ANNO XIII  Giugno 2019.  Direttore Umberto Calabrese

Lunedì, 07 Novembre 2016 10:49

Milano – Serata: storie con la chitarra - i cantastorie e il mondo di oggi

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L’associazione Laconta organizza la serata “STORIE CON LA CHITARRA - I CANTASTORIE E IL MONDO DI OGGI” con cena con cibi da ricette tradizionali siciliane e con alcuni CANTASTORIE, organizzata dall’Associazione La Conta e dalla RIVISTA “IL CANTASTORIE-ON-LINE” che avrà luogo DOMENICA 27 NOVEMBRE 2016, dalle ore 18,00 alla CGIL Salone di Vittorio in Piazza Segesta 4, con ingresso da Via Albertinelli 14 (discesa passo carraio) a Milano.

 

Programma della serata:

Alle ore 18,00: Laboratorio del CANTASTORIE con Franco Trincale, maestro che più d’ogni altro ha contribuito a modernizzare la figura del cantastorie e Mauro Geraci  antropologo culturale che ha frequentato e studiato i poeti-cantastorie al punto tale da diventarne egli stesso continuatore e interprete. A partire dalle loro informazioni e testimonianze, dalle loro riflessioni e ricordanze con il supporto di originali documenti audiovisivi selezionati per l’occasione, Franco Trincale e Mauro Geraci approfondiranno, con la partecipazione attiva del pubblico, le problematiche dell’attuale mondo dei cantastorie.

Il laboratorio vuol essere un’occasione per ripensare, l’odierna figura del cantastorie in una società sempre più dominata da tecnologie e reti sociali che profondamente hanno inciso sulle nostre identità come sulle nostre capacità di memoria, di costruzione e narrazione della storia, di coscienza del passato e del futuro. Presenti da Nord a Sud, nel variegato panorama delle tradizioni popolari italiane, I CANTASTORIE, negli ultimi decenni hanno dovuto confrontarsi coi nuovi mezzi di comunicazione, con le piazze telematiche, le comunità virtuali, con gli spazi spettacolari di una contemporaneità che ha richiesto loro di ripensare le precedenti vocazioni informative, comunicative, conoscitive, morali, poetiche e politiche. Insomma, com’erano e chi sono oggi i poeti-cantastorie italiani; quali dilemmi e difficoltà attraversano; di quali trasformazioni sono protagonisti e qual è il ruolo che ancora possono o potrebbero svolgere nella tumultuosa e fugace società globale contemporanea. Il laboratorio sarà coordinato da Tiziana Oppizzi e Claudio Piccoli della Rivista “IL CANTASORIE-ON LINE”. L’ingresso al laboratorio sarà libero e gratuito

Alle ore 20.00: Cena con cibi da ricette tradizionali siciliane preparati con passione e cura dalle cuoche/cuochi dell'Associazione La Conta. Per la cena sarà richiesto a ciascun partecipante un contributo all'Associazione La Conta di euro 10,00, con prenotazione obbligatoria da comunicare prima possibile ma comunque entro giovedì 24 novembre 2016 all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.">'+addy_text59230+'<\/a>'; //--> .

Alle ore 21.30: Recital “A BALLATA ALTERNATA” con FRANCO TRINCALE “il Provocatore” insieme a MAURO GERACI “il cantastorie che non si fa gli affare….suoi” con la partecipazione di GIADA SALERNO “CIATUZZA”.  Un incalzante spettacolo sul mondo dei cantastorie di ieri e di oggi. L’ingresso al recital sarà ad offerta libera.

 

FRANCO TRINCALE (Militello in Val di Catania 1935) è un maestro che ha svolto un’opera importantissima, decisiva nella storia recente dei poeti-cantastorie. Nel proseguire, rinnovandola e adattandola ai tempi moderni, la nobile tradizione dei cantastorie siciliani, le sue storie e ballate, con toni tragici, ironici o del tutto satirici, affrontano in massima parte fatti e questioni d’attualità facendo riflettere su tematiche connesse alle ingiustizie sociali, ad esempio nel mondo del lavoro di operai ed emigranti come in quello della recente vita politica italiana. Trasferitosi a Milano dalla Sicilia sul finire degli anni Cinquanta, in una rigogliosa attività spettacolare s’è esibito in moltissime piazze del mondo, da quelle milanesi a quelle svizzere e tedesche, da quelle americane a quelle radiotelevisive e telematiche, riscuotendo enormi successi che lo hanno portato a ottenere riconoscimenti importanti quali il premio Trovatore d’Italia ricevuto dall’Associazione Italiana Cantastorie nel 1967 e nel 1968, e  la Medaglia d'Oro di Benemerenza Civica (Ambrogino d'Oro) per aver saputo utilizzare significativi elementi di cultura popolare legando il proprio lavoro di cantastorie alla storia dei movimenti sociali, donatagli Il 7 dicembre 2008 dal Comune di Milano. Autore di una discografia vastissima tanto quanto il ventaglio tematico da lui affrontato, negli ultimi anni Trincale è stato anche protagonista di diversi laboratori-concerto presso istituzioni prestigiose quali l’Università «La Sapienza» di Roma, il Musikmuseet di Stoccolma e numerosissimi istituti scolastici in Italia come all’estero.

