ANNO XIII Settembre 2019.  Direttore Umberto Calabrese

Sabato, 09 Febbraio 2019 14:48

Venezuela, Guaidò non esclude intervento armato Maduro respinge documento Montevideo e si oppone all'aiuto umanitario

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Guaidò:"Faremo il possibile" per evitarlo ma "faremo il necessario" Maduro respinge documento Montevideo 'Mogherini destinata a fallimento se ascolta destra venezuelana'

Juan Guaidò, il presidente dell'Assemblea Nazionale venezuelana che ha assunto i poteri dell'Esecutivo, non ha voluto escludere la possibilità di una sua richiesta di intervento armato per risolvere la crisi istituzionale a Caracas. In una intervista alla Afp, interrogato sulla possibilità che, in quanto presidente ad interim, autorizzasse un intervento militare, Guaidò ha risposto: "Noi faremo tutto il possibile. Questo è ovviamente un tema molto polemico, ma facendo uso della nostra sovranità, nell'esercizio delle nostre competenze, faremo il necessario".

Il leader, la cui presidenza ad interim è riconoscuta da un mezzo centinaio di paesi, ha sottolineato che farà "tutto ciò che è necessario, tutto ciò che dobbiamo fare per salvare vite umane, in modo che i bambini non continuino a morire" o i pazienti per mancanza di medicine.

Guaido', martedì in piazza E mobilitazioni sabato e domenica per aiuto umanitario

Il presidente del Parlamento venezuelano, Juan Guaidó, ha rivolto un appello alla popolazione a scendere in strada martedì per esigere la definitiva fine dell'"usurpazione" della presidenza da parte di Nicolás Maduro. In un tweet Guaidó ha fissato l'appuntamento per le 10.00, sottolineando che "continueremo fino a raggiungere il nostro obiettivo". In un altro messaggio il leader ha indetto per "oggi e domenica mobilitazioni nelle strade" avvertendo che "ci organizzeremo per far arrivare l'aiuto umanitario".

 

Maduro respinge documento Montevideo 'Mogherini destinata a fallimento se ascolta destra venezuelana'

 

Il presidente venezuelano Nicolás Maduro ha sostenuto ieri di "non essere d'accordo con il contenuto del documento del Gruppo di contatto internazionale della Ue" presentato a Montevideo.
 In conferenza stampa a Caracas ha detto che "Federica Mogherini è destinata al fallimento se continua ad ascoltare la destra venezuelana". "Io . ha aggiunto - riceverò comunque qualsiasi inviato del Gruppo che vorrà incontrarmi". Ha ribadito che non fara entrare gli aiuti umanitari perché “in Venezuela non manca nulla e non siamo un Paese mendicante”... ma mentre parlava in Tv reti unificate e andata via la luce, come ormai succede ogni giorno a Caracas

Il presidente Nicolás Maduro ha escluso che in Venezuela si tengano elezioni presidenziali anticipate, sostenendo che le uniche all'orizzonte sono le legislative del 2020. In un'intervista con il canale tv russo RT, ha sottolineato che "in Venezuela non c'è deficit di elezioni". Il problema per l'opposizione venezuelana, ha proseguito, "non è che ci sia una elezione in più. Ne abbiamo fatte 25 in 20 anni. E negli ultimi 18 mesi abbiamo votato sei volte. E ricordo che le presidenziali del 2018 sono state anticipate su richiesta dell'opposizione". Nell'intervista Maduro ha detto di considerare necessario "esigere che si metta fine (...) al blocco economico, finanziario e commerciale contro il Venezuela", affinché si liberino risorse del Paese "sequestrate nel mondo" e possano essere utilizzate per una ripresa economica nazionale.

 

Lunedì una delegazione inviata da Juan Guaidó incontrera il Vice Premier del Governo italiano Matteo Salvini alle 11 al Viminale, sia in Venezuela sia in Italia gli italiani del Venezuela e gli italo-venezuelani, attendono fiduciosi in un cambio di posizione del Governo Lega-M5S-Maie e che si allineano al resto dei Paesi Europei, sono 26 su 28 che hanno già riconosciuto Juan Guaidó come Presidente legittimo costituzionale ad Interim del Venezuela che ha il compito sancito dalla Costituzione voluta da Hugo Chavez, unicamente di convocare libere e democratiche elezioni, previo il ristabilimento dell'ordine costituzionale: Nomina del nuovo Consiglio Nazionale Elettorale (CNE), revisione ed aggiornamento dei registri elettorali, il ritorno al voto manuale come nella gran parte delle Democrazie del mondo. Italia è l'unico Paese fondatore dell'Unione Europea, che ancora non ha riconosciuto Juan Guaidó, trovandosi di fatto a sostenere la dittatura di Maduro insieme a Grecia, Turchia, Russia, Cina, Bolivia, Cuba, Nigaragua, Palestina e Organizzazioni del Terrorismo Islamico.

OSA Organizzazione degli Stati Americani in maggioranza assoluta lo hanno riconosciuto.

Lo scorso 06 di Febbraio a Caracas è stato il giorno dell'Assemblea Aperta (Cabildo Abierto) italo-venezuelano con tutti i deputati italo-venezuelani dell'Assemblea nazionale del Venezuela, i rappresentanti della Comunità degli italiani del Venezuela I deputati Luis Stefanelli, Americo De Grazia, Marianella Magallanes, Biagio Pilieri, Alfonso Marquina il dirigente nazionale Angelo Palmieri e Umberto Calabrese editore e direttore di giornali italiani e venezuelani. Il moderatore era Omar Villalba.

Tutti hanno richiesto al governo italiano il pieno riconoscimento del legittimo e provvisorio Presidente del Venezuela, Juan Guaidó. L'Italia è  l'unico  Paese fondatore dell'Unione Europea, che finora non lo riconosce, i deputati italo-venezuelani del Parlamento del Venezuela prima della riunione si erano recati dall'Ambasciatore d'Italia in Venezuela Silvio Mignano e gli hanno consegnato formalmente la richiesta della Comunità degli Italiani del Venezuela che diede al Governo d'Italia di riconoscere il Presidente ad Interim del Venezuela Juan Guaidó.

 

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