo gente in Ambasciata e bisogna cominciare a cercare di risolvere qualche problema". Cose giuste e condivisibili ma che c'entrava farsi ricevere da Maduro che l'Italia non riconosce come Presidente del Venezuela? Si stanno domandando gli italiani del Venezuela, e soprattutto gli esuli venezuelani in Italia.

Certamente l'orizzonte politico delle negoziazioni restano pur sempre le nuove elezioni, che da sempre Ue e Usa hanno chiesto al Venezuela, non riconoscendo come legittimo l'esito elettorale del maggio 2018.“Bisogna capire come vanno avanti queste cose e soprattutto capire, quando si parla di dialogo politico, a cosa serve? Serve a perdere il tempo o serve per definire un percorso per arrivare alle elezioni?” “Tutti pensano a una elezione diversa, e precisava Guaidó alle presidenziali, Maduro a quelle parlamentari”, ci diceva al CIV di Caracas Pier Ferdinando Casini.

"Sappiamo che il Venezuela è al centro di una vasta crisi della regione, con interessi che vanno dalla Russia, alla Cina e agli Usa. Nella mia missione che aveva un motivo soprattutto umanitario ho cercato di aprire uno spiraglio in questo quadro scuro e tragico. Sono convinto che la strada per l'uscita esiste solo se c'è un cedimento delle posizioni di entrambi i contendenti".  Il senatore Pier Ferdinando Casini ha avuto il supporto fondamentale del nostro ambasciatore a Caracas Placido Vigo che si è attivato presso il Tribunale Superiore di Giustizia. Oggi ha Repubblica dichiara: "La posizione di Magallanes e De Grazia era difficile e a rischio. Ho portato una ventata di Italia tra i nostri connazionali, e ce ne sono tantissimi, che continuano a vivere in condizioni drammatiche. In Venezuela manca la luce e l'acqua anche sei ore al giorno. La gente non mangia e si ammala. Soffre, non può curarsi. Dovevo fare qualcosa e l'ho ottenuta. Adesso mi batterò per altri amici e parlamentari che giacciono in prigione senza aver mai avuto un processo".

in Venezuela diciamo “no comemos cuentos”, non crediamo più alle favole. Lei Senatore Pier Ferdinando Casini non ci ha raccontato favole ma ci ha regalato atto concreto le siamo grati e riconoscenti.

 

 

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