ANNO XIV Giugno 2020.  Direttore Umberto Calabrese

Lunedì, 30 Marzo 2020 16:53

Il mondo costretto alla prova del digitale per l’emergenza sanitaria

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Mai vista tanta pressione sui social, video, conferenze, per non trascurare il telelavoro, il lavoro agile come piace dirlo allo scrivente altro che Smart working o lavoro remoto.

Una prova per tutti per svecchiare il vecchio mondo che aveva affidato le nuove risorse tecnologiche al gioco, trascurando tutto il resto. Vale a dire la rete con tutti i suoi nodi. Riflettiamo, al di là della tragedia alla quale ci dobbiamo pensare sempre, ma osservate l’aria pulita come non mai, non vi pare che questo sia il mondo del futuro?

Che attraverso il rispetto dell’ambiente porta benessere e salute? Utilizzando quella purezza dell’aria che ha consentito a tante persone di raggiungere il secolo di età grazie allo sviluppo della medicina.

Se pensiamo a quante professioni possono essere fatte da casa, soprattutto nei servizi, considerate quanti spostamenti in auto in meno e quante meno emissioni. Anche la scuola che sta sperimentando le lezioni online, potrà prevedere sezioni teoriche a casa e pratiche a scuola, oppure al minimo ricorrere alla lezione online quando gli alunni sono malati nelle semplici epidemie stagionali, anche perché non è escluso che il Covid19, dopo il vaccino, resterà con noi presentandosi ogni anno come una normale influenza.

L’esempio pratico? Ve lo do io; a settembre una domanda su LinKMate al Comune per una pratica legata alla Tari, la risposta di allora fu di portare la documentazione in ufficio nei giorni e nelle ore indicate. La risposta oggi alla stessa domanda è stata di mandare tutti i documenti via email. Capite la differenza? Del resto perché esiste la posta elettronica certificata?

Vogliamo parlare delle ricette dematerializzate e delle code dal medico di famiglia? Avete visto ora come i medici si sono allineati dopo anni di lassismo? E si potrebbe continuare ad elencare. Ma il nostro vuole essere solo uno spunto per riflettere su quello che questa pandemia scopre. Non ultimo, anzi al primo posto, una nuova stagione politica che rimetterà il valore della salute al primo posto nelle scala dei valori, al primissimo posto, atteso che non esiste alcun benessere sociale, né ricchezza che basti, se non c’è vita.

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