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Sabato, 10 Settembre 2016 15:52

Anna Fougez: la Regina Tarantina del Varietà

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In occasione del cinquantesimo anniversario della morte dell’attrice e cantante Anna Fougez, domenica 11 settembre l’Associazione Culturale Hermes Academy Onlus ed Arcigay Taranto aderiscono alla commemorazione promossa presso il Cimitero Monumentale di Taranto “San Brunone”, nel rione Tamburi.

L’appuntamento è per le ore 10:00 presso l’ingresso principale, da dove partirà un corteo che raggiungerà la lapide molto semplice che identifica la sua tomba. Nessuna targa ricorda la sua artisticità nell’abitazione che ospitò i suoi natali nel centro storico di Taranto e la giornata di sensibilizzazione, che vedrà la partecipazione di musicisti e operatori socio-culturali, ha come finalità quella della denuncia.

Alle ore 20.30, la Biblioteca Popolare in Via Pupino #90 ospita, nell’ambito della dodicesima edizione dell’Art Festival, un nuovo appuntamento del ciclo “Classici DiVersi”, promosso da Arcigay Taranto, nell’ambito del quale l’attore e poeta Luigi Pignatelli proporrà la lettura drammatizzata di alcuni dei testi più significativi della produzione della Fougez, pagine dell’autobiografia “Il mondo parla ed io passo” e pillole del recital “Anna”, prodotto dalla Hermes Academy e presentato in anteprima il 1° aprile 2014 presso la Libreria Gilgamesh e poi replicato nel giugno dello stesso anno presso il Chiostro dei Padri Riformati di Pulsano ed due mesi dopo presso il Palazzo Galeota sull’isola antica: la parola si fonde al canto e ai contributi video, nel caleidoscopio del tempo che si fa tempio, dimora di carne e sangue, cristallizzato dal sacro fuoco dell’arte. La partecipazione alla proiezione è libera e gratuita. Occorre però prenotare al +39 342 095 7579.

Anna Fougez, pseudonimo di Maria Annina Laganà Pappacena fu una stella del varietà che furoreggiò sui palcoscenici italiani tra la prima guerra mondiale e la marcia su Roma. Soleva affermare che la canzone fosse una sintesi comica o drammatica, racchiusa nel breve spazio di pochi versi, in grado di presentare personaggi e situazioni paragonabili ad un flusso di scene che appaiono e scompaiono.

Nacque a Taranto il 9 luglio 1894, in via Innocentini #4. Rimasta prestissimo orfana dei genitori Angelo Pappacena e Teresa Catalano, fu adottata da Giuseppe Laganà e Giovannina Catalano. Debuttò sul palcoscenico all’età di 8 anni. Sette anni dopo, appena quindicenne, si esibì in coppia con Petrolini. A 16 anni si cucì sui rammendi delle calze decine di strass, comprò per due lire due ventri di lepre, se li drappeggiò al collo come se fossero state volpi e cantò Bambola al Tetro Mastroieni di Messina. I grandi di allora, nel mondo del teatro di varietà e del Café-chantant erano Gino Franzi, Gennaro Pasquariello, Elvira Donnarumma, Armando Gill, Gabrè. In poco tempo, poté pretendere il suo nome in cartellone accanto al loro e divenne l’interprete per eccellenza delle più note canzoni napoletane, sia nei teatri italiani sia in quelli europei.

Tra il 1919 ed il 1925, l’epoca degli scettici, del tabarin, dei romanzi di Pitigrilli e di Maurice Dekobra, la Fougez raggiunse il massimo del suo successo: guadagnava 500 lire a sera e, in alcuni casi, 2.000 lire a sera. Era il momento del varietà, che vide in lei e nelle sue rivali delle vere e proprie regine. La Fougez era la più elegante di tutte: le prime piume di struzzo, le prime scale in palcoscenico, le prime fontane d’argento furono per lei. Gioielli preziosi (a quel tempo oltre che conseguenza erano anche causa di successo), acconciature maestose e le bellissime gambe nude: ballava e cantava, dopo essersi annunciata con un «Anna Fougez, signori, vi si presenta già per danzar, per cantar!», una marcetta che divenne la sua sigla. Fu qualcosa di più di una cantante di successo: era l’espressione dell’eleganza, della ricchezza e del lusso, la sciantosa per antonomasia. Il suo nome d’arte si ispirò a quello della celebre vedette internazionale delle Folies Bergère, Eugénie Fougere. Era anche unartista dotata di notevole talento. Legò il suo nome ai più bei motivi dell’epoca: ViperaAbat-jourAddio mia bella signora, Chi siete?Passa la rondaA tazza ‘e cafè. Nel 1930 si dedicò alla stesura della sua autobiografia, chiamata “Il mondo parla ed io passo”, un libro di memorie e di ricordi che ripercorre tutta la sua carriera artistica, con poesie scritte da lei stessa. Nel 1940 si ritirò dalle scene e si chiuse in una villa piena di cimeli, a Santa Marinella, in provincia di Roma, dove continuò a vivere da grande diva, assieme al secondo marito, il ballerino René Thano e alle amiche di sempre: Amelia De Fazi e Annamaria De Fazi. Morì l’11 settembre 1966, all’età di 72 anni.

11 settembre 2011

In occasione del quindicesimo anniversario del tragico attentato dell’11 settembre 2001, domenica 11 settembre, nell’ambito della dodicesima edizione dell’Art Festival, l’Associazione Culturale Hermes Academy Onlus – Arcigay Taranto invita i propri soci presso la sede in Via Pupino #90, dove a partire dalle ore 21.30, per il ciclo “Cineforum”, verrà proiettato “11 settembre 2001”, film drammatico del 2002, di coproduzione internazionale, composto da undici episodi (ognuno della durata simbolica di 11 minuti, 9 secondi e un fotogramma) affidati ad altrettanti registi di fama internazionale provenienti da 11 Paesi (e culture) diversi (Yusuf Shahin, Amos Gitai, Claude Lelouch,Sean Penn, Mira Nair, Ken Loach, Danis Tanovic, Alejandro González Iñárritu, Shohei Imamura, Idrissa Ouédraogo e Samira Makhmalbaf).

La data di uscita del film è simbolica: l’11 settembre 2002, un anno esatto dopo gli attentati alle Torri Gemelle e al Pentagono. Acclamato in molti paesi, il film è stato osteggiato da una parte dei media italiani, che lo hanno giudicato irrispettoso e poco pertinente con la tragedia, soprattutto per gli ultimi due episodi, suscitando il disappunto della regista iraniana Samira Makhmalbaf ospite della trasmissione serale Porta a Porta, la quale ha parlato di regime di censura.

La partecipazione alla proiezione è libera e gratuita. Occorre però prenotare al +39 342 095 7579.

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