ANNO XIV Marzo 2020.  Direttore Umberto Calabrese

Venerdì, 21 Febbraio 2020 18:36

Coronavirus "14 casi totali" i contagiati in Lombardia, tre a Lodi. Chiuse scuole, palestre e negozi in tre paesi: '250 persone in isolamento'

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Sono stati individuati altri otto casi positivi al nuovo coronavirus, di cui cinque operatori sanitari e tre pazienti. E' quanto ha detto l'assessore al Welfare della Lombardia in conferenza stampa, arrivando così a "14 casi totali". "La cabina di regia ha deciso con gli amministratori un'ordinanza con misure precise per l'area in cui si muovono le persone individuate oggi come positive e relativa a 10 comuni: Codogno, Castiglione, Casalpusterlengo, Fombio, Maleo, Somaglia, Bertonico, Terranova dei Passerini e San Fiorano"."Siamo in attesa dei risultati definitivi dei test" sui due casi sospetti di Covid-19 in Veneto. Lo afferma all'Adnkronos Salute il governatore veneto Luca Zaia.

SPERANZA - "Stiamo lavorando ad un'ordinanza a doppia firma ministero della Salute Regione Lombardia, con la condivisione totale del commissario Angelo Borrelli" che prevede "la sospensione delle attività commerciali, escluse quelle di pubblica utilità, delle attività lavorative nelle aziende, favorendo il telelavoro, la sospensione della attività ludiche e di quelle educative dell'infanzia". Lo ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza, durante la conferenza stampa in corso in Regione Lombardia.

E' in terapia intensiva un 38enne risultato positivo e ricoverato all'ospedale di Codogno. L'uomo sarebbe andato a cena con un collega tornato dalla Cina e che ora è all'ospedale Sacco di Milano dove il risultato del test è negativo. Invito ai cittadini di Castiglione d'Adda, Codogno e Casalpusterlengo a restare a casa e ad evitare contatti sociali; in questi Paesi chiuse le scuole. Ippolito: 'Nuova fase con casi in Italia'. Speranza va in Lombardia. Conte: 'No allarmismo sociale e panico'. Assessore lombardo al Welfare: '250 persone in isolamento'. Oms, domani riunione d'emergenza con ministri Africa.

Altri due casi di coronavirus in Italia dopo i 14 in Lombardia: si tratta di due cittadini veneti che ai primi esami sono risultati positivi. I due sono già stati isolati in ospedale e si attendono ora gli esiti di un secondo test a cui sono stati sottoposti.

A Codogno altri 8 casi - ''Rispetto ai tamponi compiuti in queste ore da un lato ci sono evidenze negative, ma dall'altro abbiamo individuato altre 8 positività di cui 5 operatori sanitari, infermieri e medici dell'ospedale di Codogno e tre pazienti": è quanto ha detto l'assessore lombardo al Welfare Giulio Gallera.

Le sei persone risultate positive al coronavirus in Lombardia "sono in condizioni serie". E' quanto ha affermato il governatore della Lombardia, Attilio Fontana. I malati sono tutti adulti, intorno ai 40 anni. Si tratta di un uomo di 38 anni dipendente della Unilever di Lodi, ricoverato in terapia intensiva all'ospedale di Codogno. Le sue condizioni sono leggermente migliorate rispetto a ieri sera, quando si è presentato al Pronto soccorso.

L'uomo, nelle settimane scorse, sarebbe andato a cena con un collega tornato dalla Cina, un dipendente della Mae di Fiorenzuola d'Arda, nel Piacentino. Positiva anche la moglie, un'insegnante incinta e al momento in maternità. Una terza persona che avrebbe avuto contatti con il 38enne, per aver fatto sport con lui, si è presentata spontaneamente in ospedale con sintomi di polmonite. Altre tre persone sono ricoverate con quadro clinico di polmonite all'ospedale di Codogno. Il collega rientrato dalla Cina è stato accompagnato all'ospedale Sacco di Milano dove si trova in isolamento ed è risultato negativo ad un primo test per il coronavirus.

Oltre al 38enne e a sua moglie, sarebbero 3 clienti di un bar di Codogno e il figlio del titolare dell'esercizio gli altri quattro positivi al Coronavirus. Secondo quanto apprende l'ANSA il figlio del titolare aveva giocato a calcetto con il 38enne, mentre gli altri tre sono solo clienti del bar e non sarebbero mai entrati in contatto diretto con lui. Inoltre, il medico di base del 38enne è ricoverato in ospedale con la polmonite: a quanto si apprende, il dottore sarebbe ricoverato a Milano.

