ANNO XV Aprile 2021.  Direttore Umberto Calabrese

Mercoledì, 11 Marzo 2020 15:48

Coronavirus La Lombardia al governo: chiudiamo tutto. Fontana: "Oggi 1500 nuovi casi" Replica Conte: 'Valutiamo'

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Pressing della Lombardia per misure più drastiche. E anche il Piemonte fa sapere che si assocerebbe se si scegliesse questa strada. Il premier: "Serve attenzione, perché la priorità è la tutela della salute, ma ci sono libertà e diritti di cui si deve tener conto, evitando istanze emotive". Morto il presidente dell'Ordine dei medici di Varese. Partono i controlli più stretti al Brennero. A Codogno zero contagi, è la prima volta.

"Abbiamo inviato al governo le proposte concordate con i sindaci relative a ulteriori misure di contenimento della diffusione del coronavirus: abbiamo chiesto la chiusura di tutto, non possiamo andare avanti con questi aumenti di contagi, non possiamo permettercelo". E' quanto ha detto il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana intervenuto in diretta a Italia7Gold. Fontana ha chiesto che rimangano aperte solo "tutte le attività considerate essenziali per continuare la vita ordinaria, dalla catena alimentare all'energia ai rifiuti, e quelle attività imprenditoriali collegate a catene mondiali da cui non possono distaccarsi altrimenti ne avrebbero danni eccessivi". "Il documento - prosegue Fontana - contiene il dettaglio di quelle che sono le iniziative che consideriamo indifferibili sulla base dei dati scientifici in nostro possesso e già comunicati ieri pomeriggio al Governo, nel corso della riunione con i ministri Boccia e Speranza e con i presidenti delle Regioni, oltre che all'Istituto Superiore di Sanità". Oggi in Lombardia, dice Fontana, "ci sono stati 1.500 nuovi contagi", ha detto, ribadendo la necessità di interventi più stringenti.

"Abbiamo stanziato una somma straordinaria 25 miliardi da non utilizzare subito ma sicuramente da poter utilizzare per far fronte a tutte le difficoltà di quest'emergenza". Lo dice il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa al termine del Cdm. "Sono lieti del clima che si sta definendo a livello europeo", aggiunge. Il premier, riguardo alla ulteriore stretta che la Lombardia ha fatto sapere di voler chiedere al governo Conte ha evidenziato: "Siamo in attesa delle richieste.  Non c'è nessuna chiusura verso misure più restrittive".

LE MISURE ECONOMICHE MESSE IN CAMPO  - "Tecnicamente - ha spiegato il ministro dell'Economia Gualtieri - è un'autorizzazione del Parlamento a stanziare fino a 20 miliardi in termini di indebitamento, 25 mld in termini di stanziamento. Il livello di deficit dipende da quanto effettivamente sarà impiegato. La prima misura impiegherà la metà di queste risorse, l'utilizzo dell'altra metà dipenderà anche da eventuali risorse europee. E' ancora presto dire il livello di deficit che verrà raggiunto". "Ieri con il Consiglio europeo era anche in collegamento Lagarde: grandi riconoscimenti e aperture sul fatto che è necessaria maggiore liquidità e tutti gli strumenti per far fronte a questa emergenza", ha detto Conte. Il decreto sulle misure economiche per l' emergenza coronavirus sarà varato "venerdì" e sarà da "12 miliardi", ha fatto sapere Gualtieri. "Obiettivo prioritario è potenziare la risposta del servizio sanitario" all'emergenza. Così il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri in audizione davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato sulla richiesta di finanziare in deficit le misure anti-Coronavirus."Voglio ringraziare medici, infermieri e tutti quelli impegnati in uno sforzo eroico per assicurare a tutti le cure necessarie".

