ANNO XIV Gennaio 2020.  Direttore Umberto Calabrese

Martedì, 14 Gennaio 2020 06:04

Taranto finirà come Messina con i condomini contro la raccolta differenziata?

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Il 3 febbraio prossimo di speciale, per così dire, è solo inizio del mese di un anno bisestile. E invece no, a Taranto, per volontà dell’Amministrazione comunale è anche il giorno dell’avvio della raccolta differenziata porta a porta.

Quella che assume la caratterizzazione di essere “spinta” perché appunto si preme sull’acceleratore. Qui i passi falsi sono possibili, mai auspicabili, ma alcune cose le abbiamo scritte anche noi e da tanto tempo. Siamo ad un anno circa dalla dichiarazione di avvio (si diceva l’estate scorsa)

Un primo punto riguarda la questione della comunicazione ambientale. Abbiamo sempre parlato dei facilitatori, ovvero figure, in genere ragazzi, impegnati in una sorta di incontri - questi sì porta a porta, per comunicare la finalizzazione della raccolta differenziata che, per essere vincente, deve puntare a: Separati in Casa. Fin dalla scorsa estate sarebbe dovuta partire la comunicazione! Dare per scontato questo è un errore marchiano. L’altro aspetto, che vogliamo sottolineare, è la procedura della distribuzione dei kit.

Srive l’Amiu nel comunicato stampa: “Nel caso dei grandi condomini, l’associazione viene effettuata con l’amministratore. Questo perchéil materiale viene affidato alle cure degli utenti, come detto in comodato d’uso gratuito, e sin dal momento della consegna saranno loro a preoccuparsi della custodia all’interno delle proprietà private o delle pertinenze condominiali”.

E saranno loro - i condomini -, a uscire di sera i contenitori il giorno della raccolta delle frazioni secondo il calendario e riportarli dentro la mattina-  E la cosa riguarda i “grandi” condomini oltre le 4 unità e fino a 24.

Si passa da un rapporto di responsabilità del singolo utente Tari (i piccoli condomini fino a 4) a quello condominiale. Personalmente proporrei di estendere a tutti la modalità dell’uso del grande contenitore dedicato, con le opportune differenziazioni volumetriche dei contenitori, con sacchetti con codice utente e chiusi a chiave. Cosi come è previsto per i super condomini. Su questo tema del condominio da impegnare in modo solidale, ci penserei davvero, per non fare pressione sociale per non pregiudicare tutto. 

Da sempre siamo convinti che la raccolta differenziata cominci sotto il lavello della cucina – per parlare dei rifiuto, che ha meno volume e pesa di più - per finire negli impianti a loro espressamente dedicati.

E qui c’è una questione, non sappiamo se ancora aperta, degli impianti di compostaggio, visto la denuncia della consigliere comunale De Gennaro che, l’estate scorsa si domandava, fra l’altro, dove finisse la frazione umida, dal momento che dalla Puglia si indicavano, in assenza di impianti di compostaggio, gli impianti di trattamento meccanico biologico di Massafra e Manduria, cioè discariche.

Un altro aspetto riguarda l’uso dei centri di raccolta e isole ecologiche. In queste infrastrutture era da tempo usuale per i cittadini portare i rifiuti e avere lo scontrino della raccolta per la diminuzione della tari. Dal 3 febbraio, per le zone indicate, Tamburi, Lido Azzurro e Paolo VI non sarà più possibile portare plastica, carta, vetro ecc… E questo perché il rifiuto differenziato, per effetto del codice a barre personalizzato prevede un suo percorso nel Porta a Porta. Qui, se mai, c’è un altro problema, che riguarda i centri di raccolta (CDR). Essi sono complementari per la raccolta differenziata, ma devono essere altra cosa rispetto alla realtà di Taranto che abbiamo spesso raccontata. Tutto qui. 

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