ANNO XIV Aprile 2020.  Direttore Umberto Calabrese

Mercoledì, 05 Luglio 2017 00:00

Madonna di Polsi - San Luca (RC) Discorso di Tullio del Sette Comandante generale dell'Arma dei carabinieri

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Non potevamo non esserci qui a Madonna di Polsi, un luogo remoto in cui la ‘ndrangheta ha pensato, creduto di poter e leggere il suo tempio, erroneamente.

La presenza a questo evento, simbolo dell'affermazione dello Stato e della Legge ogni dove in Italia, accanto al Ministro dell’Interno, vicini ai rappresentanti delle altre forze di polizia, insieme ai Vertici della Magistratura e della Chiesa, delle Istituzioni locali era perció irrinunciabile per il Comandante Generale dell'Arma.


Sono qui per confermare la determinazione dei Carabinieri a combattere la ‘ndrangheta con ogni strumento legale, apprestato dai codici penali e dalle norme amministrative, con ogni utile provvedimento organizzativo, con ogni possibile risorsa di uomini e di mezzi, sia qui in Calabria, sia negli altri luoghi d’Italia e del mondo, dove ha allungato i suoi tentacoli.
La presenza, l'attività dell'Arma in questi luoghi è stata tante volte garanzia, non di rado unica garanzia, di giustizia e di rifugio per chi era schiacciato dalla morsa ‘ndranghetista, sempre accanto a chi ha avuto l'ardire di resistere a questo potere, consapevole che non può bastare l'azione di polizia e giudiziaria se non è accompagnata da quella dell'intera società civile, delle scuole, della chiesa, delle donne e degli uomini migliori anzi tutto.


Siamo sulla prima linea della lotta a questo potere illegale e immorale, protervo e nefando nel mortificare l'anelito di questi luoghi, della gente, dei giovani, dello sviluppo sociale ed economico.
Sulla prima linea i Carabinieri sono stati, pagando anche con tanti Caduti;lo sono oggi, con determinazione, generosità e coraggio; continueranno ad esserlo sempre, lavorando ogni giorno per accrescere l' efficacia della loro azione, in piena sinergia con l'Autorità giudiziaria e con quella di pubblica sicurezza, con le altre forze, di polizia e della società civile, impegnate in questa lotta di legalità  e civiltà, che, siamo certi, sarà vinta, per la felicità di questi luoghi, così belli e ricchi di una storia antica e prestigiosa, di una fede antica e salda.

Lo attestano, concretamente:

La presenza capillare e attiva nel territorio, basata su una rete di presidi via via rafforzati (per ultimo con le sinergie derivanti dai Carabinieri Forestali);

 i nuovi provvedimenti assunti, quali l'istituzione(dal 1 Marzo scorso) del 14° Btg Calabria con la C.I.O. a Vibo Valentia, l’elevazione a Reparto della Sezione Anticrimine di Catanzaro, la costituzione dei Gruppi di Gioia Tauro e di Lamezia Terme, con nuovi Nuclei Investigativi (dal 1 Settembre);

il programma di costruzione di 13 nuove caserme demaniali per non arretrare o per riportare nei loro centri altrettante Stazioni aspromontane, già partito;

L'impiego di risorse umane motivate e capaci a ogni livello, a cominciare dai Comandanti, scelti tra i migliori di cui disponiamo;
I rinforzi a cavallo per il controllo di Aspromonte e Sila;
I risultati conseguiti, davvero rilevanti, in termini di latitanti catturati, in termini di ‘ndranghetisti assicurati alla giustizia.
Risultati che arriveranno ancora copiosi, grazie all’impegno delle Stazioni,delle Compagnie, degli investigatori con le DDA di Reggio Calabria e Catanzaro, dei Cacciatori di Calabria.
E nessuna minaccia ce lo impedirà.

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