ANNO XIV Agosto 2020.  Direttore Umberto Calabrese

Sabato, 29 Aprile 2017 07:29

Taranto - Visita guidata specialistica al MARTA con Giovanna Bonivento

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Riceviamo e pubblichiamo - Full immersion tra i tesori del Marta  il 7 maggio alle ore 15,30: l’Associazione di Promozione Sociale Kerameion Onlus organizza con l’archeologa Giovanna Bonivento Pupino, guida turistica abilitata, la visita specialistica sul tema “Nei giardini degli dei: tutti i tesori del MarTA”.

Un tour completo nelle XXV sale per godere della profusione di decori orafi, ceramici, musivi, coroplastici e lapidei che la natura ha ispirato ad artisti ed artigiani, autori dei reperti archeologici esposti nel Museo di Taranto via Cavour. Specializzata nella toreutica ed oreficeria  ellenistica, tecniche di sbalzo, cesello e filigrana, la dott.ssa Giovanna Bonivento Pupino indirizzerà gli sguardi dei visitatori attraverso il suo sguardo di profonda conoscitrice del nostro Museo, avendone inventariato e catalogato moltissimi reperti oggi esposti, in particolare rilievi in argilla ex voto. L’Associazione Kerameion Onlus offre servizi per la fruizione del patrimonio culturale rivolti a grandi e piccoli, a scuole, associazioni, Clubs,  Centri Diurni, gruppi. La visita guidata del 7 maggio (contributo non soci adulti: 4 euro, minori di 12 anni accompagnati da adulto : gratuito; dai 13 ai 18 anni:  3 euro; soci gratuito) è prenotabile allo 099-7771532 -3285982458 o con mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. E’ un percorso in cui sarà anche evidenziata la valenza simbolica degli ornati ed il loro rapporto col mito e con particolari divinità. Ora che finalmente la bella stagione sta favorendo le uscite in campagna, sarà bello poter cogliere, a livello estetico, nel Museo di Taranto,  piante e fiori nei “giardini degli dei”, profusi nella storia dell’arte e dell’artigianato della Taranto magno greca che a chiamarlo minore si offendono tantissimi maestri orafi, ceramisti, scultori. “La botanica è stata al centro dell’attenzione dei nostri antichi maestri tarantini, in particolare gli esecutori dell’oreficeria ellenistica- ci racconta Giovanna Bonivento- anche perché i gioielli non avevano una funzione meramente ornamentale ma rituale o per definire uno status simbol; come nello strabiliante orecchino a navicella con le figurine alate a prua e poppa, capolavoro visibile con  lente d’ingrandimento; è stato trovato il 22 febbraio del 1958 in via Umbria, proprietà Peluso-Pignatale- sopra la kline, o letto della defunta, di tomba a camera  depredata, databile al IV a.C. per la ceramica associata; nella sepoltura anche una corona in bronzo dorato, un frammento di chiodo, un orecchino in terracotta, venti vaghi in terracotta, un busto  acefalo e mutilo di braccia, due  oinochoai di Gnathia, una lekythos sempre stile di Gnathia col motivo della testa femminile che spunta da viticci, ed un’altra con decoro a reticolo, tre coppe, due tazze, un guttus a biberon, due olle piccoline, una lucerna, due lekanis acrome, due unguentari. Quell’anno via Umbria rivelò il 4 marzo del 1958 un’altra tomba a camera, databile al terzo venticinquennio del quarto secolo avanti Cristo, questa pure depredata; il cosiddetto pendente in cristallo di rocca ed oro a filigrana, in essa rinvenuto, presenta un decoro incredibile vegetale, in filigrana d’oro, di petali, girali, semipalmette e campanelle; in realtà il reperto baccellato, ancora misterioso nella funzione, è un globo e potrebbe appartenere ad un oggetto di rango, forse uno scettro, dico forse. E’ un esempio per far capire quanti punti di interesse possa presentare una visita specialistica al MarTA. Negli ori, argenti, rilievi coroplastici e ceramica, arte lapidea e musiva, ci sono precisi riferimenti alle divinità anche solo ammirando gli ornati vegetali che abbondano, esuberanti; ma anche la ceramica apula ha dato profusione di ornati complessi ed eleganti nei grandi crateri a volute, o la ceramica detta di Gnathia  così raffinata coi suoi decori sovraddipinti, i mosaici,i capitelli in carparo dei naiskoi o tempietti funerari. Il rapporto tra arte e natura era fortissimo nell’antichità e Gea, la madre terra, considerata divina. Ogni fiore, ogni pianta è nata, per gli antichi , nel mito, all’insegna della metamorfosi tra umanità e natura per volontà degli dei; basti pensare ai miti di Atena, Apollo, Afrodite, Persefone, Zeus fortemente connessi col mondo vegetale, ma non va trascurata la valenza rituale e funeraria connessa alla rinascita della natura, vista come un risveglio della vita”. Ticket statale : gratuito.

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