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Lunedì, 18 Settembre 2017 00:00

Letargo-crazia

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Peter Sloterdijk, in Il sogno dell’Europa, di l’Espresso 17 settembre 2017, affronta il tema delle elezioni in Germania del prossimo 24 settembre. Fa uso del termine letargo-crazia, che mi suggerisce un’immagine archeologica:

“Questo stile di governo della Merkel è stato definito ‘Letargo-crazia’, termine che caratterizza sia la lentezza dei suoi riflessi politici che la mancanza di profilo. ‘Letargo-crazia’ è l’uso insistente che la Merkel ha fatto dell’arma della Noia, con cui ha indotto una parte consistente dei tedeschi a non interessarsi più di tanto delle vicende politiche. Allo stesso scopo punta anche la calcolata ingenuità della sua lingua che ha bandito ogni accenno di creatività, e ogni prontezza di spirito, dagli affari alla politica.[…]

Gli Stati d’Europa attraversarono la Seconda Guerra Mondiale dal 1939 al 1945; furono in bello durante un sommovimento che scosse la letargo-crazia degli Stati e lasciò un decennio di paura che mosse i popoli a spingere Adenauer, De Gasperi e Schuman … ad unire i primi sei Stati nel 1957.

Dunque, l’Europa Unita nacque dalla paura della guerra.

La Resistenza dei popoli al massacro nascente dalla Razza sovrana ispirò la volontà di sopravvivenza quel tanto da unire le comunità di produzione del carbone e dell’acciaio, ma non abbastanza da turbare la letargo-crazia. Non è nata la comune cittadinanza degli europei, che ancora aspettiamo, presupposto alla disciplina dell’accettazione ed integrazione dei migranti.

Tommaso Cerno affronta il problema prioritario del Vademecum per uscire dalla palude democratica per smuovere la letargo-crazia qua in Italia senza toccare la radice della legalità dei partiti. Non sta nella legge elettorale il nodo da sciogliere (E, comunque sia, non lo scioglieranno). Finchè non saranno candidabili elementi puliti, irreprensibili, finchè la loro organizzazione resterà un fai da te ad libitum, in un’esplosione di creatività che ci darà anche gli animalisti in lizza, senza controllo legale, il risultato sarà lo stesso: un pareggio delle nullità.

Io non sono stanco di pretendere la legalità chiesta dall’articolo 49 della Costituzione: Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale.

I partiti legali introdurrebbero il diritto politico, con sanzione legale personalizzata del reo. La letargo-crazia continuerà a dominare. Ma noi staremmo tranquilli.

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