ANNO XV Aprile 2021.  Direttore Umberto Calabrese

Lunedì, 09 Marzo 2020 14:50

Coronavirus carceri in rivolta, 6 morti, evasi 20 detenuti da Foggia. Proteste in 27 carceri

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L'onda lunga del coronavirus arriva nelle carceri italiane e si trasforma in protesta, quando non in aperta rivolta. Caos nel penitenziario di Foggia: alcuni detenuti evadono, poi vengono bloccati. Protesta anche a Modena e a San Vittore con i detenuti sul tetto. Proteste ieri anche a Salerno, poi Modena, dove ci sono stati tre morti, Napoli e Frosinone, ma anche Vercelli, Alessandria.

6 MORTI - "Sono in tutto 6 i detenuti morti durante le proteste nelle carceri nel nord del Paese: 3 a Modena, uno ad Alessandria, uno a Verona ed il sesto in un carcere piccolo di cui non posso rivelare il nome". Lo afferma all'Adnkronos Aldo Di Giacomo, portavoce nazionale del sindacato di polizia penitenziaria Spp. "Le morti dovrebbero essere dovute ad assunzione di psicofarmaci - spiega Di Giacomo - dato che nelle rivolte sono state prese d'assalto le infermerie. Questo perché i detenuti cercano il metadone. Ed anche perché le salme non sembrano avere segni di violenza".

Secondo una prima stima, una ventina di detenuti sarebbe evasa dal carcere di Foggia nel corso della rivolta di questa mattina. Lo si apprende da fonti investigative. Nel corso della protesta, circa cinquanta detenuti sono riusciti a scappare dal carcere ma una trentina di loro è stata bloccata nelle immediate vicinanze dalle forze di polizia. I commercianti che si trovano nelle vicinanze della casa circondariale sono stati invitati dalle forze dell'ordine a chiudere i locali.

L'onda lunga del coronavirus arriva, infatti, nelle carceri italiane e si trasforma in protesta, quando non in aperta rivolta. Da questa mattina caos in 27 carceri dove si stanno svolgendo proteste da parte dei detenuti, alcuni dei quali chiedono l'amnistia a causa dell'emergenza. Gravi disordini si registrano nei carceri di San Vittore a Milano e di Rebibbia a Roma, dove - oltre a bruciare diversi materassi - alcuni reclusi avrebbero assaltato le infermerie, riferisce il Sindacato di polizia penitenziaria.

Proteste poi anche a Salerno, poi Modena, Napoli e Frosinone, ma anche Vercelli, Alessandria, Foggia.

A Foggia alcuni detenuti sono riusciti ad evadere venendo bloccati poco dopo all'esterno dell'istituto penitenziario dalle forze dell'ordine. A quanto si apprende i detenuti hanno divelto un cancello della 'block house', la zona che li separa dalla strada. Molti detenuti si stanno arrampicando sui cancelli del perimetro del carcere. Sul posto polizia, carabinieri e militari dell'esercito.

Al carcere di San Vittore alcuni detenuti sono saliti sul tetto della casa circondariale. 

Sono complessivamente sei, secondo quanto si apprende da fonti dell'amministrazione penitenziaria, i detenuti provenienti dal carcere di Modena morti. Tre nello stesso penitenziario modenese ed altri tre dopo i trasferimenti in altre strutture carcerarie: a Parma, Alessandria e Verona.

Le tre morti a Modena non sarebbero direttamente riconducibili alla rivolta nel carcere, precisano le fonti, anche se gli accertamenti sono appena cominciati e sono tuttora in corso. Anche per quanto riguarda le cause dei decessi, le verifiche sono in fase preliminare ed avrebbero evidenziato che uno dei tre è morto per abuso di sostanze oppioidi, l'altro di benzodiazepine, mentre il terzo è stato rinvenuto cianotico, ma non si conosce il motivo di questo stato.

E sono rientrati nelle celle i detenuti del carcere di Pavia: la protesta, nata sull'onda dello stop ai colloqui 'a vista' per il coronavirus, riguarda lamentele su "questioni che riguardano il trattamento carcerario". Sarà l'inchiesta della Procura a far luce sulla dinamica della sommossa.

La sospensione dei colloqui, prevista dalle misure anti-coronavirus, è alla base della protesta anche nel carcere napoletano di Poggioreale, dove alcuni detenuti sarebbero saliti sui muri del cosiddetto 'passeggio', nella zona interna del penitenziario. Parallelamente, al di fuori del carcere, c'è stata la protesta dei parenti dei carcerati, anche loro per lo stesso motivo. Indulto, amnistia o arresti domiciliari ciò che hanno chiesto per i loro familiari reclusi, bloccando anche il passaggio dei tram. La protesta è rientrata nel tardo pomeriggio. Le misure sui colloqui previste dal dpcm anti-coronavirus (vanno usate modalità telefoniche o video) sono state la scintilla che ha fatto sollevare anche i detenuti di Frosinone: un centinaio si sono barricati all'interno della seconda sezione, da cui è stato visto provenire fumo.

ROMA - Arriva anche a Rebibbia la rivolta carceraria scoppiata in seguito alla stretta nei colloqui decisa dalle nuove norme sul Coronavirus. Numerosi mezzi della Polizia penitenziaria stanno sfrecciando in questo momento in direzione del carcere romano, dove i detenuti hanno iniziato a battere i ferri al reparto G11 nuovo complesso.

PALERMO - Nonostante il tentativo di evasione di alcuni detenuti dal carcere Ucciardone di Palermo sia stato impedito, si registra ancora tensione nella zona attorno al carcere. Tutte le vie di accesso sono state chiuse al traffico. Carabinieri e poliziotti in tenuta antisommossa si trovano in tutta la zona per tenere sotto controllo la situazione. Presenti anche dei familiari di detenuti che gridano all'indirizzo dei loro congiunti.

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