ANNO XIV Agosto 2020.  Direttore Umberto Calabrese

Martedì, 22 Settembre 2015 10:47

Taranto celebra la Giornata Internazionale dell’Orgoglio e della Visibilità Bisessuale

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Il 23 settembre, giorno della morte del padre della psicanalisi Sigmund Freud, si celebra in diversi Paesi la Giornata Mondiale dell’Orgoglio e della Visibilità Bisessuale, il Bi-Day (Bisexual Pride e Bi Visibility Day).

Fu istituita dall’ILGA (International Lesbian and Gay Association) nel 1999, in una data non casuale, che coincide con quella della scomparsa del padre della psicanalisi, Sigmund Freud.

La giornata nasce con l’idea di valorizzare un’identità come quella bisessuale, che spesso è oggetto di discriminazioni, come dichiarano gli organizzatori, sia da parte di persone eterosessuali sia all’interno della stessa comunità LGBTIQ.

L’orientamento sessuale bisessuale va certamente distinto dal comportamento sessualedi molte persone che vivono ancora una fase di accettazione o semplicemente di sperimentazione, specie nel periodo adolescenziale e giovanile. Spesso, infatti,molti si definiscono bisessuali poiché hanno ancora bisogno completare il proprio percorso di  accettazione e comprensione di sè, ciascuno con i suoi modi e tempi.Lo stigma sociale che purtroppo ancora persiste nei confronti dell’omosessualità, a volte, fa della bisessualità qualcosa di percepito come “meno compromettente”. In realtà,l’orientamento bisessuale è cosa ben diversa. Lo Stylebook di Gaynet definisce bisessuale “un individuo attratto in maniera sessuale, emotiva e intellettuale da entrambi i sessi. La bisessualità non è sinonimo di poligamia,essere bisessuali non significa intraprendere contemporaneamente una relazione con persone di entrambi i sessi”.

Una giornata come questa, quindi, può servire a fare chiarezza sul concetto di bisessualità e ancor più su quelli di comportamento e orientamento sessuale, contribuendo ad un’atmosfera più comprensiva e serena all’interno della comunità LGBTIQ

Arcigay Taranto celebra la ricorrenza con un nuovo appuntamento del ciclo “Il Profumo di un Libro”, previsto per le ore 20.00 di mercoledì 23 settembre, presso la sede in Via Pupino #90. Ciascuno porterà un libro a sé caro, ne illustrerà brevemente la trama, ne leggerà un passaggio particolarmente significativo e porterà testimonianza delle emozioni suscitate dalla prima lettura: un modo per incontrare l’altro da sé, raccontarsi e ritrovare se stessi. La partecipazione è libera e gratuita.

La bandiera dell’orgoglio bisessuale verrà affissa all’ingresso della struttura. Una bandiera a tre bande: una, in alto, di colore magenta per rappresentare l’orientamento omosessuale; la seconda, blu per quello etero; e la terza, più piccola al centro, di colore viola ad indicare l’unione tra le due. La bi pride flag, disegnata da  Michael Page, fa la sua comparsa per la prima volta nel 1998.

“Già dai moti di Stonewall, la comunità gay e lesbica è cresciuta in forza e visibilità. Anche la comunità bisessuale è cresciuta in forza ma in molti casi è ancora invisibile. Anche io sono stato condizionato dalla società che etichetta automaticamente una coppia di persone che camminano tenendosi per mano o come etero o come omosessuali, a seconda del genere delle persone” ha affermatoGigi Wilbur-Raven– che fu insieme aWendy Curry e Michael Page uno dei progentiori del Bisexual Pride and Bi Visibility Day – durante l’incontro annuale dell’ILGA nel 1999.

“Essere bisessuale raddoppia immediatamente le tue possibilità al sabato sera” recita una celebre frase di Woody Allen ma a quanto pare raddoppia anche le possibilità di essere discriminati, perché in molti anche all’interno del mondo LGBT vedono nella bisessualità semplicemente un espediente per non dichiarare apertamente la propria omosessualità. La bisessualità esiste e non solo tra i bonobo, in cui rappresentano il 100% della popolazione.

L’appello

A seguire l’invito giunto dalla Comunità Bisessuale.

“Siamo i bisessuali d’Italia e del mondo di tutte le nazionalità, di tutti i generi, di tutte le classi, cancellati, delegittimati, resi invisibili e muti dall’ignoranza e dalla violenza ogni giorno!

Invochiamo pubblico sostegno in termini di visibilità in occasione della Giornata Internazionale dell’Orgoglio e della Visibilità Bisessuale, il 23 settembre, da parte di singoli e istituzioni, ma soprattutto da parte delle associazioni.

Chiediamo che in questa giornata la bandiera bisessuale venga appesa ben visibile davanti all’ingresso di ogni associazione e circolo, specialmente se si definisce LGBT. Un piccolo gesto di supporto alla nostra causa che può fare una grande differenza in termini di solidarietà e sostegno psicologico.