Secondo il virologo Giorgio Palù dell'università di Padova è possibile essere negativi al test anche dopo avere avuto un'infezione da coronavirus SarsCoV2. Intanto risulta ricoverata in isolamento nel reparto di Malattie Infettive dell'Ospedale di Piacenza una donna, sintomatica, collega del 38enne positivo al coronavirus. Il premier Conte ha annunciato che è stata disposta una quarantena per tutti quelli che sono entrati in contatto con i contagiati. Al momento sono duecentocinquanta le persone messe in isolamento. Tra loro - ha fatto sapere l'assessore al Welfare della Lombardia, Giulio Gallera - 149 sono infermieri, medici, familiari e persone entrate in contatto diretto con il 38enne ricoverato a Codogno. Poi ci sono i dipendenti che lavorano nella sua ditta e che hanno avuto contatto diretto con lui. Gallera ha invitato i cittadini di Castiglione d'Adda, Codogno e Casalpusterlengo, a scopo precauzionale, a rimanere a casa "in quarentena volontaria" e ha chiarito che sono già stati effettuati tutti gli accertamenti diagnostici necessari sull'intero staff medico e sanitario dell'ospedale di Codogno.

Il sindaco di Codogno ha disposto per il pomeriggio di oggi e per la giornata di domani la chiusura delle scuole e, "almeno fino a domenica", di tutti "gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, di pubblico intrattenimento ed i luoghi di ritrovo ed assembramento del pubblico" come discoteche, sale da ballo, sale giochi e impianti sportivi. A Castiglione d'Adda, dove risiedono i genitori dell'uomo contagiato dal coronavirus, sono stati sospesi i festeggiamenti per il carnevale e gli eventi sportivi ed è allo studio la chiusura delle scuole. Anche a Lodi si pensa alla chiusura delle scuole. Il vicesindaco di Casalpusterlengo ha disposto la chiusura delle scuole e dei nidi.

Il ministero della Salute ha stabilito l'obbligo di quarantena "fiduciaria" domiciliare per chi è tornata da un viaggio in Cina negli ultimi 14 giorni e "sorveglianza attiva" per chi è stato nelle aree a rischio, cioè nel paese asiatico così come indicato dall'Oms, con obbligo di segnalazione alle autorità sanitarie locali al proprio rientro in Italia.

L'Oms si dice preoccupata per il numero di contagi che non hanno un chiaro collegamento epidemiologico, ad esempio che non hanno viaggiato in Cina né hanno avuto contatti con casi confermati. Per evitare contatti a rischio e contagi tra i medici, prima di fare una visita domiciliare o di ricevere in studio un paziente con sintomi sospetti da coronavirus, i medici di famiglia faranno un triage telefonico. La Federazione italiana medici di medicina generale invierà a tutti i medici una scheda con domande sui contatti, sulla capacità respiratoria del paziente, su eventuali episodi di dispnea.

"Al momento non c'è motivo di elevare il livello di allarme in Italia al massimo. Il massimo livello è se si contano molti casi autoctoni in varie parti d'Italia, cioè servono focolai plurimi che si accendono contemporaneamente". Così il presidente della Società Malattie infettive e tropicali, Marcello Tavio, a 'Coronaviris - Il punto' dell'ANSA. "A quel punto non vale più il criterio epidemiologico di contatto con una persona che ha avuto o ha il virus o è stata in un paese ad alto rischio, perché chiunque potrebbe avere il virus, ma siamo ancora fuori da questo scenario".

GENOVA - Sono quattro i cinesi ricoverati a Genova per verificare l'eventuale contagio da coronavirus. I quattro, padre e tre bambini, sono sotto osservazione all'ospedale San Martino. L'uomo è asintomatico, i bambini hanno qualche sintomo termico e respiratorio. La mamma e l'altro bambino, al momento asintomatici, sono in isolamento al loro domicilio. Lo rende noto la Regione. Loro compongono il nucleo familiare. La settima persona vive in Italia ma al di fuori del nucleo familiare. Questa non è mai stata in contatto con i componenti del nucleo familiare e su di lei non ci sono attenzioni particolari. Era stata associata al nucleo familiare perché in un primo momento risultava residente con la famiglia. Padre, madre e bambini erano rientrati dalla Cina il 15 febbraio da una zona a elevata circolazione del coronavirus.

