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Giovedì, 03 Settembre 2015 16:57

Parma - il 5 settembre d esposizione a Museo del Pane

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Sabato 5 settembre, con inizio alle ore 11.00, nella Galleria Nazionale presso il Palazzo della Pilotta di Parma, è in programma l’inaugurazione della mostra “Pane nostro. Nutrimento e simbolo di umanità”, dedicata alla collezione di oltre 3.000 esemplari di pane raccolti nell’arco di un’intera vita da Marisa Zanzucchi Castelli, allestita sino al 29 novembre.

Ne hanno parlato, questa mattina nel corso di una conferenza stampa, l'assessore al turismo e commercio Cristiano Casa, Mauro Massa presidente del comitato per la costituzione del Museo del Pane, Giorgio Orlandini vicepresidente del comitato per la costituzione del Museo del Pane, Emma Tassi Carboni curatrice del percorso della mostra e Carloantonio Zanzucchi curatore della collezione.

Apprezzamento è venuto dall'assessore Cristiano Casa che rilevato come il tema del pane si inserisca nell'abito della candidatura di Parma a Città della Gastronomia Unesco. “Si tratta di un evento – ha detto – che ha una particolare valenza culturale e che rappresenta un valore aggiunto per la città con l'auspicio che tanti parmigiani e turisti possano apprezzarne la bellezza”. 

Mauro Massa, presidente del comitato per la costituzione del Museo del Pane, si è soffermato sulla valenza culturale di una raccolta, quella di realizzata da Marisa Zanzucchi, che ha un valore incalcolabile non solo per il grande numero di pezzi, oltre 3.000, da cui è formata, ma anche per l'alto valore culturale legato ai percorsi connessi alla raccolta. “Da qui – ha concluso – la necessità di non disperdere un patrimonio così importante, anzi di valorizzarlo creando un Museo del Pane. Dello stesso avviso il vicepresidente Giorgio Olrandini che è andato oltre proponendone l'inserimento in una futura Cittadella del Cibo.

Emma Tassi Carboni ha ricordato la figura di Marisa Zanzucchi, “professoressa eclettica, curiosa e appassionata, con alcuni aspetti anche un po' magici come la scoperta della formula per conservare il pane nel tempo. La mostra si articola su tre percorsi: quello rosso incentrato sul ciclo della vita, quello verde tra mito e culto e quello blu legato all'origine geografica del pane, ai continenti da cui provine”.

Carloantonio Zanzucchi, fratello dei Marisa Zanzucchi, e curatore della collezione si è soffermato sulle condizioni di ottima conservazione dei 3.250 pezzi presenti nella collezione stessa che provengono da tutte le regioni italiane, da Europa, Asia, Africa e America. E ha ricordato i rimandi culturali che nella collezione emergono.

In occasione dell'inaugurazione, sabato 5 settembre, alle 11, alla Galleria Nazionale, interverrano: Mario Scalini, direttore del Polo Museale Emilia-Romagna, Mauro Massa presidente del comitato promotore per il Museo del Pane, Daniela Moschini e Grazia Maria de Rubeis della Biblioteca Palatina, Mariangela Giusto funzionario della Galleria Nazionale, Carloantonio Zanzucchi, Giovanni Ballarini, Emma Tassi-Carboni, Mario Calidoni, introduce Maurizio Chierici.

Il catalogo della mostra, a cura ed edito dalla casa editrice Diabasis di Parma, illustra la raccolta dei pani di Marisa Zanzucchi Castelli. “Nella storia dell’alimentazione nessun cibo è più denso di significati del pane, nessun cibo come il pane, per la quantità e qualità del suo consumo, accompagnato da differenziazioni sociali ed economiche, è stato elemento principale di coagulo della cultura mediterranea, dell’Europa e non solo di essa”. Questa considerazione, che Marisa Zanzucchi Castelli indica nella introduzione al testo “Pane universo di simboli e riti”, ci invita a un diverso modo di pensare e usare il pane, diverso dal suo essere solo cibo base del nostro regime alimentare, non solo prodotto domestico o quotidiano, ma come segno e simbolo, veicolo di messaggi culturali e sociali profondi, linguaggio di antiche tradizioni e riti che riaffiorano dai millenni della storia.

L’itinerario espositivo si articola – nella contestualità di forme di pani della collezione di Zanzucchi Castelli, di preziosi dipinti e oggetti della Galleria Nazionale e di altrettanti e importanti manoscritti, incisioni e libri antichi della Biblioteca Palatina – su tre tematiche: pani tra mito e culto, pani del ciclo della vita, pani del mondo.

Ma una domanda si pone: perché un “Museo del Pane” a Parma? Il Museo del Pane, come “segno” di lavoro contadino, punto nodale di molte e spesso ignorate dinamiche economiche e sociali, può collocarsi oggi come una proposta assai importante nel quadro delle iniziative atte al recupero del passato e come contributo ad una radicazione culturale solida per il futuro. Nell’ottica di Marisa Zanzucchi Castelli, l’ipotesi museale dovrebbe comprendere, oltre alla esposizione dei pani una parte propedeutica sulla genesi e sulle tecniche della panificazione, una parte didattica per le scuole, per i visitatori e i turisti una laboratoriale di insegnamento della migliore arte della panificazione. Nell’attuale fase di ricerca di una sede museale per la raccolta della collezione dei pani è auspicabile che si possano proporre idee e progettualità integrative e valoriali agli obiettivi sopra accennati.L’istituzione di un Museo del Pane, in una città come Parma, “genius loci” dei cibi di eccellenza, riconosciuta a livello mondiale come capitale della “Food Valley”, avvalorata anche dalla sede della Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA), sarebbe un ulteriore elemento attrattivo al turismo culturale e a quello enogastronomico di Parma e provincia.

Gli esemplari dei pani in mostra si affiancano ad alcuni dipinti, grandi pale d’altare, oggetti di apparato, incisioni, miniature, libri antichi dove il pane è immagine e apparizione; un accostamento che fa emergere per tutti i beni il significato dell’essere contemporaneamente frutto della concretezza e della corporeità dell’uomo e della sua capacità di simbolizzazione – nella misteriosa integrazione tra bene materiale e immateriale – nel singolo pane come nelle opere artistiche che la storia della cultura ha fatto arrivare sino a noi. Il progetto, come auspicato dai soggetti sostenitori, è sostenuto, con altrettanta convinzione, dal Ministero dei beni e delle attività Culturali e del Turismo, Polo Museale dell’Emilia-Romagna, dalla Galleria Nazionale di Parma, dalla Biblioteca Palatina, dalla Fondazione Museo Bodoniano; dal Senato della Repubblica, dalla Regione Emilia-Romagna, dall’Università degli Studi di Parma, dal Comune di Parma, dal Parco Nazionale Appennino Tosco-Emiliano; dall’Unione Parmense degli Industriali, da Ascom Confcommercio-Parma, da Fondazione Cariparma, da Accademia Italiana della Cucina, da Molino Grassi, dal molino Agugiaro e Figna, da Lesaffre; oltre che da numerosi cittadini. 

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