ANNO XI  Agosto 2017.  Direttore Umberto Calabrese

Venerdì, 17 Febbraio 2017 16:19

Il Decreto Ronchi compie 20 anni

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Lo scorso sette febbraio si sono celebrati, con un convegno alla Camera dei deputati, i venti anni dall’entrata in vigore del Decreto Ronchi, la riforma che ha posto in cima al sistema di gestione dei rifiuti la priorità del riciclo e creato il consorzio CONAI (Consorzio Nazionale Imballaggi).

Prima di parlare del convegno una digressione dello scrivente sulla vicenda di questo decreto che prende nome dall’allora ministro per l’ambiente Edo Ronchi del governo Prodi. Lo scrivente proprio l’anno precedente al decreto organizzò a Palagianello il convegno sul tema di rendere utile l’inutile, ventuno anni fa. Chiusa digressione (rdg)

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Il convegno è stata anche un’occasione per fare il bilancio a 20 anni da quella riforma, per questa occasione sono state realizzate due ricerche:

La riforma dei rifiuti a 20 anni dal D.Lgs 22/97 e alla vigilia del nuove Direttive rifiuti-circular economy a cura della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile

1997-2017 | 20 anni dal Decreto Ronchi: gli italiani e la raccolta differenziata indagine IPSOS promossa da CONAI.

Il primo report fa il punto sulla situazione dell’applicazione della legge ed i risultati raggiunti nel tempo. Il Decreto istituì, infatti, il sistema CONAI-Consorzi di filiera degli imballaggi che negli anni ha assicurato il ritiro e l’avvio al riciclo di tutte le frazioni raccolte di carta, vetro, plastica, legno, alluminio e acciaio versando un corrispettivo ai Comuni per i maggiori oneri sostenuti per la raccolta differenziata e assegnando priorità alle frazioni delle RD dei comuni, strategiche per la sostenibilità della gestione dei rifiuti urbani. Il decreto ha anche introdotto il CAC (contributo ambientale CONAI), una prima forma di EPR (responsabilità estesa del produttore) che in questi anni è stato pagato da oltre 1 milione di imprese con una elusione quasi nulla.
A 20 anni dalla nascita il sistema italiano di gestione dei rifiuti d’imballaggio:

ha raggiunto buoni risultati; l’avvio al recupero degli imballaggi è salito dal 33% del 1997 al 78,5% dell’immesso al consumo nel 2015 ed è già stato superato l’obiettivo del 65% (siamo al 67%) di avvio al riciclo dei rifiuti da imballaggio che la nuova Direttiva indica per il 2025;

i rifiuti avviati al riciclo hanno fatto crescere un settore industriale della green economy che vede i rifiuti come risorsa e che conta oltre 6.000 imprese (in aumento del 10% rispetto al 2008) con circa 155 mila addetti e un fatturato di circa 50 miliardi di euro. Considerando anche le imprese che gestiscono rifiuti come loro attività secondaria o che utilizzano il recupero di rifiuti nel proprio ciclo produttivo, contiamo altre 3.150 realtà produttive e ulteriori 183 mila addetti;

il numero complessivo di aziende coinvolte in questo settore sale a oltre 9 mila per complessivi 328 mila addetti;

L’indagine IPSOS evidenzia come la raccolta differenziata piace agli italiani che comprendono anche come essa sia essenziale per ridurre lo spreco di materiali.

Il 91% dice infatti di farla abitualmente e ben il 93% la considera una utile necessità e il 32% è convinto che non rappresenti un problema, ma piuttosto una risorsa;

Il 58% degli italiani si dice più attenta al riciclo dei materiali, anche se un’alta percentuale (68%) non nasconde la fatica di gestire quantità crescenti di rifiuti;

La raccolta differenziata è, per il 91% degli italiani, la pratica ambientale più diffusa tra quelle anti-spreco e tra le buone abitudini in tema di mobilità;

Il 58% sostiene di fare la raccolta differenziata per rispetto dell’ambiente, purtroppo il 42% la fa solo perché è obbligatoria;

Le raccolte differenziate dei rifiuti “più gettonate” (91%) sono quelle di carta, vetro e plastica. La responsabilità per il problema rifiuti e per i cassonetti sommersi dalla spazzatura per oltre la metà degli italiani (53%) è suddivisa fra tutti, cittadini e istituzioni;

Il sondaggio affronta anche il tema imballaggi e, su questo fronte, i consumatori ritengono che le imprese si stanno impegnando per migliorare gli imballaggi in sostenibilità (71%) e nella facilità di riciclo (73%). Infine, il 37% afferma di conoscere CONAI, cui viene attribuito anche un buon voto: 7.4 su 10.

Le ricerche ed il comunicato stampa relativo al convegno sono disponibili nel sito di CONAI al seguente link 

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