ANNO XIV Febbraio 2020.  Direttore Umberto Calabrese

Martedì, 24 Dicembre 2019 04:15

Manovra 2020 - Obbligatorio il Pos…ma senza sanzioni, ancora commercianti e professionisti refrattari

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La riforma prevista nel decreto fiscale 2020, dai collegati presenti nelle norme su lotteria scontrini e carcere ai grandi evasori, oramai è chiaro: è stato eliminato il meccanismo delle sanzioni per chi non accetta il pagamento bancomat. Siamo nell’interregno delle 'non applicazioni'.

Insomma se all’obbligo, del resto già in vigore da diversi anni, non scatta la sanzione, come spinta ad adeguarsi al regime finanziario, non si capisce come aderire all’innovazione, anche perché è fuor di dubbio che se non c’è multa, il sentimento generale che ne deriva è che non ci sia obbligo alcuno.

Oltre al vantaggio dei clienti - vedi ora anche coloro che usano le carte di cittadinanza -, tutti verrebbero agevolati dal fatto di non dover dotarsi di contante o di portarselo dietro necessariamente. Ma anche l’esercente che ha meno volume di danaro da gestire, spiccioli da recuperare, col paradosso che se il cliente si allontana, per cercare un bancomat e non ritorna non è possibile richiedere il saldo dell’acquisto in quanto appunto…eri obbligato.

La preoccupazione, soprattutto dei commercianti è quello di pagare più tasse di quello che si incassa tra spese di acquisto del pos, spese di canone mensile e commissione fissa per ogni acquisto.

Abbiamo visto alcune situazioni. Axepta legata BNP Paribas prevede un canone mensile minimo di 9,90 euro con una commissione dello 0,99% di commissione per ogni transazione che si riduce a 0,89 se però il canone è 19,90 al mese. E' vero che propone quello a zero euro di canone, che comunque richiede comunque 79 euro di costo di gestione, è tuttavia legato a operazioni massime di 6 mila euro annuo che per un commerciante o professionista è da suicidio.

In comodato d’uso il Pos sia per la postazione fissa, che richiede una linea telefonica Analogica o una connessione Ethernet (vale a dire col filo e quindi se parte una telefonata si blocca) oppure cordless con connessione incluso nel prezzo del contratto, oppure il pos Mobo che costa 99,00 + iva che si collega allo smartphone del negoziante o professionista e quindi scarica sms al cliente per ogni operazione. Insomma non siamo nei costi probitivi...una commerciante mi parla di avere acquistato il pos a 450 euro, ma diverso tempo fa. Ma ora le offerte davvero si moltiplicano, basta districarsi, noi ne abbiamo messo solo due a confronto. Qui trovate cinque soluzioni a confronto ma emerge alla fine migliore quella che segue. Questo per completezza dell'informazione.

Si affaccia sul mercato SumUP che propone il suo post collegato allo smartphone come quest’ultimo dell’Axepta, ma è completamente gratis il canone, senza costo di attivazione, con il vantaggio di un costo basso del Pos in offerta, il modello base difatti è  a 19 euro (iva inclusa) che si ricarica normalmente ma che si può acquistare con la base di ricarica e il tutto viene 29 euro. Senza costo di canone se non lo usi non costa nulla, se lo usi, la commissione è l'1,95 % di commissione su ogni acquisto. Insomma nessun vincolo contrattuale, semplice da usare senza grandi installazioni, crei il profilo in 5 minuti sei pronto ad essere collegato. Insomma ripeto se non lo usi non ti costa nulla.

Nel futuro, secondo la politica, almeno per le dichiarazioni di qualche deputato del M5s, si potrebbe incentivare il cambiamento, per creare la diffusione di buoni comportamenti e attraverso una diffusione dei pagamenti elettronici, sarebbe quello di abbassare il costo delle transazioni. Abbiamo visto comunque costi abbordabili. 

Ma i consumatori tuttavia premeranno o premieranno chi si adegua. Ecco la novità dal 2020.

Anche perché la Manovra Economica approvata ieri stabilisce agli artt 288/289/290 che, al fine di incentivare l'utilizzo di strumenti di pagamento elettronici, le per­sone fisiche maggiorenni residenti nel ter­ritorio dello Stato che, fuori dall'esercizio di attività d'impresa, arte o professione, effettuano abitualmente acquisti con stru­menti di pagamento elettronici da soggetti che svolgono attività di vendita di beni e di prestazione di servizi, hanno diritto ad un rimborso in denaro, alle condizioni e sulla base dei criteri individuati dal decreto del Ministro dell'economia e delle finanze di cui al comma 289. Il citato ministero, entro il 30 aprile 2020, stabilirà le condizioni e le modalità attuative della disposizione di cui al comma 288, inclusi le forme di adesione volontaria e i criteri per l'attribuzione del rimborso, an­che in relazione ai volumi ed alla fre­quenza degli acquisti, e sono individuati gli strumenti di pagamento elettronici e le attività rilevanti ai fini dell'attribuzione del rimborso, nei limiti dello stanziamento di cui al comma 290. Per questo incentivo lo Stato interviene con 3 miliardi di euro per gli anni. 2021 e 2022. Insomma si punta davvero, vedremo le risposte. Tech o non tech.

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