ANNO XIII Novembre 2019.  Direttore Umberto Calabrese

Martedì, 01 Ottobre 2019 07:09

Blocchi di partenza a Doha con microtelecamere violano la dignità e l’identità sessuale

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Ora c'è un altro posto in cui le telecamere potrebbero iniziare a guardarti: i blocchi di partenza di atletica leggera dei Campionati del Mondo di  Doha 2019.

Lo IAAF, ovvero l'Associazione Internazionale delle Federazioni di Atletica Leggera, ha introdotto una serie di nuove telecamere per la trasmissione dei Campionati del Mondo di Doha 2019, il più grande evento sportivo di quest’anno, che forniranno angoli innovativi sulla competizione e immagini delle scene che non sono mai state mostrate al pubblico prima. In ogni blocco di partenza, infatti, sono state installate due telecamere in miniatura che forniranno una nuova dimensione alla copertura dei 100m e ostacoli, trasmettendo le prime foto dei volti degli atleti nel momento in cui sentono la pistola di partenza e catturando l’esplosione di energia mentre gli atleti lasciano i blocchi. Tuttavia, filmano gli atleti dal basso mentre si accovacciano riprendendo le parti intime.

Alcuni atleti, indignati, lo trovano molto spiacevole. Gina Lückenkemper, una velocista tedesca, è stata la prima a criticare questa installazione. Le immagini delle cosiddette "telecamere superiori" sono mostrate dalla sala di controllo televisiva del Khalifa Stadium, in televisione e sul videowall dello stadio solo quando gli atleti siedono nel blocco, ha dichiarato l'Associazione tedesca di atletica leggera. La nuova telecamera di blocco di partenza dovrebbe offrire agli spettatori una nuova presentazione dell'evento. Comunque il reclamo è riuscito.

La denuncia delle velociste tedesche Gina Lückenkemper e Tatjana Pinto riguardo alle telecamere ai blocchi di partenza ai Campionati mondiali di atletica leggera di Doha ha portato a un successo. Come ha annunciato domenica l'Associazione tedesca di atletica leggera, hanno trovato un compromesso con la Federazione mondiale IAAF. L’idea per Block Cam è nata dal direttore creativo e dal vivo della IAAF Productions Westbury Gillett, che ha sentito il pubblico mancare un momento cruciale del dramma non potendo vedere i volti degli atleti all’inizio delle gare di sprint. Insomma, per Giovanni D’Agata presidente dello “Sportello dei Diritti”, la tecnica dell'«up skirt photography» ovvero la ripresa con una telecamera della figura femminile o maschile ripresa dal basso verso l'alto in modo da evidenziarne le parti intime se non le nudità, dovrebbe essere ripensata perchè viola la dignità e l'identità sessuale. Anche perchè è amplificata soprattutto attraverso numerosi siti web, in particolare di contenuto pornografico, ma anche grazie a filmati diffusi attraverso siti internet.

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