ANNO XIV Giugno 2020.  Direttore Umberto Calabrese

Mercoledì, 09 Novembre 2016 09:18

Le Pietre d’Inciampo a Bolzano nel ricordo delle vittime del nazi-fascimo

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Si ripuliscono le Pietre d'Inciampo -Manutenzione e pulizia nel triste ricordo della Notte dei cristalli del Reich (9-10 novembre 1938)

La cosiddetta "Notte dei cristalli del Reich" ovvero la notte fra il 9 e il 10 novembre 1938 vide in Germania un’escalation della violenza antiebraica che culminò nella distruzione di sinagoghe e di luoghi di culto, nell'arresto di migliaia di inermi cittadini, nella loro deportazione in campi di concentramento e nella brutale uccisione di migliaia di loro. I violenti "pogrom" tre anni più tardi sfociarono nell'Olocausto.


Anche nella Città di Bolzano, nel gennaio 2015 - settantesimo della liberazione del campo di Auschwitz-Birkenau - sono state posate, su iniziativa dell'Archivio Storico cittadino, quindici pietre d'inciampo o Stolpersteine. Opera dell'artista tedesco Gunter Demnig, ricordano davanti all'ultimo domicilio o luogo di lavoro liberamente eletto, i nomi dell vittime dell'Olocausto nella nostra città. Discriminati dalle infami "leggi razziali" del fascismo e conseguentemente schedati, i concittadini furono arrestati, deportati e uccisi pochi giorni dopo l'occupazione della provincia di Bolzano da parte della Wehrmacht.


L'Assessore alla Cultura di Bolzano  Sandro Repetto, ha voluto per quest'anno, proprio nella ricorrenza di quei tragici eventi, una manutenzione straordinaria di questa memoria diffusa, posizionata nelle vie della città. Hannes Obermair, direttore dell'Archivio Storico, e il suo collaboratore Gottlieb Wiedenhofer hanno pertanto curato la ripulitura delle singole pietre che di nuovo luccicano e trasmettono il loro umile e importante messaggio a chiunque si prenda il tempo di studiarne i contenuti.


Questi i nomi delle vittime della barbarie nazifascista, attualmente ricordate tramite le pietre d'inciampo:
Aldo Castelletti (1891-1943), Renzo Carpi (1887-1943), Lucia Carpi-Rimini (1900-1943), Alberto Carpi (1926-1943), Germana Carpi (1927-1943), Olimpia Carpi (1940-1943), Charlotte Landau-Neuwohner (1885-1944), Felicitas Landau (1913-1944), Adalgisa Ascoli (1887-1943), Adolf Schwarz (1871-1944), Josef Weinstein (1876-1944), Wilhelm Alexander Loew-Cadonna (1873-1944), Auguste Freund (1882-1944), Ada Tedesco (1881-1945), Bernhard Czopp (1879-1944).

La più giovane delle innocenti vittime era Olimpia Carpi. Ella aveva appena tre anni quando fu deportata nel campo di sterminio nazista di Auschwitz-Birkenau. Era nata a Bolzano il 27 marzo 1940. I suoi genitori, Lucia Rimini e Renzo Carpi, si erano sposati a Mantova ed erano vissuti a lungo a Innsbruck, dove erano nati tutti e due i suoi fratelli maggiori, Alberto e Germana. Nel 1933 la famiglia si era trasferita a Bolzano, dove Renzo aveva continuato ad essere attivo nel settore del commercio. Olimpia fu catturata assieme alla madre Lucia e alla sorella Germana di sedici anni nella casa in cui vivevano, la notte tra il 15 ed il 16 settembre 1943. Renzo Carpi e il diciassettenne Alberto erano stati arrestati ed incarcerati alcuni giorni prima, precisamente il 9 settembre 1943. Tutta la famiglia Carpi fu deportata e rinchiusa al campo di "rieducazione al lavoro" di Reichenau vicino a Innsbruck e successivamente al campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau, da cui nessuno di loro fece ritorno.

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