ANNO XIV Aprile 2020.  Direttore Umberto Calabrese

Sabato, 14 Gennaio 2017 08:25

Il Leopardi Giovane Favoloso con il suo amico Ranieri interpretato dal tarantino Michele Riondino

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Il «Giovane favoloso» il film di Mario Martone, con il nostro tarantino Michele Rondino, nella parte di Antonio Ranieri, anche lui visto giovane quale amico fraterno del grande Giacomo Leopardi.

 Ranieri nato nel 1806 era più giovane del suo prestigioso amico di Recanati (1798) di otto anni e nell’ultima parte del film ci troviamo a Napoli, per gli ultimi sette anni - tra il 1830 e 1837 -  anno della morte del poeta, e i due hanno 24 anni l’uno e 32 l’altro. Il giovane favoloso è davvero un bel film interpretato da Elio Germano (n.1980) nel ruolo del protagonista che gli è valso, per questo film il Davide di Donatello e il Ciak d’oro quale miglior attore protagonista, mentre qui il nostro Riondino ha avuto la nomination quale miglior attore non protagonista.Il giovane favolosо (film)

Nel film Giacomo Leopardi è un bambino di straordinaria intelligenza che cresce nella casa-biblioteca di Recanati assieme ai fratelli Carlo e Paolina, nello Stato Pontificio. Ha un rapporto difficile con il padre Monaldo, nobile autoritario dai modi rigidi e severi. Insofferente alle ristrettezze di un ambiente così retrivo, il ragazzo vuole allontanarsi dalle mura familiari, desideroso di condividere il mondo intellettuale e reale dei suoi amici letterati (in particolare con Pietro Giordani) con i quali si tiene in contatto mediante una fitta corrispondenza epistolare.

Il piccolo Giacomo vive però tormentato da numerosi dubbi e problemi di salute e un suo primo tentativo di fuga, tramite un falso passaporto, viene sventato dal padre. Rimane particolarmente turbato dalla morte di Teresa Fattorini,la figlia del cocchiere di famiglia, la quale rappresentava per Leopardi la speranza, tanto da dedicarle, dieci anni dopo, una poesia che verrà intitolata A Silvia.

A ventiquattro anni lascia finalmente Recanati, ma nel frattempo la sua salute, già cagionevole, peggiora. A Firenze conosce Antonio Ranieri, un giovane nobile napoletano che diventerà il suo migliore amico e con il quale condivide alloggio e salotti mentre continua a dare alle stampe le sue opere di poesia e prosa, non sempre però accolte da una critica favorevole. Conosce nel frattempo Fanny Targioni Tozzetti, una giovane aristocratica di cui si invaghisce non ricambiato, con cui si instaura un «triangolo sentimentale» fra i due e il Ranieri. Il Ranieri lo ritroveremo in tarda età quale patriota anti borbonico e senatore di sinistra del Regno d'Italia.

Giacomo si sposta dapprima a Roma, poi a Napoli, per motivi di ristrettezze economiche, sempre con l'amico Ranieri e, in ultimo, con Paolina (sorella di Ranieri), i quali si assicurano di vegliare sulla sua attività letteraria e di mettere in salvo i suoi scritti. Scoppia il colera: Giacomo e Ranieri compiono l'ultima tappa del loro lungo viaggio, trasferendosi in una delle ville di campagna che sorgono alle pendici del Vesuvio (Villa Carafa-Ferrigni, divenuta poi Villa delle Ginestre). In quella parentesi finale della sua vita, dopo aver assistito a un'eruzione del vulcano, sofferente e ormai vicino alla morte per il decadimento fisico, Giacomo Leopardi trova ispirazione per la celebre poesia La ginestra. Un bel film del 2014 trasmesso in prima visione ieri su Rai3 per la nostra delizia per questo poeta che lo sprezzante Nicolò Tommaseo sentenziava: "...la sua gobba non sarebbe stata ricordata nel Novecento". Sbagliato, ha superato il terzo millennio ed è già nel futuro!

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