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Mercoledì, 06 Maggio 2020 06:04

Lettera aperta al sindaco di Taranto sul Green Belt

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Gentile Sindaco Melucci, Grabriella, una devota componente della nostra Associazione (CO.RI.TA… conosceva?), m’ ha inviato un articolo, apparso sulla Gazzetta del Mezzogiorno, relativo ad un Suo intervento che prelude ad una già programmata riforestazione della nostra Città, una grande opera pubblica (definita “green belt”) che passando dal quartiere Tamburi, Paolo VI, Mar Piccolo e Mura Greche, e più a sud, Taranto 2 e le Tre Terre, vedrà – finalmente, me lo lasci dire - la messa a dimora di migliaia di alberi da piantare entusiasticamente anche “nottetempo”.

Un po’come molto spesso è capitato anche a noi - nel nostro “piccolo”, naturalmente - da più d’una quindicina d’anni a questa parte, sempre fedeli al nostro motto d’adoperarci per“rimboscare, rinverdire e rifiorire” la Città che amiamo. Certo, qui non siamo al livello di Diodato, non abbiamo vinto alcun festival né abbiam “fatto (mai) rumore” per quello che abbiamo portato alla nostra Città !

Il sottoscritto conserva ancora un articolo, pubblicato sullo storico Corriere del Giorno, in cui il Suo predecessore, il “non più amico” Ezio Stefano, ad inizio mandato e durante una conferenza stampa “solennemente” dichiarava che Taranto “doveva diventare una foresta”… noi stiamo ancora aspettando !

Per quanto precede, ci rincuorano molto le Sue parole che, dopo la durissima batosta del Coronavirus, ci assicurano la realizzazione d’un poderoso sistema di verde urbano che avrà un ruolo fondamentale non solo per la ricostruzione d’una nuova forma ed identità urbana, ma anche per ristabilire nella nostra Città equilibri ecologici fondamentali quali ossigenazione, disinquinamento e, non ultimi, effetti microclimatici sempre più favorevoli allo svolgimento delle attività dei nostri concittadini, un sistema che serva, vivaddio, “ad accelerare – parole Sue – un importante piano cittadino di transizione ecologica, ma anche economica e energetica denominato “Ecosistema Taranto”.

Devo confessare, però, che rimango alquanto basito alla vista in TV d’un Parco Archeologico della Mura Greche “rasato a zero” e orribilmente privato dei suoi prati selvatici, un’ annosa, alquanto rozza prassi di tosatura eccessiva delle erbe spontanee che impedisce la sopravvivenza di centinaia e centinaia di specie botaniche, ma anche di molti insetti e invertebrati ( api et alii…), preziosi alleati degli ecosistemi naturali da cui trarrebbe certo vantaggio quel medesimo “Ecosistema Taranto” di cui la S.V. parlava dianzi.

Per quanto precede, sarebbe molto, molto utile, gentile Sindaco, che la drammatica esperienza del Coronavirus fosse l’occasione per ritrovare quella “cultura dell’ambiente” e quella “bioempatia” ( = capacità di considerare le cose anche dal punto di vista della Natura), che è stata ed è ancora caratteristica fondamentale dei popoli vernacolari e che consente ai cittadini e alle amministrazioni di capire che la Natura deve fare sempre il suo corso, in modo che, come nel caso di specie, le piante crescano, i fiori sboccino, gli insetti impollinatori facciano il loro dovere, i semi cadano e meravigliosamente germoglino… così si rinnova e si rafforza tutto l’ecosistema, compreso quello ambientale e socio-culturale della nostra Città.

Del resto non è stato proprio un Suo collega, il Sindaco di Bilbao intendo, che ha scritto d’essere convinto “che non esisteranno città economicamente importanti che non siano, nello stesso tempo, culturalmente importanti”?

Perciò, a proposito di cultura, coglierei l’occasione per ricordarLe la mia vecchia proposta per l’istituzione del “Museo di Scienze Naturali ed Ambientali” nella nostra Città, una nota datata 17/11/2017 che non ha avuto ancora risposta da parte Sua, non ne comprendo francamente il motivo ( a meno che vi sia alquanta ostilità nei confronti degli Insetti e verso chi se ne occupi…).

Se la S.V. cui mi sto rivolgendo è la stessa persona che ha scritto l’articolo sulla “Gazzetta”, esprimendo un animoso, invincibile anelito di transizione verso il tanto agognato “Ecosistema Taranto”, allora posso ragionevolmente pensare che non avrà alcuna difficoltà a prendere in esame un progetto che serva a realizzare un’opera di civiltà, una “Scuola di Natura” cittadina sostenuta peraltro da stimate autorità del mondo della cultura scientifica nazionale oltre che locale: stiamo parlando del prof. Marco Valle in veste di Presidente della Società Italiana di Scienze Naturali e Direttore del Museo Civico di Storia Naturale di Bergamo, e del prof. Paolo De Stefano, Preside, Letterato Insigne, Docente ed Accademico dell’Università di Bari, tanto per citarne solo alcuni.

Gli anni passano e Le confesso d’essere ormai ansioso d’ottenere anche questo per la nostra Città, incastonata nel bel mezzo d’ un mezzogiorno d’Italia molto carente di presidi culturali orientati alla conoscenza della “biologia dell’ambiente”, un ambito scientifico che, come sta dimostrando lo tsunami del Coronavirus, oggi riveste un’importanza vitale per tutti noi : ce la metteremo tutta, nella granitica certezza che tale istituto potrà essere fruibile da parte dei concittadini, studenti delle scuole, turisti, appassionati e studiosi.

Nella speranza d’ottenere questa volta un gradito appuntamento con la S.V., e nel dichiararmi disponibile per qualsiasi altro chiarimento o approfondimento, Le invio i saluti più cordiali.

Dott. Valentino Valentini

Presidente del CO.RI.TA ( Comitato per il Rimboschimento della Città di Taranto)

Direttore del Museo Laboratorio della Fauna Minore del Parco Nazionale del Pollino

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