MAURO GERACI (Palermo 1962), Professore Associato di Antropologia culturale presso l’Università degli Studi di Messina, è autore del volume Le ragioni dei cantastorie. Poesia e realtà nella cultura popolare del Sud (1997), primo studio sistematico sulle prospettive poetiche e conoscitive dei poeti-cantastorie siciliani. Da molti anni è anche riconosciuto quale attento interprete e continuatore dei cantastorie siciliani e, come tale, protagonista di una fiorente attività spettacolare che lo ha visto lavorare a fianco di famosi poeti-cantastorie quali, soprattutto, Franco Trincale con cui ha realizzato il cd ‘A chiazza fa scola. Radici e frutti di due cantastorie siciliani (2000). Con la ballata Sangu e Sapienza sul caso Marta Russo, nel 2000 ha ricevuto a Motteggiana (Mantova) il I Premio dei cantastorie “Giovanna Daffini”; mentre nel 2004 e 2016 anche l’annuale Trofeo “Turiddu Bella” destinato ai cantastorie dal Comune di Siracusa. Da diversi anni Geraci ha rivolto il suo interesse antropologico all’Albania, dove la letteratura e la canzone narrativa giocano un ruolo centrale nella ridefinizione della memoria storica del paese in rapporto alle più recenti trasformazioni politico-sociali. Da qui il suo recentissimo studio Prometeo in Albania. Passaggi letterari e politici di un paese balcanico (2014).

CIATUZZA - GIADA SALERNO - Nata e cresciuta a Catania, si è appassionata al canto fin  da ragazza. Negli anni del liceo e dell’università ha coltivato l’interesse e l’amore per la musica attraverso lo studio del pianoforte, della chitarra e del canto popolare. Giada, infatti, studia la poesia dialettale, la letteratura siciliana e l’etnomusicologia dedicandosi a qualche “ricerca sul campo” anche attraverso la professione di insegnante nella scuola secondaria. Nel 2001 si è trasferita a Milano, dove ha intrapreso lo studio delle sillogi ottocentesche, e non solo, di canti popolari, con accresciuto interesse per le composizioni femminili. Risalgono al 2009 le prime composizioni su testi dialettali e “nasce” Ciatuzza. Nel 2010 studia tamburello siciliano col polistrumentista catanese Fabio Tricomi e col cantante e polistrumentista Stefano Torre, mentre approfondisce la conoscenza della chitarra e della musica sefardì col chitarrista Denis Stern. Nel 2012 esce autoprodotto “Tant’amuri r’unni veni” che l’anno dopo viene pubblicato dall’etichetta Aicsound Map di Milano. Inizia a collaborare anche col polistrumentista Giorgio Maltese, con l’autore, poeta e cantante popolare Francesco Giuffrida e altri musicisti del panorama folk esibendosi in vari eventi sia a Milano che in Sicilia. Ciatuzza pratica il dovere della memoria con gioia. Se il primo disco “Tant’amuri r’unni veni” raccoglie 27 canti popolari, il secondo “Vurria vulari” contiene 19 “canzuni”, alcune inedite scritte dallo studioso catanese di canti popolari Francesco Giuffrida, due delle quali, “L’amanti miu” e “Unni si”, omaggio a Peppino Impastato attraverso la voce della madre Felicia, vincitrici del premio nazionale Giovanna Daffini nel 2013 e 2014.

IL CANTASTORIE - ON LINE – “IL FOGLIO VOLANTE”  www.rivistailcantastorie.itVOLANTINO

Dalla chiusura della Rivista di tradizioni popolari “IL CANTASTORIE” l'idea della redazione milanese di dare vita a una nuova esperienza è stata una priorità assoluta. L'intento è quello di non disperdere il patrimonio e la memoria storica della Rivista ideata e diretta per 60 anni da Giorgio Vezzani.

