ANNO XIV Maggio 2020.  Direttore Umberto Calabrese

Giovedì, 11 Maggio 2017 14:13

La Procura di Trapani apre una nuova inchiesta: conferme sugli accordi ONG-SCAFISTI evitato scontro navale in acque libiche

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Il capitolo “Migranti-Ong” si arricchisce di un altro episodio: il quasi-scontro fra una motovedetta libica e una nave tedesca che cercava di portare a bordo “naufraghi” nelle acque … libiche.

Una conferma che i migranti vengono soccorsi proprio sottocosta e, per di più, questa volta da una nave tedesca. Il tutto mentre dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trapani giungono notizie di un’inchiesta che avrebbe già accertato contatti “sospetti” tra Ong e scafisti, dando ragione al Procuratore di Catania, Zuccaro, e torto ai suoi colleghi di Siracusa i quali, alla notizia di possibili irregolarità nella “raccolta” dei migranti, sono “caduti dalle nuvole”. Insomma, il fronte migranti si infuoca e gli ultimi eventi hanno dato ragione al procuratore di Catania che ha dato l’allarme, esternando sui possibili contatti fra scafisti e Ong. Mercoledì, comunque, si è sfiorata la tragedia quando la nave tedesca “Sea Watch” ha cercato di prendere a bordo un gruppo di migranti asu di un gommone. E’ intervenuta una motovedetta libica e “l’operazione-raccolta” è fallita. Il pattugliatore libico, infatti, con una manovra audace e quasi al millimetro ha tagliato la rottta alla nave tedesca tanto che il comandante di quest’ultima ha temuto lo scontro. Alla fine la marina libica ha emesso un comunicato nel quale si afferma che “SeaWatch ha cercato di ostacolare le operazione del guardacoste in acque territoriali libiche e voleva prendere a bordo i migranti con il pretesto che in Libia non sono al sicuro”: Come contraltare, la Ong tedesca ha diramato su Twitter un filmato con un comunicato: “Questo pattugliatore libico, si legge, finanziato dalla Unione europea, è quasi finito contro la nostra nave di soccorso civile”. Nell filmato si vede come il pattugliatore abbia tagliato la rotta alla nave e se ne deduce che il comandante libico ha condotto una manovra azzardata, ma al millimetro. Una volta avrebbero sparato un colpo di cannone davanti alla prua per intimare il fermo, ma essendoci di mezzo vite umane, i migranti, questo non è stato fatto. La nave tedesca, comunque, non smentisce la Marina libica di essersi trovata in acque territoriali e, quindi, di non avere obbedito all’ordine di allontanarsi facendo rotta verso acque internazionali. L’episodio, possibilmente, avrà ulteriori ripercussioni. Anche politiche. Questa volta, ad essere chiamata in causa, infatti, è la Germania per una sua organizzazione, che va ad aggiungersi ai sospetti verso Malta per le Ong di quel paese che opererebbero in modo anomalo, cioè “guidato” . E il tutto, comunque, comincia a venir fuori per la denuncia del procuratore Zuccaro, molto criticato da tanti politici e suoi colleghi, compreso l’ex procuratore antimafia ed ora presidente del Senato, seconda carica dello Stato italiano, Grasso. L’episodio in acque libiche, però, porta alla ribalta una recente querelle fra un giornale (che si dice portavoce dei penta stellati, verso il ministro degli Interni, Minniti. Il giornale ha accusa Minniti di fornire motovedette ai libici in un momento in cui questi ultimi favoriscono la migrazione versso l’Italia, più ancora verso le coste siciliane. Se, però, l’uso che i libici fanno delle motovedette che fornisce loro l’Italia, l’accordo sottoscritto da Minniti è da incoraggiare.

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