ANNO XIII  Luglio 2019.  Direttore Umberto Calabrese

Sabato, 05 Agosto 2017 00:00

Taranto – Melucci, per la raccolta dei rifiuti faccia come a Padova

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lle volte ci viene la tentazione di pubblicare i comunicati  stampa ecologisti con gli impegni generici sulla raccolta da differenziata con una nota di demerito, per il fatto che appaiono talvolta cadere nell'ossimoro, in quanto non si dice come fare.

Chiedere gli incentivi per la raccolta differenziata e scordarsi di chiedere l’applicazione della tariffazione puntuale che ormai è legge. Per esempio. E poi c'è la solita solfa del porta a porta, generalmente indicato come la panacea, la parola magica, senza sapere che si vide a Taranto, una città assai complessa dal punto di vista urbanistico e non a Carosino.  Mi sono sempre collegato alla città di Padova, che ha una raccolta differenziata superiore al 50% come base di partenza. Perché è più vicina a Taranto per popolazione. E perchè è nel Veneto che è la regione più riciclona.  

Nella città veneta la raccolta porta a porta si fa in quella che loro chiamano la zona arancio che è sostanzialmente un’area legata al centro storico che a Taranto potrebbe riguardare la città vecchia e i quartieri di Lama, San Vito ( e in quest'area limitatamente alle aree con ville e piccoli condomini di 4 unità)

Un’annotazione di fondo è che i rifiuti si separano in casa e quindi la società veneta fornisce le famiglie, che vivono in questi quartieri, con sacchetti per la raccolta di carta (sacchetto azzurro di carta); per l’umido la dotazione riguarda un sacchetto trasparente,  mentre è giallo per plastica, metalli e lattine (alluminio e scatolette a banda stagnata) sacchetto grigio per il secco non riciclabile, e il bidoncino per il vetro; il cartone si consegna così com’è.  

Per capire quanto costa partire con una ri-progettazione di raccolta differenziata io invito tutti a fare un calcolo sulle 25 mila famiglie di questi nostri quartieri e calcolare la fornitura per un anno di questi materiali. Immaginiamo un costo di 25 euro  a famiglia solo la fornitura materiale costa 625 mila euro. Poi c’è il costo della comunicazione. Quella che vede coinvolti i facilitatori,  ovvero giovani formati che nel consegnare i materiali offrono calendari, ma anche informazioni utili su come dividere, ecc. La separazione in casa è la strategia vincente. L’unica.

Immagine1

 

Poi nelle aree ad alta densità abitativa, ovvero tutto il Borgo fino ai quartieri come Italia Montegranaro e tre Carrara Battisti e Paolo VI, ecc. le modalità possono essere stradali con cassonetto dedicato, come a Padova. Ma con una valutazione volumetrica. Del resto trincee di cassonetti verdi al Borgo e non solo è facilissimo vederli ancora oggi e solo per la raccolta del tal quale per la goduria della discarica di Massafra. E qui si possono usare a casa le buste che si vogliono, atteso che quelle biodegradabili ve le dà già il supermercato per l’organico e dal 1 gennaio 2018 scompaiono, e stavolta sul serio, quelle in plastica. Mentre il vetro si getta così com’è senza busta come dice Licia Colò nella pubblicità.

Nella ri-progettazione della raccolta i cassonetti dovrebbero avere il colore degli standard europei, e diversa grandezza in base al volume degli stessi rifiuti; basti ricordare che plastica e cartone sono il 60% in volume di tutta la massa dei rifiuti, mentre l’organico è quello più ridotto di volume e rappresenta il massimo...in peso. Mentre il secco residuo dovrebbe essere ridotto davvero a un solo contenitore. Basti guardare la figura. Quando il cittadino da Via Cavallotti o Via Liguria scende da casa va nel solito posto,  dove attualmente ci sono i cassonetti verdi, li li troverà tutti là e diversificati e non come accade attualmente dove deve andare da un’altra parte per trovare l’odioso multi materiale e chissà dove lo trova quello del vetro! Anche perché in mano ha tutto già separato… in casa. Questa è una raccolta sporca, ma per iniziare va bene, perché i cittadini si aiutano e piano piano capiscono come dividere bene a casa. Poi i controlli, qualche multa futura possono fare il resto...ma occorre cominciare. Per Taranto non vedo altre possibilità che siano concrete e non aleatorie. Qualcuno, credendosi serio,  pensava - nel borgo di Taranto - di fare il porta a porta casa per casa (cosa che facevano i portieri nei grandi condomini). Sapete quanti palazzi di cinque piani con scalini improponibili sono senza ascensore? Un addetto che salga un solo palazzo si mette in malattia il giorno dopo.

doppio cassonetto

Una terza modalità di raccolta prevista a Padova è quella del doppio cassonetto, come si vede nella foto. Per quelle realtà urbane di grande dispersione, tipiche delle città diffuse come Taranto, con grandi complessi residenziali come quelli di Paolo VI o Taranto2.  E un sistema basato sul senso civico dove il conferimento può avvenire in qualsiasi momento. Questa modalità di raccolta, per cominciare, dà subito la possibilità di superare il 50% di raccolta (dimezzando i costi di discarica) e si può migliorare estendendo la comunicazione e la separazione in casa.  Uscire dalla precarietà dell’istantanea di copertina che offre uno spettacolo pietoso, immobile di un tempo remoto, del tutto opposto ai citati standard europei per i contenitori e i colori, e sono cassonetti presenti oggi al quartiere Salinella con la improbabile dizione vetro, mentre in realtà sono per il tal quale. L'invito al Sindaco risponde al suo discorso di volere ascoltare la città e noi che sui rifiuti abbiamo scritto forse fin troppo, diamo il nostro contributo come ci piace fare, da qui. 

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