IL FOGLIO VOLANTE, quindi, si propone di diventare uno strumento, un punto d’incontro e di confronto tra gli operatori del mondo popolare in generale insieme a coloro che esercitano la nobile arte del cantastorie. Secondo le diverse tradizioni che questo talento popolare ha assunto in Italia e nel mondo di oggi. La novità sta nel fatto di proporre tutto questo nella mutata realtà odierna; un lavoro arduo ma che trae la sua linfa dall'esperienza tutta in salita senza sponsor, senza pubblicità e aiuti vari che Il Cantastorie ha sempre praticato.

Per dare continuità al progetto odierno, nel numero zero abbiamo inserito molte delle “rubriche”appartenute alla Rivista . Ci proponiamo di impostare il nostro lavoro seguendo uno degli aspetti più importanti trattati con particolare impegno da Vezzani cioè dare spazio agli operatorie agli studiosi del mondo popolare, coloro che agiscono e portano avanti ancora oggi nell'ambito della piazza tutti gli aspetti legati a questa forma di spettacolo calandoli nella realtà odierna e raccontandone gli sviluppi e i percorsi.

Inun’ epoca di formidabile accelerazione dei linguaggi, garantire un contatto con l’origine significa porsi nella condizione di comprendere lo svolgimento dei processi e delle traiettorie evolutive, delle contaminazioni e delle linee di continuità, da cui deriva la nostra attuale cultura aggiungiamo il termine popolare in quanto è quella che maggiormente ci appassiona. Sul piano pratico foglio volante non sarà un periodico bensì verrà inviato per dare informazioni e notizie. La sua caratteristica sarà proprio quella della sinteticità. Per approfondimenti e per chi vuol saperne di più si rimanda al sito in cui verranno inserite delle pagine dedicate.

IERI LA RIVISTA “IL CANTASTORIE” -  Fino dalla sua origine, nel 1960 , la rivista di tradizioni popolari “Il Cantastorie” , l'intento del fondatore Giorgio Vezzani è stato quello di rivolgersi specificatamente al variegato mondo dei cantastorie divulgando interviste , testi di ballate, biografie e contributi di vario genere. Con il passare degli anni la rivista si è arricchita di contenuti facendo conoscere altri aspetti del mondo popolare che, a cominciare dai cantastorie si è aperta ad aspetti poco indagati dalla ricerca sul campo, inizialmente limitata al canto popolare e politico.

Il suo sommario si è quindi aperto alle rappresentazioni del Maggio drammatico dell'Emilia e della Toscana, alle manifestazioni del Maggio lirico (sacro e profano) a tutti quegli aspetti tradizionali meno conosciuti come il teatro dei burattini, delle marionette e dei pupi, alla poesia popolare e allo spettacolo viaggiante. Il Cantastorie nella sua lunga esperienza ha pubblicato copioni, sceneggiature del teatro dei burattini e delle marionette, canzonieri di cantastorie e testi di altre forme di teatro popolare; in anni più recenti la rivista ha offerto ai suoi lettori anche estratti di tesi di laurea sul mondo dei cantastorie e dello spettacolo di piazza, completando ogni numero con diverse rubriche di notizie di spettacoli e rassegne, segnalazioni di libri, riviste e pubblicazioni discografiche con i cantastorie sempre in prima fila anche quando questa figura andava sparendo dalle piazze. Nel 1999 si è costituita una associazione culturale senza fini di lucro “Il Treppo” per garantire la continuità editoriale alla rivista e promuovere incontri, convegni e seminari.

Dopo il 2000 si sono formate oltre alla direzione centrale di Reggio Emilia altre due redazioni a Milano e a Roma.

Dal 2005 Vezzani ha intrapreso un grande lavoro di trasferimento del materiale archivistico e documentale della Rivista in un Fondo destinato alla catalogazione e successivamente disponibile alla consultazione. Si è creato l’Archivio Etnomusicologico Giorgio Vezzani- Il Cantastorie presso l’Istituto Musicale “A .Peri” di Reggio Emilia ma a tutt'oggi il Fondo non è stato ancora catalogato e reso disponibile.

Il 2013 segna la chiusura definitiva della storica Rivista per decisione del suo fondatore che continua la sua attività di ricerca.

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