Chiediamo in special modo alle associazioni e ai circoli che si definiscono LGBT un supporto informativo ai propri soci e simpatizzanti riguardo ai temi della bisessualità lungo tutta la Settimana della Consapevolezza Bisessuale (a cavallo del 23 settembre), sfruttando i numerosi strumenti didattici e divulgativi messi a disposizione dalla comunità bisessuale nazionale e internazionale.

Educare alla diversità, contro la prevaricazione e verso i diritti.

La pagina Facebook “Giornata Internazionale dell’orgoglio e della visibilità bisessuale” è stata pensata come lo spazio in cui pubblicare immagini (ad esempio la foto della bandiera appesa davanti alla sede dell’associazione con un commento a supporto), testi e iniziative di solidarietà alla comunità bisessuale.

Questo l’indirizzo: https://www.facebook.com/GIOVBISESSUALE

Per ulteriori informazioni in merito alla Giornata e alla Settimana della Bisessualità, si invita a far riferimento alle seguenti risorse in italiano:

https://it.wikipedia.org/wiki/Bisessualit%C3%A0

http://www.wikipink.org/index.php?title=Bisessualit%C3%A0

ed in inglese

www.bivisibilityday.com

Contribuisci a questa iniziativa di sensibilizzazione inoltrando questo messaggio ad associazioni e testate giornalistiche che si occupano di diritti LGBT. 

Il tuo aiuto può fare molto.

Grazie di cuore.”

Chi ha aderito

Numerose associazioni hanno risposto all’appello:

Accoglienza e Telefono Amico Gay

Antéros – Associazione LGBTI Padova

Arcigay Cremona “La Rocca”

Arcigay Milano – Gruppo Donna

Arcigay Pavia “Coming Out”

Arcigay Roma

Arcigay Taranto

ArciLesbica Novara “L’Isola che c’è”

CasArcobaleno – Taranto

Centro di Ascolto LGBTQI “Cosa c’è di Diverso” – Taranto

Centro “Milk” LGBT Community Center – Verona

Circolo Culturale TBGL “Harvey Milk” – Milano

Circolo di Cultura Omosessuale “Mario Mieli” – Roma

Circolo “Tondelli” LGBTI – Bassano del Grappa (VI)

Comitato Gay e Lesbiche Prato

Diritti e Libertà Italia

Gay Center – Roma

Hermes Academy Onlus

Il Circo delle Magna Grecia – Taranto

Il Salotto delle Muse – Taranto

LGBT News Italia

N.U.D.I. Associazione Nazionale Psicologi per il Benessere LGBTQI

Oltre le Differenze

Polis Aperta – Torino

RAIN – Caserta

Stop Omofobia e Disuguaglianza – Pagina FB

Valsesia – Gruppo Lgbtqi Vercelli

Cos’è la Bifobia

Pur apparendo all’interno dell’acronimo LGBTI, la bisessualità ha molto spesso una considerazione e una visibilità marginali all’interno del movimento e della comunità che in quell’acronimo si riconoscono: è raro sentir parlare di Orgoglio Bisessuale ed è ancor più raro sentir parlare di bifobia e di discriminazioni a carico di persone bisessuali, se non come dinamiche e fattispecie incluse nell’omofobia e nella discriminazione omofobica.

Da un lato, è la banale approssimazione in virtù di una fantomatica “comodità del linguaggio” ad esser responsabile di questo annullamento di visibilità: le persone bisessuali sono vittime dell’omofobia e della discriminazione omofobica al pari delle persone omosessuali, sicché a molti appare inutile e dispersivo, far riferimento alle loro problematiche in maniera specifica e separata. Un esempio lampante è la proposta di legge riguardante “disposizioni in materia di contrasto all’omofobia e alla transfobia”: là dove da principio si volevano trattare le discriminazioni basate sull’orientamento sessuale, si è deciso di virare sulla più restrittiva definizione di “omofobia”. E la lista di esempi analoghi è lunga: dai “matrimoni gay” alla “comunità gay”. In molti, dall’esterno e dall’interno della comunità LGBTI contribuiscono all’opera di approssimazione e, quindi, all’annullamento della visibilità delle persone bisessuali e delle problematiche che le caratterizzano in maniera specifica.

Dall’altro lato, a dar man forte all’approssimazione, interviene la pura e semplice discriminazione.

La bifobia e la discriminazione bifobica esistono,e si manifestano anch’esse trasversalmente, tanto all’esterno quanto (e forse perfino di più) all’interno della comunità LGBTI.

In particolare, sono due le tipologie di discriminazione che colpiscono le persone bisessuali.

La prima tipologiaè forse la più tradizionale fra le forme di discriminazione, e consiste nell’attribuire a una categoria di persone qualità e comportamenti puramente stereotipici, e spesso denigratori. In quest’ottica si formano e diffondono l’idea che l’essere bisessuali corrisponda all’essere sessualmente promiscui, o che una persona bisessuale sia incapace di intrattenere una relazione monogama e duratura con una persona di un genere, essendo potenzialmente attratta anche dall’altro. Promiscuità sessuale e monogamia sono entrambe scelte libere e legittime: lungi da noi il voler condannare l’una e sostenere l’altra, ciò che troviamo inaccettabile è che vengano attribuite arbitrariamente ad una persona in ragione del suo orientamento sessuale, in quello che è a tutti gli effetti uno svilimento assoluto dell’intero individuo in favore di uno stereotipo incapace di formulare liberi pensieri, azioni e scelte, incapace di uscire da un copione che altri hanno scritto per lui.

