ANNO XIV Giugno 2020.  Direttore Umberto Calabrese

Sabato, 26 Agosto 2017 00:00

Forza Nuova controlla un prete pro-migranti, Tonelli difende l’operato della polizia

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Forza Nuova 'controlla' prete pro-migranti, Don Massimo: "Alla messa ci sarò"  Domenica prossima don Massimo Biancalani non sarà sostituito ma sarà affiancato nella celebrazione della Messa a Vicofaro (Pistoia).

Una decisione presa dal vescovo di Pistoia, Fausto Tardelli, per una maggior tutela del sacerdote, finito nella bufera per aver portato un gruppo di rifugiati in piscina e all'indomani della notizia che Forza Nuova aveva l'intenzione di partecipare alla funzione per andare a 'controllare' l'operato di don Biancalani.

La precisazione arriva, via Facebook, dalla Diocesi di Pistoia che parla di ''assurde e strumentali polemiche'' scatenate dalla stampa che ''travisano completamente il senso delle parole e delle azioni'' di mons. Fausto Tardelli. ''Si precisa - si legge in un post - che il Vicario Generale Don Patrizio Fabbri è stato inviato a concelebrare con don Massimo Biancalani, non a sostituirlo''.

LA MESSA - ''Il vescovo ha deciso così affinché sia tutelato un prete che celebra l'eucaristia e perché la Messa non sia profanata da iniziative irresponsabili. Visti i toni che sta assumendo la vicenda la Diocesi di Pistoia invita tutti gli attori interessati, in particolare i media, a non contribuire a creare un clima di ulteriore tensione con polemiche gratuite e lontane dalla realtà''.

DON MASSIMO - ''L'uscita di Forza Nuova è incommentabile, siamo alla follia. Non so cosa dire sinceramente. Che un movimento possa arrogarsi il diritto di giudicare la cattolicità di un prete denota forse più ignoranza che altro. È veramente imbarazzante. Sono azioni che devono metterci un po' in allarme; anche la vicenda delle brutte parole che ho ricevuto su Facebook, sono segnali di un imbarbarimento rispetto a certi problemi del Paese'' ha detto a Sky Tg24 don Massimo Biancalani.

''Domenica - ha aggiunto - celebrerò la Messa e accanto a me ci sarà il vicario. Il vescovo non può essere presente perché ha impegni presi da tempo in altre parrocchie''.

#GIULEMANI DALLA POLIZIA. Tonelli: «Non saranno mica le basi per il primo caso di tortura in Italia?»

giumani

«Una campagna diffamatoria incredibile quella che in questa ore sta avvenendo ai danni dei miei colleghi. Non saranno questi i presupposti per identificare in quanto successo il primo caso di tortura psicologica in Italia?» Gianni Tonelli, Segretario Generale del Sindacato Autonomo di Polizia (Sap), esprime la propria indignazione per le polemiche che in queste ore, vedono protagonisti i poliziotti intervenuti ieri nelle operazioni di sgombero in piazza Indipendenza.


«L’Unicef ha parlato di bambini terrorizzati perché fatti salire sui mezzi e trasportati in Questura. Non vorrà mica insinuare un trauma psicologico? – continua Tonelli – ieri mattina in piazza, sono state lanciate bombole del gas, sassi e bottiglie. Se una di queste cose avesse colpito un bambino? Se una bombola fosse esplosa e avesse colpito un bambino? L’Unicef dovrebbe pensare a questo e avrebbe dovuto pensarci anche prima, senza cavalcare l’onda del momento. Far salire i bambini sui mezzi e condurli in Questura, li ha salvati da una situazione di pericolo».

La polemica è nata anche e soprattutto relativamente ad una frase pronunciata da un funzionario «se lanciano qualcosa, spezzategli un braccio».

«La frase è sì forte – commenta Tonelli – ma è stata decontestualizzata e strumentalizzata per deviare l’attenzione dell’opinione pubblica da quello che è il vero problema in Italia, ovvero una invasione incontrollata. Questa fetta di politica abituata a vivere nell’autoreferenzialità, tenta di bendare quelle che sono le proprie colpe, servendosi delle becere strumentalizzazioni messe in atto dai loro compagni del partito dell’Antipolizia e degli allergici alle divise».

Anche il Capo della Polizia Gabrielli si è espresso in merito alla polemica sulla frase pronunciata dal funzionario, dichiarando che sarà fatta luce sulla vicenda ma che questa non deve costituire “la foglia di fico” per coprire le colpe altrui.

«Il pensiero di Gabrielli è anche il mio – dice ancora Tonelli – la colpa è di chi nascondendosi dietro ai concetti di solidarietà e accoglienza, ha reso il Paese teatro di degrado assoluto. Gli italiani sono esasperati, e fino a quando sarà la Polizia a gestire la situazione, il tutto sarà sotto controllo. Il problema sorgerà quando saranno i cittadini a reagire e lì, purtroppo, non esisteranno buoni e non esisteranno cattivi. L’Italia è destinata presto a divenire lo specchio fedele di chi dice di governarla».

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