MORTO IL PRESIDENTE DELL'ORDINE DEI MEDICI DI VARESE - Il presidente dell'Ordine dei medici della Provincia di Varese e medico di base a Busto Arisizio (Varese) Roberto Stella, 67 anni, è morto la notte scorsa all'ospedale di Como, dove era ricoverato per insufficienza respiratoria dopo aver contratto il Coronavirus. La notizia è stata confermata dal sindaco di Busto Arsizio, Emanuele Antonelli.

ULTERIORE STRETTA IN LOMBARDIA? - Si dibatte sulla possibilità di accogliere la richiesta di una ulteriore stretta in Lombardia. La richiesta della Lombardia di "chiudere tutto" per contenere il più possibile il contagio da coronavirus "ha senso, la pressione sul servizio sanitario regionale lombardo è spasmodica". Ma la misura "che potrebbe essere proporzionata per la Lombardia", visto che "è per l'Italia quello che Wuhan era per l'Hubei", "non lo è per il resto del Paese, in particolar modo per le regioni centromeridionali dove questa situazione ancora non c'è", dice Walter Ricciardi, consulente del ministero della Salute, parlando su Radio Capital. Ieri, al ventesimo giorno dell'era del coronavirus, l'Italia ormai in quarantena da Aosta a Palermo supera la quota simbolo di 10mila contagiati, 1.004 dei quali guariti, e fa registrare il più alto numero di vittime: 168 in un solo giorno, 135 dei quali in Lombardia. Ma non solo. L'aumento del numero complessivo dei malati - 590 in più rispetto a lunedì, per un totale di 8.514 - molto più contenuto rispetto ai giorni precedenti, è dovuto al ritardo dei risultati dei test effettuati dalla Lombardia: dunque non c'è ancora alcun rallentamento del virus. Ecco perché dalle Regioni del Nord, Lombardia e Veneto su tutte, è arrivato un nuovo appello per un'ennesima stretta: "chiudete tutto per 15 giorni". I governatori vogliono che restino in funzione solo i servizi essenziali mentre negozi (ad eccezione di quelli di generi alimentari, farmacie e parafarmacie) e attività produttive vengano chiuse subito. "E' il tempo della fermezza - sono le parole, chiarissime, di Fontana - Bisogna chiudere tutto adesso per ripartire il prima possibile. Le mezze misure non servono". Le associazioni territoriali di Confindustria Lombardia "stanno lavorando sin dal primo giorno dell'emergenza, anche attraverso l'istituzione di task-force dedicate, e sono disponibili a mettere in campo un codice di autoregolamentazione in linea con le prescrizioni sanitarie più ferree e autoimporsi una sospensione in caso di impossibilità a soddisfare i requisiti di sicurezza richiesti dall'emergenza". Lo si legge in una nota diffusa a seguito della seduta straordinaria del Comitato di Presidenza. E anche il Piemonte è pronto a chiudere per l'emergenza Coronavirus. Lo ha detto il governatore Alberto Cirio ai microfoni di Radio 24. "Se il governo deciderà che la Lombardia farà questo passo - ha detto - credo che anche il Piemonte dovrà in qualche modo essere compreso". "Se le parole del presidente Fontana - ha precisato - vanno nella direzione di chiudere tutto, credo che a questa riflessione vada prestata grandissima attenzione. E' per questo che l'ho sottoposta all'unità crisi e al comitato scientifico regionale, per avere già oggi un parere da trasmettere al governo.

PIU' CONTROLLI AL BRENNERO - In mattinata intanto sono arrivati controlli più stretti al Brennero, come annunciato ieri dal cancellieri austriaco Sebastian Kurz. I controlli sanitari, ieri ancora a campione, diventano serrati. Potranno lasciare l'Italia solo automobilisti in possesso di un certificato medico che poi dovranno stare in auto-isolamento per due settimane. I tir potranno, per il momento, invece transitare dopo la misurazione della temperatura corporea del camionista. Il confine con l'Italia resta aperto al traffico merci e ai frontalieri. Camionisti e lavoratori saranno sottoposti al termoscan. Lo prevedono i decreti, firmati la scorsa notte a Vienna, come apprende l'ANSA.

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