ANNO XIII Dicembre 2019.  Direttore Umberto Calabrese

Venerdì, 11 Settembre 2015 17:59

Taranto - Il Villaggio delle Differenze” in Pza Maria Immacolata, per dire no all’omofobia e diffondere la cultura delle differenze

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Torna, con la sua sesta edizione, “Il Villaggio delle Differenze”, promosso dall’Associazione Culturale Hermes Academy Onlus – Arcigay Taranto, con il Patrocinio Morale del Comune di Taranto, in collaborazione con Tacco Cento, la segreteria provinciale Diritti Civili presieduta da Andrea Leggieri e la Rete IsolArcobaleno (composta, tra gli altri, da Libera, Amnesty International, A.N.P.I.).

Sabato 12 e domenica 13 settembre Piazza Giordano Bruno, più nota come Piazza Maria Immacolata, a partire dalle ore 18.30 fino alle ore 23.30 si tinge dei colori dell’arcobaleno, con gli artisti della Hermes Academy, gli attivisti di Arcigay e di Tacco Cento ed i volontari delle associazioni facente parti della Rete IsolArcobaleno, i quali distribuiranno preservativi, materiale illustrativo sui percorsi proposti dalle associazioni LGBT da diversi anni nelle scuole di Taranto e provincia, sul disegno di legge Cirinnà e sulle attività ed i servizi offerti all’intera cittadinanza. Nel corso delle due serate, in piazza Maria Immacolata si susseguiranno diversi momenti di aggregazione e diffusione della cultura delle differenze: lettura drammatizzata di alcune favole bandite dal sindaco di Venezia, improvvisazioni di arti sceniche, estemporanee di scrittura creativa e di arti visive.

In un periodo in cui alcuni detrattori diffondono notizie diffamanti sull’operato delle associazioni LGBT e sul disegno di legge della senatrice Cirinnà, occorre sensibilizzare, informare e formare la cittadinanza in merito al testo del ddl; ai percorsi di educazione all’affettività promossi dall’Associazione Culturale Hermes Academy Onlus – Arcigay Taranto nelle scuole dell’intera provincia da diversi anni; alla sentenza storica della Corte di Cassazione (che abolisce l’obbligatorietà dell’intervento di adeguamento degli organi riproduttivi alle persone transessuali, per le rettificazione degli atti anagrafici), alla “condanna all’amore” subita dall’Italia dalla Corte Europea dei Diritti Umani, la quale sollecita il Paese a riconoscere le unioni civili.

La manifestazione rientra nell’ambito delle attività del Centro di Ascolto LGBTQI, ospitato presso la Biblioteca Comunale Acclavio e patrocinato moralmente da Comune di Taranto e Ufficio Provinciale della Consigliera di Parità, e nella campagna di sensibilizzazione verso giovani e meno giovani alla prevenzione a malattie sessualmente trasmissibili e la campagna di informazione e sensibilizzazione a fenomeni di omofobia, xenofobia, violenza di genere e cyberbullismo.

“Non essere etero in Italia oggi equivale ad essere cittadini di serie B, non poter godere di diritti inalienabili. – spiega Luigi Pignatelli, presidente della cellula provinciale di Arcigay –Cercare se stessi negli occhi della persona amata e dover essere costretti ad andare all’estero per sposarla, salvo poi tornare nel proprio Paese e ritrovarsi nubile/celibe, in quanto per la legge italiana tu ed il tuo sposo siete due perfetti estranei. Non poter essere al suo fianco, stringendo a te la sua mano, mentre è su un letto d’ospedale. Allevare, con amore pieno, un figlio che ti chiama mamma/papà, con la consapevolezza che quella splendida creatura gode di una tutela parziale dei diritti, poiché per lo stato italiano ha un solo genitore e se il tuo compagno o la tua compagna (suo genitore biologico) dovesse perdere la vita, tuo figlio diventerebbe orfano di stato. Combattere ogni giorno contro pregiudizi che ritenevi essere debellati, ma che ora sono tornati ad incatenare il tuo diritto all’amore, con veglie e manifestazioni, espressioni dell’odio e dell’ignoranza di chi, mosso da vera perversione (che nulla ha a che fare con il Dio dell’amore) ed egoismo, confonde la parola diritto con privilegio, inventa la teoria del gender e tenta in tutti i modi di impedirti di continuare a proporre percorsi sani di educazione all’affettività negli istituti di ogni ordine e grado, nonostante tu abbia sempre agito nella legalità, coinvolgendo tutti e tre gli attori dell’educazione e dell’istruzione scolastiche: docenti, alunni e genitori. Non essere etero in Italia può significare anche desiderare e, a volte, decidere di togliersi la vita, perché  le ingiustizie, le offese, la violenza fisica e soprattutto psicologica assumono un peso troppo pesante da sopportare. Lo ribadiremo sabato 12 e domenica 13 settembre, in piazza Maria Immacolata, nel corso della sesta edizione de Il Villaggio delle Differenze. E faremo anche festa, per celebrare la storica sentenza della Corte di Cassazione e la condanna all’amore di paio di mesi fa. Un caleidoscopio di incantesimi coinvolgerà passanti e simpatizzanti dell’associazionismo LGBT e non solo. Bambini, adolescenti, giovani, adulti e anziani condivideranno, ancora una volta, momenti di gioia e confronto, rompendo il muro del silenzio, delle calunnie e dell’odio che alcuni movimenti omofobi erigono quotidianamente, con calunnie e offese gratuite. La fede in Dio e la ferma convinzione che la famiglia sia un valore da condividere e preservare non sono elementi di divisione: tuttaltro. La libertà di parola e di pensiero è un bene prezioso per lumanità intera: va tutelato sempre e comunque. Ciò che conta è permettere a tutti di esprimersi. Ma l’omofobia non è un diritto di espressione: è oggettivamente un reato e, anche se in Italia la legge non lo contempla ancora, è una forma di discriminazione, pertanto reato. La vera Cultura è frutto di confronto e dialogo. Taranto è unita e sa bene che è solo valorizzando la diversità di cui ciascuno di noi è portatore sano che potrà crescere. La cultura delle differenze va difesa e diffusa. Hermes Academy Onlus Arcigay Taranto, sin dalla sua fondazione (15 settembre 2005), educa alla cultura delle differenze, anche e soprattutto nelle scuole. Taranto sta rinascendo solo mediante gli sforzi di realtà come quelle che rappresentiamo, grazie alla sussidiarietà orizzontale, grazie alla consapevolezza che una integrazione è sana quando ci si appropria di una identità di tipo dinamico, frutto di un incontro sincero e trasparente tra esseri sociali. Personalmente ho sempre invitato alle nostre iniziative anche rappresentanti di istituzioni e associazioni di stampo cattolico o comunque palesemente contrarie alla vision e alla mission dellAssociazione di cui sono presidente. Noi auspichiamo che il ddl Cirinnà prosegua il più celermente possibile il proprio iter in Parlamento e non venga ulteriormente depauperato del suo senso più profondo mediante infiniti emendamenti. Lascolto e la condivisione delle nostre diversità producono ricchezza, sempre e comunque.

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