ANNO XIV Dicembre 2020.  Direttore Umberto Calabrese

Domenica, 17 Maggio 2020 04:28

Economia, Ficht ci declassa a spazzatura

Written by 
Rate this item
(0 votes)

Un troiaio. In maniera così poco civica si esprimeva, verso certe situazioni, un grande professore di valutazione d’impatto ambientale.

 

E’ l’esatta metafora da usare, per le società di rating e per alcune burocrazie dell’Unione europea ispirate comunque dalla Commissione U.E. di rating verso le quali un Tribunale italiano aveva verificato i gravi danni prodotti all’Italia, ma ha riscontrato un colpevole silenzio da parte di Governo. Parlamento, Consob e autorità di controllo comunitario come ESMA.

Ne riparleremo dettagliatamente.

Ora ci risiamo. Ficht ha declassato l’affidabilità del debito pubblico italiano e, due giorni fa il rating di UBI portandolo nella zona detta “spazzatura“, junk (da Investment Grade a Speculative). Osservo che per S & P e Moody’s, UBI resta in area “non junk”. Già questo dovrebbe porre qualche problema ancor più se si considera, che UBI è sotto procedimento di fusione lanciato da Banca Intesa attraverso Offerta Pubblica di Scambio.

Oggettivamente il declassamento di Ficht pone UBI, a un livello inferiore non solo verso INTESA ma anche verso Unicredit e Mediobanca. Questo mentre tutte e tre le agenzie mettono la testa sotto la sabbia, per quella vera e proprio “bomba“ rappresentata dai cosiddetti CLO (Collateralized debt obligations).

Sono obbligazioni garantite da crediti legati a prestiti. Nei CLO sono impacchettati prestiti “buoni” e “prestiti “cattivi”. Prestiti che già prima della pandemia creavano problemi di restituzione tanto, che sia fondi pensioni sia hedge fund se ne sono liberati. CLO come mutui sub prime? Sul piano degli effetti che possono scatenare, in Europa proprio si. Esattamente come prima del fallimento di Lehman solo ora stanno intervenendo le società di rating sui CLO ed è il segreto di pulcinella, che la struttura stessa di questi CLO è considerata come una “grande alchimia”. E’ un modo subdolo di trasformazione di prestiti ad altissimo rischio, che formano l’80% degli CLO da titoli simil spazzatura ,a investimento non rischioso. Chi detiene questi CLO in Europa? Le banche francesi e in particolare BNP Paribas. Una bolla dell’ingegneria finanziaria creativa che rischia di scoppiare, in Europa! La situazione preoccupa ancor più se solo si pensa che questa crisi da pandemia può essere paragonata a quella della Grande Depressione del secolo scorso scoppiata dopo il crack di Wall Street. In 30 mesi i disoccupati negli Stati Uniti diventarono 12 milioni su 50 milioni di occupati. Oggi la FED stima un 20 milioni di disoccupati da crisi Covid 19 ma dopo 4 mesi! Una crisi quindi che non ha uguali affrontata con un’Unione europea sulla cui moneta asset managers e analisti credono sempre meno. In 5 mesi l’euro è passato da 1,14 verso il dollaro a 1,06 a riprova che le soluzioni trovate contro la crisi non creano entusiasmi nei mercati. Imbroglio MES che ancora qualche utile idiota spaccia come positivo e Recvery Fund al di la da venire si consula l’ennesimo dramma italiano.

Read 562 times Last modified on Domenica, 17 Maggio 2020 17:05

Utenti Online

Abbiamo 1075 visitatori e nessun utente online

La tua pubblicità su Agorà Magazine