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Sabato, 04 Gennaio 2020 09:52

Crisi tra Usa e Iran, un’escalation che deve far riflettere

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Lo avevo scritto, in un articolo il giorno di Natale, che il 2019 segnava un peggioramento della tolleranza tra gli Stati. Dopo l’atto di oggi, contro l’Iran mi sono tornati in mente una sentenza della Corte Internazionale di Giustizia dell’Aia di 38 anni fa e, alcune affermazioni di Noam Chomsky. La Corte dell’Aia nel giugno del 1986 giudicò gli Stati Uniti colpevoli di, uso illegale della forza” ai danni del Nicaragua.

Uso illegale della forza è la definizione ufficiale di terrorismo, dell’FBI USA, Il terrorismo è definito come l’uso illegale della forza e della violenza contro persone o proprietà a fini intimidatori o coercitivi nei confronti di un governo, della popolazione civile per l’ottenimento di obiettivi politici o sociali. Quindi USA colpevoli di terrorismo contro il Nicaragua. Le osservazioni di Chomsky, I potenti possiedono le maggiori risorse per l’uso della violenza, ma quando sono loro a usare violenza la chiamano autodifesa, al contrario quando le loro vittime o qualcun altro usano violenza allora si chiama terrorismo. Nel 1988 il Pentagono definì Nelson Mandela uno dei più pericolosi terroristi del mondo. L’ordine di uccidere uno dei più potenti generali iraniani Soleimani è arrivato direttamente da Trump e, senza avvisare il Congresso. Era indicato come futuro leader dell’Iran, ucciso con missili sparati da un drone. Otto morti. L’attacco alla ambasciata Usa, in Iraq attribuita agli iraniani dal Pentagono ha scatenato questa reazione, ma questo complica i fragili equilibri in medio oriente con probabilissime conseguenze a livello mondiale. “Atto di guerra “, questa la classificazione del New York Times, mente lo sfidante di Trump, Biden parla di dinamite gettata in una polveriera. La Presidente della Camera USA Pelosi parla di Il raid americano a Bagdad è stato un atto provocatorio e sproporzionato che rischia di provocare una pericolosa ulteriore escalation di violenza”. IL The Guardian parla di apertura di scenari orribili. La escalation verso l’Iran è iniziato nello scorso maggio quando gli USA, sono usciti dal JCPOA, riattivate le sanzioni che erano state abolite. Trump inoltre ha ripescato le cosiddette sanzioni secondarie cioè gli Stati Uniti possono imporre sanzioni e varie forme di pressioni economiche contro stati, società o enti che non rispettino le sanzioni americane. In questo modo possono scoraggiare pesantemente le società, che lavorano sia con l’Iran che con gli Stati Uniti. IL problema grande è che i firmatari del JCPOA non solo Iran e USA, ma anche Cina, Russia, Regno Unito, Francia, Germania e Unione Europea. Lo Joint Comprehensive Plan Of Action (JPCOA) è stato sottoscritto da USA, Russia, Cina, Regno Unito, Francia, Germania e dall’Unione Europea. È entrato in vigore nel 2015. Silenzio pericoloso dei firmatari del JCPOA! Nessuno nelle condizioni di contrastare gli USA nella uscita dal JCPOA? Scontato che tutto questo non scatena una corsa al riarmo e di un grave futuro conflitto, in Medio Oriente? Nel JCPOA l’Iran aveva accettato vincoli, che nessun paese aveva mai accettato! Limite nella quantità e nella percentuale di arricchimento dell’uranio, nel numero di centrifughe. IL motivo di questo improvviso moderatismo iraniano? Aprire ai commerci e alle attività finanziarie! Un Accordo che rappresentava la fine del rischio nucleare iraniano, mentre l’Arabia Saudita e Israele possiedono l’arma. IL massimo arricchimento consentito dell’uranio (3,67% di U-235), collocazione delle centrifughe in eccesso in depositi controllati dalla Agenzia di Vienna per l’Energia Atomica. Trasformazione del reattore ad acqua pesante di Arak per limitare la produzione di plutonio, proibizione del riprocessamento per estrarre plutonio dal combustibile nucleare utilizzato, Inoltre l’Iran si impegna a consentire a IAEA, un accesso del tutto straordinario. Queste le limitazioni imposte all’Iran dal JCPOA con una durata lunga (10-15-20 anni). Queste limitazioni estreme non sono state applicate, a nessun altro paese! JCPOA era un accordo che limitava pesantemente le possibilità iraniane di costruire armi nucleari. Uscita dallo JCPOA e uccisione del candidato leader iraniano fanno aumentare e, di molto i rischi della proliferazione nucleare e di possibili conflitti gravi in Medio Oriente, in aggiunta a quelli esistenti in Siria, Yemen e Palestina. Il teorema Trump di promuovere una rivolta popolare attraverso il peggioramento delle condizioni economiche può generare una nuova classe dirigente più aggressiva e conservatrice. La UE avrebbe un ruolo importante da svolgere, rappresentato dalla volontà di mantenere in funzione JCPOA considerato che possibili conflitti si scatenerebbero in una zona molto vicina a noi.

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