ANNO XIII Ottobre 2019.  Direttore Umberto Calabrese

Martedì, 28 Marzo 2017 10:45

In "Tu diavolo di un angelo" di Vito Surmonte un dialogo impossibile con l'autore de 'il Codice da Vinci'

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«Tu diavolo di un angelo» di Vito Surmonte, diciamolo subito, giusto per chiarezza, è scritto da un cristiano evangelista, come ama essere apostrofato e non evangelico, che racconta questo cammino di fede allontanandosi dal cattolicesimo che domina la sua famiglia, come quella di tante famiglie del salernitano dove l’autore nasce e muove i primi passi. 

Le contraddizioni della Chiesa Cattolica che l’autore descrive sono in fondo quelle che Papa Francesco ha posto dal primo momento in cui è stato eletto, fino all’incontro con Martin Lutero del quale ha lodato la buona fede del suo pensiero, riabilitandolo e chiedendo scusa per la scomunica: “abbiamo sbagliato”. In tal senso, il libro del nostro autore non può registrare questi interessanti cambiamenti essendo stata la prima uscita del romanzo del 2001, e quindi negli ultimi anni del papa polacco.  Ma questo argomento che pure domina il romanzo lo possiamo intendere come tema personale di crescita culturale e di fede cristiana al di là degli attacchi ai comportamenti del clero peraltro e certamente discutibili come pedofilia e cronache collaterali. Piuttosto il cuore, il leit motive è proprio il libro di Dan Brown “il codice da Vinci” che l’autore attacca, come del resto tutta la chiesa cristiana e cattolica, immaginando che sia scritto dal Diavolo in persona e con il quale l'autore si incontra.  E qui è ovvio che viene fuori tutto e il contrario di tutto sulla vita di Gesù, la Maddalena, e le varie leggende che tendono ad umanizzare fino al matrimonio e ai figli del Nazzareno. Cose del resto contenute nel thriller dell’autore inglese autore del best seller da 70 milioni di copie in tutto il mondo.  L’incontro col diavolo – che l’autore del nostro romanzo chiama Enzo, che è centrale nell’idea del romanzo, è proiettato nel quotidiano, nel ristorante, nelle passeggiate, quasi come un dialogo tra nemici-amici come si recepisce in questo frammento:

«E poi, tieni presente, io sono assai cocciuto! Come anche solo per un momento puoi pensare che io possa essere amico di uno che mina la libertà altrui; che sguazza nella menzogna, che si intrufola nel cervello della gente, che ruba i cuori, che rapina l’anima di giovani e di anziani; che promette mari e monti e poi vomita menzogna e inganni. Come puoi solo pensarla una cosa del genere. Devi essere solo un pazzo, se pensi, anche solo per un momento, che in qualche maniera possa accettare, prima la tua amicizia, e poi la tua filosofia...»

«Beh, adesso credo che tu mi stia trattando male: a parte quello... ch’è stato uno scatto d’ira, non credo d’averti mai dato fastidio, tranne che in qualche piccolo e trascurabile episodio che riguarda il passato e rasenta la marginalità», disse il diavolo con la sua consueta faccia di bronzo.

Era però a dir poco elegantissimo: vestito doppiopetto grigio, la cravatta di sicuro una Missoni, e pure il fazzoletto nel taschino, del colore del mare quand’è sera.

«Dài, va be’, facciamo pace! Resta pure della tua idea... per carità di Dio: potrei pure rispettarla, ma lo sai come la penso», disse il diavolo, con il tono della voce un po’ più sommesso.

Il libro di 250 pagine si offre alla lettura facilmente grazie ad una prosa asciutta e coinvolgente, tipica di questo autore salernitano.  Vito Surmonte, nasce ad Agropoli (SA) il 19 aprile 1954. Fin da giovanissimo, sente forte la vocazione ed il dovere di essere pittore, e la chiamata al fare poesia...
Diplomato alla scuola d'Arte di Salerno, e successivamente all'Accademia di Belle Arti di Brera (Mi), è in quel contesto, allievo di grandi maestri del Novecento.
E' amico del famoso Pittore e Fotografo Italo-Francese Attilio De Feo.
Leòn Surmontè è poeta, scrittore, pittore, scenografo e visagista teatrale.
Ha esposto nelle principali Capitali Europee, e sue Opere sono presenti in numerose collezioni pubbliche e private di mezza Europa e in America. E' membro onorario, per meriti letterari ed artistici dell'Accademia di Arte e Lettere "san Marco" di Venezia.
Secondo la filosofia Grafilosofica, il pensiero rende vivida l'Immagine, l'Immagine genera il pensiero...

Il libro è in stampa, nei tipi legati alla libreria istantanea (compri, si stampa e t’arriva col corriere) ma si trova anche in e-book come si può leggere nel banner sotto o collegandosi agli store online.

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