ANNO XIV Ottobre 2020.  Direttore Umberto Calabrese

Venerdì, 17 Aprile 2020 16:13

S'impenna la borsa per un nuovo farmaco, no a riapertura senza validissime alternative al “ tutti a casa"

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La notizia ha scosso gli investitori di Borsa, ma non l’inerzia dell’Istituto Superiore di Sanità e dell’Agenzia Nazionale del Farmaco. Il riferimento è alla sperimentazione clinica del farmaco REMDESIVIR, in due studi effettuati in 12 centri selezionati in tutta Italia. I dati raccolti serviranno a far avanzare le conoscenze scientifiche non solo in merito a efficacia e sicurezza di questa molecola, ma più in generale sul virus”, questo si legge sulla documentazione dell’Agenzia del Farmaco denominata “ GS-US-540-5773 Study:Remdesivir with Severe Covid 19”.

Studi promossi da Gilead in Italia e nei centri scelti, tra quelli con il maggior numero di pazienti ricoverati. L’Università di Chicago Medicine ha pubblicato ieri uno studio sull’uso proprio di questo farmaco antivirale, rivelatosi efficace nel trattamento di pazienti ricoverati in ospedale e in gravi condizioni a causa del coronavirus. Gli investitori di Borsa non puntano su società e contratti a rischio, come i futures, se non sono convinti previa rassicurazione di esperti che leggono gli studi clinici relativi all’efficacia di un farmaco. Risultato: le azioni della società di biotecnologie Gilead sono cresciute del 16% così come i contratti, che impegnano ad acquistare o vendere attività finanziarie o merci (futures su Wall Street).

La comunità scientifica ha valutato positivamente il lavoro dei ricercatori di Chicago i quali hanno dichiarato, che la gran parte dei malati assoggettati alla terapia con remdesivir sono stati dimessi dopo due settimane dal trattamento. Evidente che c’è bisogno di ulteriore approfondimento, ma almeno una valutazione è stata fatta!

AIFA ha iniziato la sperimentazione 36 giorni fa, ma non si ha alcuna notizia su come va lo studio. Dei 400 pazienti affetti da covid quanti sono e se hanno trovato giovamento?

Il farmaco è somministrato per uso compassionevole cioè non ancora approvato dalle autorità sanitarie. La situazione dei contagi nel nostro Paese è migliorata e come effetto delle misure decise dal governo, ma attenzione perché questo vuol dire che stanno crescendo di meno, ma per arrivare a contagi zero ci vuole tempo.

Tutti gli italiani o quasi si sono comportati bene finora ed io credo che non bisogna correre il rischio di adire al partito della riapertura senza validissime alternative al “ tutti a casa “ . E’ ora di smetterla di collocare in secondo piano come si vive. E’ ora di smetterla di dipendere da presunti esperti organici ai governi pro tempore o peggio da questi scelti sulla base dell’affidabilità. Il “ tamponi, tamponi, tamponi “ di OMS è la più evidente , anche se postuma smentita di chi consulente di Governo aveva gridato tamponi solo ai sintomatici!

La scienza medica non concede sconti, abbuoni. Il virus ha frantumato mercato e arretramento dello Stato. Resta comunque il problema, che il possibile va fatto in tempi rapidi, che è assurdo la secretazione dei dati (anagrafici e clinici) riguardante gli infettati da covid 19 da parte di ISS non consentendo a esperti di dati di aiutare il paese nel comprendere la pandemia; assurdo che ancora oggi non si decida di effettuare uno studio statistico mirato.

Ultima nota riguarda lo sbandierato numero dei tamponi e l’assenza di un efficiente sistema informativo. Il Presidente della Regione Veneto lo sbandiera quotidianamente, ma anche a livello romano sia tecnico che politico. Il numero di tamponi per abitanti fatto pari 100 l’Italia e a “parità di anzianità epidemica “(fonte Fondazione Hume) sono 742 per Israele, 343 per la Germania, 311 Austria, 239 Svizzera, addirittura 187 per gli USA. Su 23 Stati solo 4 sono sotto 100, Francia, Gran Bretagna, Svezia e Olanda. Sul sistema informativo, che è la condizione fondamentale per ripartire, oltre all’incomprensibile censura dei dati da parte di ISS mancano dati che riguardano la percentuale di positivi, di asintomatici, di mortalità e ancora non si è celta la modalità di identificazione di contatti e spostamenti dei positivi. Modalità che ha consentito soprattutto alla Corea del Sud di limitar la diffusione del virus. A Singapore dopo la brillante gestione della pandemia hanno rimesso il blocco che in India riguarda un miliardo di persone !

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