ANNO XIV Ottobre 2020.  Direttore Umberto Calabrese

Domenica, 08 Dicembre 2019 07:54

Oltre il Sole per future colonizzazioni

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l prossimo martedì, a Stoccolma la consegna del Nobel per la fisica, metà a James Peebles "per scoperte teoriche in cosmologia fisica" e l'altra metà, a Michel Mayor e Didier Queloz "per la scoperta di un esopianeta in orbita attorno a una stella di tipo solare".

Sette giorni dopo cioè martedì 17, alle 5 del mattino dalla base spaziale di Kourou, nella Guyana Francese, sarà lanciata la sonda spaziale Cheops (Characterising ExoPlanets Satellite). Rientra nel programma “Cosmic Vision 2015-2025” dell’Agenzia spaziale Europea (Esa). L’obiettivo è quello di indagare la natura di pianeti extrasolari, più grandi della Terra e più piccoli di Nettuno. Cheops stazionerà, a una altezza di 700 km, su una orbita intorno alla Terra. Da questa altezza e usando un telescopio” riflettore” registrerà dati, per 42 mesi. La missione ha come obiettivo il reperimento, con estrema precisione delle caratteristiche fisiche di pianeti fuori dal sistema solare e già noti. Queste caratteristiche (raggio, massa) si ottengono osservando il passaggio dei pianeti davanti alla stella, che li ospita e usando   una tecnica la “fotometria di transito ad altissima precisione” La diminuzione di luminosità della luce emanata dalla stella, durante il passaggio e poi di nuovo la luce rinvigorita consente di misurare il raggio del pianeta e, stabilirne le dimensioni. Volume ottenuto in questo modo e massa determinata con un altro procedimento, consentono di calcolare la densità (rapporto tra massa e volume). IL valore della densità consente di comprendere, se il corpo è roccioso o gassoso. Un centimetro cubo di materia della Terra, che è rocciosa pesa 5,51 grammi mentre uno del pianeta Giove, che è gassoso pesa 1,33 grammi. IL mezzo Nobel a Quello, in fisica è stato assegnato perché nel 1995 scoprì il primo esopianeta. Dal 1995 sono stati “scoperti” altri 4.000 corpi fuori (pianeti o asteroidi?) Al di fuori dal nostro sistema solare. Una considerazione fondamentale si impone. I pianeti più vicini al Sole come Mercurio, Venere, la Terra e Marte sono rocciosi mentre quelli più esterni e grandi Giove, Saturno, Urano e Nettuno sono gassosi. Fuori dal sistema solare, per esempio, proprio il primo esopianeta identificato nel 1995 e chiamato “51 Pegasi b”, orbita molto vicino alla propria stella, ma è grande e gassoso. Alla fine affermare che corpi piccoli vicino alla loro stella sono rocciosi è arbitrario. Identificare le caratteristiche dei pianeti all’esterno del sistema solare è molto importante, per diversi motivi. Evidente che interessano quelli rocciosi con atmosfera simile, a quella terrestre. Le motivazioni? Di certo l’esistenza di risorse fondamentali naturali e non rinnovabili, che da noi alcune sono, a termine e non chiaramente enunciate come la possibile colonizzazione, a seguito di una Terra diventata invivibile per le conseguenze del cambiamento climatico. Cheops analizzerà stelle con intorno pianeti. L’interesse per gli esopianeti non è solo europeo, perché cinesi , la Nasa con la missione dello scorso anno,Transitine Exoplanet Survey Satellit ha cercano pianeti fuori dal sistema solare.

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