ANNO XIV Luglio 2020.  Direttore Umberto Calabrese

Martedì, 23 Maggio 2017 00:00

Il tennis ha una nuova stella. E ha cominciato a brillare a Roma

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Il futuro è adesso. Sasha Zverev abbaglia la luminosissima Roma e brucia il ritrovato Novak Djokovic conquistando il titolo degli Internazionali d’Italia con una prova perfetta.

Senza concedere palle-break e senza andare nemmeno mai ai vantaggi sul suo servizio contro la miglior risposta del tennis maschile, schiacciando a fondocampo uno dei più grandi difensori del mondo, annichilendo il più elastico dei tennisti professionisti, al quale non ha concesso alcuna possibilità.

Visto così, dopo una settimana da favola, nella quale ha sofferto al primo turno contro il lungagnone Kevin Anderson, e poi ha dominato Troicki, Fognini, Raonic, Isner e quindi Djokovic, il tedesco di genitori russi, allevato dal tennis del padre e dal fratello già professionisti della racchetta, si merita tutti gli elogi e tutte le previsioni di chi lo vede come il futuro numero 1 del tennis.

A 20 anni, contro una volpe come Nole (domani 30enne), sulla superficie finora meno vincente, ha messo in luce una personalità davvero da campione, ha letto perfettamente il gioco, ha controllato le emozioni, non si è concesso i consueti cali di concentrazione, e non ha lasciato alcun spiraglio. Di più: nel discorsetto in campo, dopo la premiazione, da neo campione di un torneo Masters 1000 che nessun ragazzo del ’90 aveva mai vinto, più giovane finalista dal 19enne Nadal nel 2006, non ha lasciato trapelare alcuna emozione e ha trovato le parole giuste per tutti, a cominciare dal mitico Rod Laver (l’unico di sempre che abbia chiuso addirittura due volte il Grande Slam). 

Ha dimostrato così di avere un Dna da vero campione naturale. E non solo una prima di servizio che viaggia sempre oltre i 200 all’ora e gli consente di aprirsi il campo nel modo migliore e di chiudere ogni punto in pochi colpi. Non solo risposte puntuali, spostamenti giusti a dispetto dei quasi due metri (è alto 1.98), tenuta del campo ideale, pur ancora con qualche sbavatura sotto rete e con un’attitudine a volte troppo spavalda, per non dire arrogante, propria però dei più grandi. Peraltro con una bella faccia che, presto, dopo aver gà conquistato migliaia di fans sui social media e negli stadi del tennis di tutto il mondo, conquisterà miriadi di sponsor.  

Roma dev’essere orgogliosa di aver visto sbocciare proprio qui uno dei fiori più belli del tennis, non di domani, ma già di oggi, già di un torneo importante come gli Internazionali d’Italia, sulla via del Roland Garros che parte domenica prossima. Qui al Foro Italico s’è anche rilanciato alla grade Novak Djokovic che, in conferenza stampa, ha ufficializzato l’ingaggio, da Parigi, del nuovo coach: Andre Agassi. Il quale, tatticamente, non era un’aquila, ma evidentemente è un motivatore migliore del guru Pepe Imaz… (agi Vincenzo Martucci)

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