ANNO XII  Luglio 2018.  Direttore Umberto Calabrese

Sabato, 07 Luglio 2018 00:00

Taranto - Gianni Azzaro, «dialettica istituzionale tra maggioranza e opposizione non accuse ed offese gratuite»

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In foto Gianni Azzaro e Valter Musillo In foto Gianni Azzaro e Valter Musillo

Riceviamo e pubblichiamo nota di Gianni Azzaro capo gruppo del partito democratico al Comune di Taranto sulla vicenda Musillo (il quale da notizie apparse su giornali locali ha lasciato il partito democratico (in contrasto con il Sindaco?)

Dispiace leggere le parole scritte da Walter Musillo all’indirizzo dei consiglieri di maggioranza. Soprattutto perché molti di noi hanno condiviso con lui un tragitto importante del cammino compiuto dal Partito Democratico.

Proprio in virtù della militanza politica che ci ha accomunato in passato, sentiamo il dovere di rispondere alle sue affermazioni con franchezza, ma uscendo dalla polemica politica che in questo momento lo vede contrapposto al primo cittadino e alla sua maggioranza.

Sinora abbiamo taciuto su questo punto per non esacerbare gli animi, ma ora è tempo di dire con chiarezza cosa è avvenuto durante l’ultimo Consiglio comunale di Taranto, perché i cinque consiglieri del gruppo Indipendente, non hanno solamente manifestato la loro contrarietà al bilancio consuntivo in aperta polemica con le scelte del primo cittadino.

I cinque consiglieri, di cui 3 eletti tra le fila del Partito Democratico – partito che ha voluto premiare i più giovani tra i suoi eletti offrendo loro ben 2 presidenze di importanti commissioni nell’ottica del rinnovamento della classe dirigente (perché sarebbe stato logico e naturale, per competenze ed esperienze maturate, indicare altre figure presenti nel gruppo del PD), si sono alzati dai loro scranni tentando di far mancare il numero legale insieme alla opposizione, prendendo politicamente le distanze dai restanti consiglieri di maggioranza, ridicolizzandoli agli occhi dell’opposizione e dei tanti lavoratori presenti in aula ed infine non votando il Bilancio Consuntivo atto politico per eccellenza di una amministrazione, la cui bocciatura implica lo scioglimento stesso del consiglio comunale.

Rispetto alla loro manifestazione pubblica di dissenso, quelli con i quali avrebbero dovuto costruire percorsi di rinnovamento per la città, ovvero i consiglieri di maggioranza, hanno finito per fare la figura dei semplici spettatori. La loro guerra personale e politica gli impedisce di vedere e di comprendere che tale comportamento ha infastidito in primo luogo chi con loro ha lavorato sino ad oggi fianco a fianco anche nelle commissioni loro affidate.

I cinque consiglieri Indipendenti sanno, e dovrebbero ricordarlo, che da tempo si paventava una riassegnazione delle presidenze delle commissioni consiliari, già all’indomani dell’fuoriuscita dei 3 ex PD, che avrebbero dovuto rimettere, per coerenza politica, i propri incarichi nelle mani del gruppo. Riassegnazione che i 17 consiglieri di maggioranza, che oggi vengono offesi ancora una volta essendo stati tacciati di servilismo, si erano sinora astenuti dall’adottare nella speranza di ricostruire l’alleanza di governo.

Il gruppo del Partito Democratico è consapevole che in politica si possano imboccare sentieri diversi, ma questo deve avvenire secondo rituali consolidati, dichiarazioni nette e rispetto delle regole.

Per questo, in conclusione, il nostro appello è quello di riportare la contrapposizione politica nelle sedi opportune, ovvero nell’ambito della dialettica istituzionale che si instaura – rispettosamente - tra maggioranza ed opposizione, e non permettere che essa sfoci in accuse ed offese gratuite.

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