PIACENZA - La Ausl di Piacenza ha avviato verifiche e controlli anche sul territorio emiliano: il collega rientrato dalla Cina con cui il paziente 38enne è uscito a cena lavora infatti per un'azienda di Fiorenzuola d'Arda (Piacenza). I controlli servono a verificare gli eventuali contatti dell'italiano rientrato dalla Cina con dipendenti piacentini dell'azienda.

"A scopo precauzionale è stata inviata una squadra sanitaria per il controllo dei lavoratori nell'Azienda Mae di Fiorenzuola", ha scritto su Facebook il sindaco di Fiorenzuola d'Arda, Romeo Gandolfi. "Il lavoratore di Fiorenzuola rientrato dalla Cina a fine gennaio e identificato dal paziente zero come sospettato 1 - afferma - è attualmente ricoverato all'ospedale di Codogno per accertamenti". "Nel primo pomeriggio avremo altri aggiornamenti dall'Asl di Piacenza".

Ed è ricoverata in isolamento nel reparto di Malattie Infettive dell'Ospedale di Piacenza una donna, sintomatica, collega del paziente positivo al coronavirus alla Unilever di Lodi, spiega la Regione Emilia-Romagna in una nota. Di questa paziente è atteso l'esito del tampone esaminato presso il laboratorio di riferimento regionale del Sant'Orsola.

Per quanto riguarda le due aziende coinvolte, Unilever (dove lavora il 38enne positivo al Covid-19) e Mae spa (dove è impiegato l'amico del lodigiano rientrato dalla Cina), sono già stati attivati i protocolli ministeriali previsti, precisa la Regione Emilia-Romagna. La gestione dell'azienda lombarda (Unilever) è in capo alla Regione Lombardia, mentre la Regione Emilia-Romagna, in pieno raccordo con l'Azienda sanitaria di Piacenza, si sta occupando della Mae. Il dipartimento di Igiene pubblica dell'Ausl piacentina ha già contattato il medico competente della Mae per avviare la vigilanza sui lavoratori dell'azienda, che oggi è stata chiusa prudenzialmente per iniziativa del titolare. Se il dipendente Mae, rientrato dalla Cina il 21 gennaio e già negativo al tampone, dovesse essere negativo anche agli ulteriori accertamenti, l'approccio verrà modificato di conseguenza.

IL BOLLETTINO DELLO SPALLANZANI - "Il giovane ricercatore italiano, caso confermato di COVID-19, è ormai risultato persistentemente negativo ai test per la ricerca del nuovo coronavirus". E' quanto emerge dal bollettino medico di oggi dell'ospedale Spallanzani di Roma.

"In questi giorni decideremo se dobbiamo, come probabile, metterlo in osservazione in un'altra stanza". Lo ha detto il direttore sanitario dello Spallanzani, Francesco Vaia parlando del ricercatore italiano contagiato, a margine del bollettino di oggi. A chi gli chiedeva se fosse guarito ha risposto: "Di fatto, è persistentemente negativo al test".

"La coppia di cittadini cinesi provenienti dalla città di Wuhan, casi confermati di Covid - 19, continua a essere ricoverata nel nostro Istituto. Le condizioni cliniche della coppia sono migliorate, in maniera significativa quelle del maschio".

"Il giovane studente italiano, preso in carico dal nostro Istituto circa una settimana fa, negativo ai test per la ricerca del nuovo coronavirus, continua l'osservazione. Mantiene uno stato di serenità e di buon umore ed è in contatto costante con la famiglia".

Sono stati valutati, ad oggi, allo Spallanzani 68 pazienti sottoposti al test per la ricerca del nuovo coronavirus. E' quanto emerge dall'ultimo bollettino medico dello Spallanzani. "Di questi, 63, risultati negativi al test, sono stati dimessi. Cinque pazienti sono tutt'ora ricoverati: tre sono i casi confermatidi COVID- 19 (la coppia cinese ed il giovane proveniente dal sito della Cecchignola), due pazienti rimangono ricoverati per altri motivi" prosegue il bollettino.

Oms, preoccupano casi senza legami chiari - "Anche se il numero di contagi fuori dalla Cina rimane relativamente basso, siamo preoccupati per il numero di contagi che non hanno un chiaro collegamento epidemiologico, ad esempio che non hanno viaggiato in Cina né hanno avuto contatti con casi confermati". Lo ha detto il capo dell'Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus nel briefing quotidiano sull'epidemia di coronavirus.

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