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Lunedì, 27 Luglio 2015 18:22

Reggio Emilia - Incendi boschivi, dal 24 luglio scatta lo stato di grave pericolosità

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Deciso in base a previsioni meteo, sarà attivo fino al 31 agosto. I numeri utili da contattare

 

Scatta venerdì 24 luglio in Emilia-Romagna lo stato di grave pericolosità per gli incendi di bosco. Lo ha stabilito l'Agenzia regionale di Protezione civile, che ha disposto l'attivazione della fase di preallarme su tutto il territorio regionale, d’intesa con il comando regionale del Corpo forestale dello Stato e la direzione regionale dei Vigili del Fuoco, sulla base delle previsioni meteo dell’Arpa.

Fino al 31 agosto - termine che può essere prorogato o revocato in accordo con Arpa - squadre del Corpo forestale dello Stato, dei Vigili del Fuoco e del volontariato di Protezione civile saranno impegnate in attività di avvistamento, prevenzione e spegnimento incendi, coordinate dall’Agenzia regionale tramite la Sala operativa unificata permanente; a supporto opereranno funzionari delle Prefetture, delle Province e dei Comuni. La task force regionale antincendi boschivi è uno dei punti di forza del sistema regionale di Protezione civile, che ha messo a punto un modello di intervento basato su procedure e azioni condivise.

I numeri da contattare in caso di avvistamento di un incendio boschivo sono l’1515 (numero nazionale di pronto intervento del Corpo forestale dello Stato), l'115 (numero nazionale di pronto intervento del Dipartimento dei Vigili del Fuoco, del Soccorso pubblico e della Difesa civile), l’8008-41051 (numero verde regionale del Corpo forestale dello Stato). La telefonata è gratuita.

 

Cosa rischia chi provoca un incendio
Durante il periodo di grave pericolosità vige, all’interno delle aree forestali, il divieto assoluto di accensione di qualsiasi fuoco e di qualsiasi strumento che produca fiamme, scintille o braci, come ad esempio i barbecue o i fornelli a gas.
Inoltre è vietato accendere fuochi anche di legna o residui vegetali. È proibita la pulizia dei pascoli e dei terreni mediante abbruciamento delle stoppie e sono vietati gli abbruciamenti controllati. Chi, in violazione delle prescrizioni, adotta comportamenti che possono innescare un incendio boschivo rischia sanzioni fino a 10 mila euro.

Sotto il profilo penale è prevista la reclusione da 4 a 10 anni, se l’incendio è provocato volontariamente in maniera dolosa; da 1 a 5 anni, se viene causato in maniera involontaria, per negligenza, imprudenza o imperizia. Oltre alle sanzioni penali, chi provoca un incendio può essere condannato al risarcimento dei danni, che può raggiungere cifre molto elevate.
Uniche eccezioni al divieto generale di accensione dei fuochi sono rappresentate - all’esterno delle aree forestali - dalle accensioni di piccoli fuochi per la cottura dei cibi, nell’ambito dei campi scout, all’interno delle aree private cortilive e nelle strutture individuate dagli Enti parchi e dalle Amministrazioni comunali.

Presso ogni Comando provinciale del Corpo forestale dello Stato è presente almeno una squadra specializzata nella ricerca delle cause degli incendi boschivi che effettua indagini e recupera reperti, utilizzando tecniche proprie della polizia scientifica. Il personale del Corpo forestale applica il “Metodo delle evidenze fisiche”, che consente l’individuazione del punto di innesco fondamentale per qualsiasi successiva attività di indagine amministrativa e di polizia giudiziaria, anche a seguito del necessario raccordo con le Procure della Repubblica territorialmente competenti.

 

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