ANNO XIV Febbraio 2020.  Direttore Umberto Calabrese

Sabato, 18 Agosto 2018 05:40

Oggi è il giorno del dolore, l’Italia si ferma

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Alcuni non parteciperanno: la maggioranza delle famiglie hanno già celebrato le esequie. Per gli altri la cerimonia nel padiglione Blu della Fiera genovese. Presenti tutte le massime cariche dello Stato e il governo al completo

Saranno 18 le vittime del crollo del ponte per le quali oggi si svolgeranno i funerali Stato nel padiglione Blu della Fiera di Genova. Le famiglie delle altre 20 vittime finora recuperate hanno deciso per i funerali in forma privata non si sa il motivo, o forse si, per polemica verso uno Stato che permette fatali disattenzioni che crollano sopra cittadini. Comunque "Nessuna intenzione, né interpretazione nella decisione di 20 famiglie di celebrare in forma privata i funerali", dice all'AGI l'assessore comunale all'Ambiente e servizi civici Matteo Campora, aggiungendo che "domani vuole essere un giorno di unione di tutta la città. Poi Genova cercherà di uscire da questa emergenza. Siamo certi che con l'aiuto del governo ce la faremo". 

È ufficiale, sono solo 5 dispersi, e non è una consolazione.

I 18 feretri - uno di colore bianco, raccoglie le spoglie di Samuele, 8 anni - sono già stati trasferiti nel padiglione fieristico che abitualmente ospita il Salone Nautico, un trasferimento dall'obitorio allestito all'ospedale San Martino avvenuto in un clima di grandissimo dolore tra i familiari e di forte commozione tra gli incaricati del servizio funebre e anche del personale delle forze dell'ordine e di Protezione civile e Croce Rossa che è nel padiglione.

Presenti diversi psicologi di sostegno ai congiunti delle vittime. A ogni salma i sacerdoti impartiscono la benedizione appena il portellone del carro funebre viene aperto. Poliziotti e carabinieri sugli attenti per il saluto militare e poi fanno il segno della croce. Mentre intorno si sentono i singhiozzi dei parenti delle vittime.

Il silenzio del dolore

Parenti che appaiono come storditi, si muovono lentamente, quasi a voler tastare il terreno: in realtà è l'effetto del dolore, della loro incredulità, del non accettare quello che è davanti ai propri occhi. Ci sono anche diversi bambini tra i familiari, alcuni - i più piccoli - giocano inconsapevoli e fanno amicizia tra loro. Nessuno tra gli adulti se la sente di fermare quello spensierato muoversi tra i feretri poggiati su catafalchi.

Già numerosi i cuscini di fiori. Le forze dell'ordine vigilano con discrezione perché i curiosi non diventino elemento di disturbo e di intrusione nel dolore altrui. Intorno a ogni bara ci sono a semicerchio i parenti. Tanti gruppi vicini, ma allo stesso tempo lontani l'uno dall'altro. Come mondi distanti e distinti. Sopra ogni bara un foglio con le generalità della vittima.

Chi ci sarà

Oggi ci saranno le massime autorità: il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, i presidenti di Senato e Camera, Maria Elisabetta Alberti Casellati e Roberto Fico, il presidente della Corte costituzionale, Giorgio Lattanzi, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte con i vice premier Matteo Salvini e Luigi Di Maio, il governo al completo, il Capo della Polizia, Franco Gabrielli, il Comandante generale dell'Arma dei carabinieri Giovanni Nistri, il governatore della Liguria, i vertici delle istituzioni genovesi, il Capo del Dipartimento della Protezione civile, Angelo Borrelli, il Capo del Dipartimento dei vigili del fuoco Bruno Trattasi.

La cerimonia con il cardinale Bagnasco e l'imam di Genova

La cerimonia funebre sarà officiata dall'arcivescovo di Genova, cardinale Angelo Bagnasco. Ci sarà nelle prime file anche l'imam di Genova: alcune delle vittime erano di fede musulmana. Nel grande padiglione saranno predisposti 1.500 posti a sedere, intorno ad ogni feretro sarà previsto lo spazio necessario per ospitare i familiari delle vittime e consentire loro questa continuità affettiva. Il resto della gente resterà in piedi. La capienza è di tremila persone. All'esterno saranno in cinquemila che potranno seguire la cerimonia attraverso maxischerno.

Aggioranamento

Commozione nelle parole del Cardinale che ha parlato di gravi responsabilità di una morte improvvisa e straordinariamente grave. Applausi quando nella messa sono stati elencati tutti i nomi dei defunti. Anche l'Iman ha commosso quando a parlato di Gena che in arabo significa bella, per indicare Genova la bella che saprà riscattarsi. L'Italia oggi si è fermata davanti a questi morti, ai quali si aggiunge una famiglia schiacciata trovata questa mattina e ancora senza nome. 

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