Altra idea diffusa, specie nella comunità LGBTI, è che le persone bisessuali non siano interessate ad impegnarsi nella lotta per i diritti civili, potendo optare per una sessualità e un’affettività eterosessuali che garantirebbero loro, di fatto, tutti i diritti civili negati alle persone omosessuali: quest’idea della scelta del proprio orientamento sessuale, e in particolare della “scelta di comodo”, la si ritrova anche nell’accusa che alcuni muovono alle persone bisessuali, ritenendole responsabili di offrire, con la propria attrazione per l’uno e per l’altro genere, un sostegno all’idea che l’orientamento omosessuale sia una condizione dipendente dalla volontà dell’individuo, e che sia quindi reversibile, o per meglio intenderci “riparabile”.

La seconda tipologiadi discriminazione, più profonda e specifica, consiste invece nel negare a priori l’esistenza della bisessualità e il diritto all’autodeterminazione della persona bisessuale, in base all’assunto che l’orientamento sessuale di ogni individuo possa collocarsi solo ed esclusivamente in un binarismo che non conosce gradazioni o sfumature.

Sul versante eteronormativo questo si traduce nell’idea che ogni bisessuale sia solo un eterosessuale confuso, una persona che sta attraversando un normale periodo di incertezza, o una fase di sperimentazione, ma che in ultima analisi finirà col riacquistare l’attrazione esclusiva per individui dell’altro genere.

Visto dal versante omonormativo, invece, ogni bisessuale non è altro che un omosessuale represso, ancora incapace di accettarsi completamente. Complice di quest’ultima visione è certo il fatto che molti omosessuali, poiché nati in una società fortemente eteronormativa, prima di arrivare definirsi tali attraversino una fase in cui si definiscono bisessuali. L’abuso, nel concreto, è nell’estensione arbitraria di questo vissuto e di queste dinamiche a qualsiasi persona si definisca bisessuale. Un abuso tanto piùgravenel momento in cui viene da quelle stesse persone che dovrebbero aver compreso, per averla vissuta sulla propria pelle, l’ingiustizia del vedere sbeffeggiata, svilita e in ultimo negata la propria libertà di autodeterminazione in funzione di una normatività arbitraria, omologante ed oppressiva.

Tra i sorrisi e le lamentele che suscitano espressioni come quelle di omonormatività, Orgoglio Bisessuale e bifobia, vengono passate sottobanco e subdolamente alimentatenuove forme di discriminazione e di normativitàda parte di quelle stesse persone che contro ogni discriminazione e normatività dovrebbero essere schierate.

Ripudiamo la bifobia e la discriminazione bifobica, e con esse ogni forma di normatività arbitraria, omologante ed oppressiva.

L’ottica secondo cui gli orientamenti sessuali sono alternative comportamentali tra loro in competizione è sciocca, inconsistente edisinformativa: l’esistenza di persone bisessuali non toglie nulla all’esistenza e alla libera autodeterminazione delle persone omosessuali, e lo stesso vale tra queste ultime e la loro controparte eterosessuale.

Probabilmente, alla base di alcune forme di bifobia vi è una paura della mutevolezza: durante la vita di una persona bisessuale l’attrazione per uomini e donne subisce variazioni d’entità e intensità, ed è possibile confondere questo con una parvenza di scelta; in realtà, anche questa mutevolezza è innata, esattamente come l’orientamento sessuale: non può essere decisa né adulterata. L’unica “scelta” che una persona bisessuale potrebbe fare sarebbe sforzarsi di avere solo comportamenti eterosessuali,  o solo omosessuali, per aderire a quel modello dicotomico che ha visto seguire alla vecchia eteronormatività la più recente omonormatività. Ma non è forse il concetto stesso di “normatività” che stiamo combattendo?

Questo non significa che “in futuro saremo tutti bisessuali” (come afferma un certo professore, tra l’altro in evidente stato di confusione tra “orientamento sessuale”, “ruolo di genere” e “identità di genere” nel momento in cui correla questo ipotetico e bisessuale futuro con un appiattimento delle differenze sociali e fisiche tra uomini e donne). Significa che l’omosessualità non ha bisogno di essere l’unica alternativa all’eterosessualità, per avere forza e credibilità. Significa, non troppo banalmente parrebbe, libertà e inclusività. Orgoglio.

Orgoglio è difendere la libera autodeterminazione, propria e altrui.

Orgoglio è dire “io esisto, sono libero e meritevole di diritti al pari di tutti: non di meno, né di più”.

Siate orgogliosi.

(passaggio tratto dal sito dell’Associazione Antéros)

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